A.Azzaro,Uomini che uccidono le donne. Una strage

DA IL FONDO Uomini che uccidono le donne.
Una strage Angela Azzaro Una striscia di sangue che non finisce mai.
Appena i giornali, forse in mancanza di altri notizie, si degnano di dare spazio agli uomini che uccidono le donne,  i fatti saltano fuori da ogni dove.
Quasi ogni giorno.
Con un ritmo che sbalordisce, lascia attonite.
L’ultima notizia è di domenica.
Fabio Riccato, trent’anni, uccide con tre colpi la fidanzata sedicenne, Eleonora Noventa, che lo voleva lasciare.
Poi si spara.
E’ così che i giornali, parlando del caso avvenuto a Mestre, si imbattono in un altro omicidio di qualche giorno prima, lì vicino.
Stessa dinamica, stessa storia, solo molto più cruenta.
Andrea Donaglio uccide con 50 coltellate la ex, Roberta Vanin, 43 anni, che non voleva più saperne di lui.
Il Corriere dello stesso giorno svela invece l’assassino della giornalista uccisa la scorsa settimana e ritrovata nella campagna vicino Roma.
Lei si chiama Anna Maria Tarantino, lui Leopoldo Ferrucci.
Ha confessato.
La ha uccisa perché lei lo ha respinto.
Lui camionista, 42 anni, è separato, ha una figlia e convive con un’altra donna.
Però dice di essere innamorato di Anna Maria.
E per questo la uccide.
I due si erano conosciuti per lavoro.
Lui gli deve fare un trasloco.
Gli leva tutto.
Si gira pagina e sembra di trovare una notizia diversa.
Finalmente positiva.
Un carabiniere adotta un bambino a cui è morta la madre.
Poi si legge bene, e si scopre che quel bambino è rimasto orfano dopo che l’amante ha ucciso la madre per gelosia.
Una settimana fa invece è stata la volta di un carabiniere, a Novara.
Si doveva sposare con una, ma continuava a fare la avance ad un’altra che però voleva chiudere e la ha uccisa.
Anche in questo caso, una storia tira l’altra.
Accanto a Novara, sbuca una storia simile a Cremona, dove pare che pochi giorni prima un altro fidanzato ancora avesse ucciso la compagna.
Tre storie, tre destini simili.
E così via, senza fine.
Una strage.  Come altro se no chiamare questa infinita serie di omicidi compiuti da mano maschile contro le donne? Ma non basta dire per mano maschile.
Troppo generico, troppo comodo.
Prendete il caso di Fabio Riccato.
Il giovane, appena laureato in biologia con 110 e lode, andava in giro con un’arma, la stessa con cui ha ucciso Eleonora e poi si è sparato, per difendere proprio la fidanzata dal pericolo romeni.
Una contraddizione macabra che rivela  una verità difficile da digerire: il pericolo non è rappresentato dagli sconosciuti, ma dagli uomini che si conoscono.
Non dagli [...]

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