Accordo nel Governo, salvate le maestre con il diploma magistrale

È da ormai diverso tempo che si è alzato un vero e proprio polverone sulla questione relativa ai maestri con diploma magistrale.
La vicenda risale al 20 dicembre del 2017, quando il Consiglio di Stato a sezioni unite, aveva espresso un verdetto che negava ai maestri diplomati, dei diritti che invece sette pronunciamenti di singole sezioni del Consiglio di Stato avevano riconosciuto.
Con il decreto del ministero n.506 del 19 giugno, sull’aggiornamento annuale delle GaE (Graduatorie a Esaurimento), è stata preclusa la possibilità di nuovi inserimenti in graduatoria.
Di conseguenza, anche i maestri/e con un diploma magistrale conseguito prima dell’anno scolastico 2001/2002, non potranno inserirsi.
In virtù di questa situazione, i sindacati si sono mobilitati richiedendo urgentemente una soluzione, che però a oggi non è ancora stata definita.
A confermare l’allungamento dei tempi è stato Luigi di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro del Governo Conte che afferma: “abbiamo stabilito una proroga di 120 giorni per risolvere la questione del licenziamento di tanti docenti magistrali vittime di una sentenza del Consiglio di Stato: ora avremo tempo per trovare una soluzione”.
Si tratta di una proroga che però esclude dalle graduatorie a esaurimento migliaia di maestri/e con diploma magistrale.
Diversa la situazione di circa 5.600 maestri che avevano già superato l’anno di prova: per ora infatti, non verranno cancellati dall’immissione in ruolo con riserva.
Si avranno maggiori informazioni a riguardo quando il provvedimento approvato da parte del Consiglio dei ministri, sarà consultabile.
I maestri esclusi della GaE potrebbero effettuare delle supplenze attraverso le graduatorie di istituto di seconda fascia, riservata a coloro che sono già abilitati.
Molto probabilmente si assisterà a un rimescolamento a settembre, per quanto riguarda l’assegnazione delle cattedre che porterà molti docenti a essere assegnati a scuole in province diverse rispetto a quella per cui avevano prestato servizio nell’ultimo anno scolastico.
Le possibilità dunque, per l’anno scolastico 2017/2018, che alcuni maestri non abbiano una supplenza, è da prendere in considerazione, così come l’eventualità che un docente non venga riconfermato nella stessa scuola.
I fattori che entrano in gioco sono: le graduatorie di istituto, che non è detto siano nella stessa provincia delle GaE e le scuole prescelte, che non sono molte.

Leggi tutto l'articolo