Antinori si difende: io costretto a fare sesso con la 24enne spagnola

Milano, 31 mag.
(askanews) – Dopo averla conosciuta in un club di Siviglia, Severino Antinori venne praticamente “costretto” dalla 24enne spagnola che qualche mese più tardi lo avrebbe denunciato per un presunto prelievo forzoso i ovuli ad avere un rapporto sessuale con lei.
Lo ha raccontato lo stesso ginecologo nell’aula del processo milanese che lo vede imputato per diverse ipotesi di reato (violenza privata, sequestro di persona, lesioni personali aggravate, falso materiale e ideologico ed estorsione) proprio perchè avrebbe immobilizzato, sedato e prelevato 8 gameti alla donna che nell’aprile 2016 era ricoverata alla struttura privata di Antinori, la clinica Matris di Milano, per una cisti ovarica.
“Ho conosciuto la ragazza in un club di Siviglia nel dicembre 2015, dove mi venne presentata da un amica”, ha spiegato Antinori rispondendo alle domande dei pm Maura Ripamonti e Leonardo Nessi: “Notai subito che aveva una forte attrazione per me.
Mi prese per mano e mi portò nella mia camera di albergo.
Lei voleva avere un rapporto.
Io inizialmente rifiutai, ma lei insisteva.
Così, dopo qualche ora, mi sono sentito costretto.
Dopodiché l’ho mandata via dall’hotel pregandola di non richiamarmi.
Per metterla sul taxi, ho dovuto chiedere aiuto alla security dell’albergo”.
Una versione antitetica rispetto a quella fornita il 9 marzo scorso in aula dalla sua stessa presunta vittima: “Antinori mi abbracciò e mi chiese di fare sesso con lui, io gli risposi che era più vecchio di mio padre e che non volevo farlo”.
Oggi il ginecologo ha parlato di un altro episodio analogo, questa volta avvenuto a Milano nel marzo 2016.
“Una sera ero con la mia compagna di allora all’Hotel Marriot dove soggiornavo.
La spagnola entrò nella mia stanza e mi ha tirato giù i pantaloni.
Io ero infuriato.
Poi mi accorsi che mi erano spariti un orologio Rolex e 700 euro.
Lei era molto attratta dai Rolex.
E aveva bisogno di soldi, mi chiedeva sempre denaro.
Una volta mi supplicò, spiegandomi che sua madre stava morendo.
Le diedi 2.000 euro”.

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