CICAP… se li conosci li eviti!

di Niccolò Talenti È ormai da qualche anno (diciamo da quando mi occupo di controinformazione, che poi in tanti casi è l’unica informazione possibile), che non appena tocco un qualsiasi argomento “interessante” perché ancora da esplorare e da interpretare, mi imbatto in qualche “esperto” del CICAP.
Sto parlando di tematiche comunemente (e spesso erroneamente) chiamate come “teorie del complotto”. Comincio dicendo che secondo me, l’utilizzo stesso dell’espressione “teorie del complotto” è fuorviante.
Non ho mai avuto una chiara idea di come mai teorie e tesi alternative a quelle “ufficiali” vengano messe tutte insieme nello stesso calderone: insomma, uno che crede che la versione ufficiale degli attentati delle Torri Gemelle presenti molte incongruenze, per quale motivo deve essere messo dentro lo stesso gruppo di un “ufologo”? Che nesso hanno le due cose? Ecco per quale motivo mi fa storcere il naso l’espressione vaga “teorie del complotto”: ci sono le teorie valide e poi ci sono le panzane.
Non bisogna buttare entrambe le categorie in un solo pentolone, il rischio è quello di non ragionare più con la propria testa, ma con quella degli altri.
Cos’è il CICAP? Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) è un’organizzazione italiana no-profit fondata nel 1989, che si pone come obiettivi la divulgazione del metodo scientifico e la spiegazione razionale dei cosiddetti fenomeni paranormali.
Tra i soci fondatori spicca Piero Angela, il famosissimo divulgatore televisivo italiano.
Cominciamo dai meriti (innegabili) del CICAP: i loro interventi e le loro inchieste hanno sicuramente salvato delle persone che rischiavano di cadere vittime di truffe (ad esempio, di sedicenti maghi, indovini, etc.) portando avanti campagne socialmente utili, per evitare che questi raggiri potessero perpetrarsi ancora.
Fin qui tutto bene. Ma veniamo ora alle critiche (altrettanto innegabili) che dobbiamo fare a questi signori.
Il metodo Mi dispiace, ma l’atteggiamento ultra-conservatore (quasi integralista) contro qualsiasi novità non è un atteggiamento scientifico.
Esempio? L’omeopatia. Proprio sull’omeopatia sembra arenarsi spesso il CICAP; non a caso: pare che il drammatico calo di consensi e di soci (e quindi di entrate), siano in gran parte dovuti a questo atteggiamento di rifiuto anacronistico di ogni teoria alternativa (culminato con una brutta copia del “suicidio omeopatico” promosso dagli scettici inglesi).
Queste “posizioni medievali” non [...]

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