Dilaga la protesta sport Usa contro Donald Trump

Lo sport Usa contro la Casa Bianca.
Dilaga, infatti, la protesta delle star contro Donald Trump che ha chiesto alla Nfl, la lega professionistica del football americano, di licenziare i giocatori che si rifiutano di cantare l’inno nazionale.
E oggi il presidente Usa è tornato alla carica, polemizzando contro i campioni ribelli.
“Se i tifosi della NFL rifiuteranno di andare alle partite fino a quando i giocatori non smetteranno di non rispettare la nostra bandiera e il nostro Paese, si vedranno presto i cambiamenti.
Licenziamento o sospensione!” La prima partita di football, dopo le dichiarazioni di fuoco del presidente americano, regala un’altra immagine da forte significato simbolico.
Tutti i campioni dei Jacksonville Jaguars e dei Baltimore Ravens si sono inginocchiati in segno di protesta.
In piedi gli allenatori e i proprietari dei due team con le mani sulle spalle dei loro giocatori in segno di solidarietà.
Tantissimi altri dello staff delle due squadre hanno seguito l’esempio dei loro campioni in un clima surreale.
La sfida è arrivata anche dal baseball, lo sport più popolare in Amercia.
Compatto appoggia Bruce Maxwell, giocatore afroamericano degli Oakland Athletics diventato sabato sera il primo della Mlb (la lega professionistica del baseball americano) a inginocchiarsi durante l’esecuzione dell’inno nazionale.
Ripetendo cosi’ il gesto oramai simbolico in segno di protesta contro la violenza della polizia sui neri.
“Il razzismo nel sud degli Stati Uniti e’ ancora disgustoso”, ha denunciato Maxwell.
Accanto a lui il compagno di squadra Mark Canha, bianco, gli ha messo una mano sulla spalla in segno di solidarieta’ per quella battaglia iniziata un anno fa dalla star del football Colin Kaepernick.
La Mlb, ha quindi rilasciato una dichiarazione in cui non attacca direttamente il presidente americano, ma in cui afferma di “rispettare e sostenere i diritti costituzionali e la liberta’ di espressione di tutti i suoi giocatori”.
Trump e’ tornato a dire oggi che i giocatori che non cantano l’inno devono essere licenziati.

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