Federico II riceveva doni dall'Australia prima della sua scoperta

Nonostante siano stati scritti manuali, trattati e grandi tomi, la storia non smette mai di sorprendere.
Una delle ultime “sorprese” riguarda un sovrano e un continente al tempo non ancora scoperto.
Sembra infatti che Federico II di Svevia, re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero, ricevesse doni dall’Australia.
Fin qui non c’è nulla di strano, se non il fatto che l’Australia è stata scoperta ufficialmente 400 anni dopo la morte di Federico II.
La prova alla base della scoperta si trova nel “De arte venandi cum avibus” (“Sull’arte della caccia con gli uccelli”), un trattato sulla caccia e la fauna dell’epoca, scritto da Federico II stesso e conservato oggi presso la Biblioteca Vaticana.  Il trattato è una delle opere scientifiche di maggior rilievo dell’epoca Medievale ed è un documento dal quale traspare la passione del re per la caccia e il livello di conoscenza dell’avifauna dell’epoca.
Durante l’analisi del manoscritto però, alcuni studiosi australiani e finlandesi, guidati da Heather Dalton della School of Historical e Philosophical Studies dell’Università di Melbourne, hanno notato un dettaglio (quasi) ispiegabile: al foglio 18v infatti è raffigurato in modo stilizzato un pappagallo Cacatua, dalla cresta gialla e dalle piume bianche.
Sarebbe tutto normale, se non fosse per un particolare: il Cacatua è originaio dell’Australia e il continente è stato scoperto nel 1770, mentre il libro risale al 1200 circa.  Per spiegare la presenza del pappagallo australiano su un documento del re di Sicilia, i ricercatori hanno studiato le rotte dell’epoca e attraverso altri testi analizzati, hanno dimostrato come il pappagallo fosse un regalo del sultano egiziano al-Malik Muhammad al-Kamil a Federico II.
I due sovrani erano infatti legati da un rapporto di amicizia, che si concretizzò in regali reciproci, scambi di lettere, libri, animali rari ed esotici.
Lo studio è stato pubblicato sul Parergon e sta facendo il giro del mondo per la sua particolarità.
Per arrivare alla corte siciliana, il Cacatua cresta gialla raffigurato deve esserre stato trasportato dall’Australia settentrionale attraverso il Cairo attraverso un viaggio di diversi anni.
Le immagini contenute nel trattato sarebbero invece risalenti ad un periodo compreso tra il 1241 e il 1248.
“Anche se l’Australia è ancora considerata l’ultimo continente ad essere scoperto, questa visione eurocentrica è sempre più smentita da scoperte come questa” ha detto la Dalton.
La ricercatrice ha poi [...]

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