Fosse lo scrupolo di confermare l’esistenza di svizzeri fuori dalla Svizzera, fosse l’esempio di avventurose ed eccentriche viaggiatrici, fatto è che nel 1953 il ginevrino Nicolas Bouvier (1929-1998) mentre nel nostro meridione sciamavano utilitarie a

Jean Montalbano
svaghi svizzeri
   Fosse lo scrupolo di confermare l’esistenza di svizzeri fuori dalla Svizzera, fosse l’esempio di avventurose ed eccentriche viaggiatrici, fatto è che nel 1953 il ginevrino Nicolas Bouvier (1929-1998) mentre nel nostro meridione sciamavano utilitarie affollate di etno-sociologi a caccia di sopravvivenze magiche e familismo amorale, puntò con l’amico T. Vernet la sua Topolino verso oriente. Esclusi da subito alibi scientifici, già immaginato e percorso su atlanti e libri, il viaggio si sarebbe concluso a Ceylon sul finire dell’anno seguente, giusto quindici anni dopo che la coppia A. Schwartzenbach- E. Maillart ebbe disegnato su di una Ford la “ via crudele “ che dai balcani portava nel cuore afgano dell’Asia, ma  vissuto ora con più indugi e meno impazienze, con l’agio minimo di chi non si sente pressato da demoni (camicie brune o morfina), addirittura col lusso di ammalarsi e ritemprarsi per la via.
Molte delle foto allora scattate hanno preso a circo...

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