Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi
A se stesso Or poserai per sempre, Stanco mio cor.
Perì l'inganno estremo, Ch'eterno io mi credei.
Perì.
Ben sento, In noi di cari inganni, Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre.
Assai Palpitasti.
Non val cosa nessuna I moti tuoi, nè di sospiri è degna La terra.
Amaro e noia La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo T'acqueta omai.
Dispera L'ultima volta.
Al gener nostro il fato Non donò che il morire.
Omai disprezza Te, la natura, il brutto Poter che, ascoso, a comun danno impera E l'infinita vanità del tutto.
Amore e morte Muor giovare colui ch'al cielo è caro Menandro Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte Ingenerò la sorte.
Cose quaggiù sì belle Altre il mondo non ha, non han le stelle.
Nasce dall'uno il bene, Nasce il piacer maggiore Che per lo mar dell'essere si trova; L'altra ogni gran dolore, Ogni gran male annulla.
Bellissima fanciulla, Dolce a veder, non quale La si dipinge la codarda geme, Gode il fanciullo Amore Accompagnar sovente...

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