Giro del mondo in carrozzina, la storia di due disabili in giro per il mondo

Due viaggiatori in carrozzina uniti da una forte amicizia fanno il giro del mondo con il progetto Viaggio Italia - Around The World.
È la storia di Danilo Ragona e Luca Paiardi, che hanno viaggiato in Brasile, prendendo parte al Carnevale di Rio, India, dove hanno raggiunto il passo del Khardung La, una delle strade carrozzabili più alta al mondo (5.359 metri) e che tra poco partiranno per il Kenya per raccontare un'esperienza di viaggio dal loro insolito punto di vista.
A Nairobi visiteranno lo slum dei ragazzi dell'Unità spinale, portando la loro esperienza, così come da anni fanno in Italia, e dove doneranno una carrozzina ultraleggera.
A Malindi andranno a far visita ai bambini degli orfanotrofi e poi si immergeranno nella natura selvaggia della savana, percorrendo con la Jeep e a piedi il Parco Nazionale di Tsavo, il più grande e antico del Paese.
E naturalmente faranno sport, da sempre un tema centrale delle loro esperienze personali e di viaggio, perché inteso come momento ricreativo, riabilitativo, ma anche una sfida.
Sperimenteranno così le moto d'acqua, la canoa e si cimenteranno nella pesca d'altura.
Prima di tornare a casa, i due amici attraverseranno le dune del Mambrui con i quad.
Danilo Ragona è un progettista designer e Luca Paiardi è architetto e musicista.
Nel 2015 hanno dato vita a Viaggio Italia, un viaggio speciale, in Italia, prima, e oltre i confini nazionali, poi, fatto di sport (anche estremi), incontri, prove, scambi, imprese e sfide, tutte affrontate con le loro carrozzine, sulle quali si muovono da vent'anni per una lesione spinale traumatica in seguito a un incidente.
Nel 2016 hanno attraversato l'Italia, dal Trentino fino alla Sicilia e alla Sardegna, per raccontare un'Italia accessibile e gli innumerevoli sport che si possono praticare, anche quando non si possono usare le gambe.
Viaggio Italia nasce dall'idea di condividere le esperienze positive che si possono vivere anche con la disabilità, usando il viaggio come escamotage per parlare della quotidianità, senza filtri, in modo diretto, e per mostrare nel concreto che la disabilità può essere un punto di partenza che non preclude un'esistenza intensa.

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