Imputazione coatta per infermiera. Il gip: calunniò Antinori

Milano, 31 ott.
(askanews) – Rischia di finire sotto processo per calunnia l’infermiera spagnola che denunciò Severino Antinori facendo scattare, con le sue dichiarazioni, l’inchiesta milanese contro il noto ginecologo, ora sotto processo per un presunto prelievo forzoso di ovoli alla 24enne.
Lo ha deciso il gip di Milano, Luigi Gargiulo, disponendo l’imputazione coatta per la donna.
A questo punto i pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti avranno a loro disposizione 10 giorni di tempo per formulare il capo di impuazione nei confronti dell’infermiera che avrebbe “falsamante accusato” Antinori “mediante denuncia-querela”.
La donna venne ricoverata nell’aprile 2015 alla Matris, clinica milanese del noto ginecologo, per una cisti ovarica.
Nella sua denuncia raccontò di essere stata prima sedata e poi immobilizzata da Antonori, che poi le avrebbe sottratto 8 ovociti contro la sua volontà, dopo averle rubato rubato il cellulare per impedirle di chiamare soccorsi.
Per questo fu a sua volta denunciata per calunnia dai legali del ginecologo.
La successiva indagine è sfociata in una richiesta di archiviazione bocciata dal gip Gargiulo alla luce dei “profondi dubbi” emersi sulla versione dei fatti fornita dalla donna.
Nel provvedimento con cui dispone l’imputazione coatta dell’infermiera, il giudice milanese si sofferma sulle “tante dichiarazioni false rese dall’indagata”, con particolare riferimento alla “ricostruzione fantasiosa” sul prelievo forzato di ovoli, così come venne raccontato dalla donna all’operatore del 112 che raccolse in prima battuta la sua denuncia.
Il che, sottolinea il gip Gargiulo, “consente di ritenere, ragionevolmente, che il racconto sia stato immaginato dall’indagata già nei giorni precedenti”.
Stesso discorso sul presunto furto del cellulare da parte di Antinori.
Anche in questo caso la versioni offerte dalla donna sono “contraddittorie e incompatibili”.
Lo dimostra, ricostruisce il giudice, il contenuto della sua testimonianza resa nell’aula del processo contro Antinori: “In definitiva l’indagata non sa neppure che tipo di telefono le sia stato sottratto”.
Se la donna ha denunciato Antinori, calunniandolo, lo ha fatto perché spinta da un “chiaro e lampante movente economico”.
Infatti, secondo il giudice Gargiulo, “in realtà è la stessa esigenza di procurarsi denaro per mezzo dell’ovodonazione la ragione unica e sola della presenza (…) in Italia” dell’infermiera.
Che, con una “dichiarazione confusa, contraddittoria e [...]

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