LABIRINTO

Ci troviamo in un labirinto che abbiamo costruito e in cui siamo caduti e da cui non riusciamo a venir fuori.
In sostanza, Valis ci trasmette informazioni che ci aiutano a fuggire dal labirinto, a trovare la via d’uscita.
E’ iniziato circa 2000 anni prima di Cristo.
Alle origini eravamo grandi costruttori, ma un giorno decidemmo di giocare.
Lo facemmo volontariamente: eravamo dei costruttori tanto abili da poter costruire un labirinto con una via d’uscita che mutava costantemente, in modo che, malgrado la via d’uscita, in effetti non c’era per noi via d’uscita perché il labirinto, ossia questo mondo, era vivo.
Per rendere il gioco vero, decidemmo di perdere le nostre facoltà eccezionali e di abbassarci di un intero livello.
Questo, sfortunatamente, comportava anche una perdita di memoria, la perdita di conoscenza delle nostre vere origini.
Ma, cosa peggiore, ed è qui che noi in un certo senso riuscimmo a sconfiggere noi stessi, a concedere la vittoria al nostro servitore, al labirinto che avevamo costruito.
Senza terzo occhio non possiamo uscire dal labirinto.
Valis ci concede il terzo occhio (Philip Dick, Valis)  

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