La Fontana di Trevi, simbolo di speranza e fertilità

Difficile dire se c’è al mondo fontana più famosa della Fontana di Trevi.
Progetta nella attuale posizione e conformazione nel settecento, la fontana è un omaggio al mondo marino.
Il cocchio a forma di conchiglia su cui è sdraiato Oceano, le nicchie laterali con le statue della Salubrità e dell'Abbondanza, i cavallucci marini, i tritoni, tutto in un insieme di classico e barocco, formano un unico e incredibile spettacolo.
La storia della fontana inizia con Augusto, con i primi acquedotti e l’acqua corrente portata nei palazzi e nelle piazze di Roma, e si sviluppa nei secoli e arriva fino a noi quando a metà degli anni novanta durante lavori di ristrutturazione vengono alla luce reperti archeologici visitabili oggi come ‘La città dell'acqua’.
La Fonta di Trevi è protagonista in diverse pellicole cinematografiche, a partire dal 1964 quando il regista Carlo Campogalliani fece un film intitolato proprio “Fontana di Trevi”.
Ma indubbiamente la scena scolpita nella memoria è quella del sensuale bagno di Anita Ekberg (‘salvata’ da Marcello Mastroianni) ne ‘La dolce vita’ di Fellini.
Totò in Tototruffa cercò di vendere la fontana a un turista.
La cultura popolare lega il nome della fontana a alcuni particolari momenti.
Gettare una monetina dando le spalle porta fortuna e la speranza di tornare nella città.
Quando l’acqua era ancora bevibile le ragazze ne facevano bere un bicchiere al fidanzato destinato a partire come segno di fedeltà.

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