Occhi chiusi

Alaa, il violinista in fuga dalla Siria a Milano, (Avvenire, Ilaria Sesana, 21 febbraio 2016).
Occhi chiusi, concentrato sulle note del suo violino.
Mentre suona, il volto di Alaa mostra più della sua vera età.
Solo quando stacca l’archetto dalle corde, il suo viso si apre in un sorriso.
Rivelando i suoi trent’anni e le sue speranze per il futuro.
Ed è proprio Hope (Speranza) il titolo della traccia che chiude Sham, l’album di debutto del violinista siriano Alaa Arsheed.
«Spero che si arrivi finalmente alla pace in Siria, voglio un futuro senza guerra e senza morte.
Vorrei avere al più presto i documenti, per far venire in Italia i miei genitori, che sono rimasti sotto le bombe», racconta il giovane siriano, uno dei pochi ad aver presentato domanda d’asilo nel nostro Paese, a Milano.
E che proprio nella città lombarda sogna di costruire il proprio futuro, sempre all’insegna della musica e della cultura.
«Ho iniziato a suonare il violino a otto anni» spiega Alaa, nato e cresciuto in una...

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