Palazzeschi e i fiori pornofuturisti

Firenze, 16 dicembre 2012 – Poesia a grande richiesta, in tema di fiori, e poesia davvero straordinaria: esilarante, avanguardisticamente irriverente, di valore storiografico enorme.E in tema non di fiori ma di immoralismo in chiave comica, piace a inizio di post segnalare che sono nuovamente disponibili negli «Oscar Mondadori», sezione Scrittori moderni, due capolavori narrativi di Aldo Palazzeschi da tempo in questa collana economica introvabili: il romanzo Il Codice di Perelà secondo la sua prima scandalosissima edizione (attenzione: deve esserci scritto in copertina «Romanzo futurista, Edizione 1911», diffidate – parola di curatore – da altre edizioni dell'opera riscritte e censurate dall'autore) e il meno noto ma non certo meno provocatorio e divertente Interrogatorio della Contessa Maria.
Buona lettura!E partiamo adesso proprio dal Codice, dalle futili dame che nel Codice di Perelà, il romanzo futurista di Palazzeschi del 1911, raccontano le loro esilaranti storie personali al cospetto dell’omino di fumo.
«Buffi» al femminile e a sfondo dichiaratamente sessuale (il loro sesso è deviato e aberrante fino alla necrofilia), esse irrompono sulla scena, catturando il lettore con le loro sintetiche autobiografie spregiudicate e comicamente irresistibili.
Un esempio per tutti: la favola di vita vissuta – narrata e sperimentata sulla propria pelle da Donna Giacomina Barbero Di Rio Bo – di Carlomignolo e delle ciambelle che non sempre vengono, ahimè, con lo stesso buco.La Natura tutt'altro che encomiabile «maestra di perfezione», ma come un «dolciere», un esperto ma pur sempre manuale e casuale pasticciere: «La cottura – scrive Palazzeschi – , la maggiore o minore compattezza della pasta, il lievito, faranno che all'uscita dal forno le ciambelle non saranno tutte uguali fra loro.
Ve ne sarà taluna con un grosso buco tondo, taluna oblungo, un poco più piccolo, più ovale, taluna ne uscirà addirittura senza, otturata.
Ve ne sarà una poi nella quale il buco sarà rimasto impercettibile, appena si può vederlo se si pone la ciambella contro luce.
Un raggio solo vi può penetrare».Dietro il divertimento palazzeschiano, che come si vede non risparmia di condire di particolari piccanti il repertorio di stranezze e stravaganze erotiche sciorinato dalle nobildonne, la rassegna allestita presenta in realtà un duplice significato: di critica delle prevenzioni moralistiche della cultura borghese, spietata fustigatrice di ogni comportamento anomalo e trasgressivo, e insieme (cosa ancor più interessante) [...]

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