Paolo studente sotto Gamaliele

(2ª domenica del Tempo Ordinario - B); 18 gennaio Abbiamo già passato la metà dell’anno paolino, solennemente inaugurato da papa Benedetto il 28 giugno scorso e che terminerà il 29 giugno di quest’anno.
In occasione del bimillenario di san Paolo, nato come Saulo nella cittadina siriana di Tarso fra il 7 e il 10 dopo Cristo, tutta la Chiesa è invitata a guardare a questo grande Apostolo che ci ha lasciato un patrimonio ineguagliato di spiritualità e dottrina.
Dovremmo essere già familiari con il pensiero di san Paolo dal momento che dalle sue lettere sono tratti quasi tutti i testi della seconda lettura nella messa festiva.
Forse siamo meno in confidenza con la persona di san Paolo.
Sembra quasi che il torrente delle sue parole e di tutti i suoi ragionamenti spinga la nostra considerazione lontano dai fatti privati di Paolo e ci solleciti unicamente a fare delle riflessioni astratte.
Eppure anche la vicenda umana di colui che è stato definito l’Apostolo delle Genti ha molto da insegnare a noi cristiani che viviamo la stessa fede di lui duemila anni dopo.
Nel Vangelo abbiamo sentito la chiamata di san Pietro.
Ce la racconta san Giovanni, presente al fatto, e che già da qualche ora si era messo sulle orme di Gesù.
“Erano circa le quattro del pomeriggio” precisa san Giovanni riandando con la memoria molti anni dopo al momento in cui era entrato per la prima volta nella casa che il Signore occupava a Cafarnao.
Anche per san Paolo si può indicare un momento preciso in cui il Signore lo chiamò e da persecutore del Vangelo egli diventò Apostolo di Gesù Cristo.
A quell’epoca Saulo di Tarso era un uomo fatto, che stava per raggiungere i trent’anni, con le idee molto chiare sulla missione da portare a termine: estirpare la Chiesa nascente conducendo in catene ed eliminando tutti i credenti nella nuova dottrina che fosse riuscito a trovare.
Ma di questo parleremo la settimana prossima, 25 gennaio, festa appunto della conversione di san Paolo.
Il racconto della prima lettura, con la chiamata di Samuele, ci può servire invece per illuminare gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza del nostro Apostolo, quando egli viveva all’ombra della legge e del Tempio ed era pieno di zelo per la religione dei suoi padri.
Il personaggio storico del profeta Samuele si colloca circa un millennio prima del tempo di Gesù e san Paolo.
Di lui conosciamo anche l’infanzia, addirittura le circostanze della nascita e la promessa che la madre aveva fatto a Dio che se avesse messo al mondo un figlio l’avrebbe consacrato al [...]

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