Tamara de Lempicka

Tamara Gorska - in arte de Lempicka, dal cognome del marito Lempicki - nasce a Varsavia, da facoltosi genitori, il 16 maggio 1898. A 13 anni, assieme a sua nonna, visita l'Italia e scopre la sua passione per l'arte. A 16 anni conosce Tadeusz Lempicki, giovane avvocato di Pietroburgo, che sposerà due anni dopo.
Assieme conducono una vita brillante, incuranti degli stravolgimenti politici russi, finché nel 1917, dopo la rivoluzione d'ottobre, Tadeusz viene arrestato dalla Ceka - la polizia segreta bolscevica - per la sua militanza nelle file controrivoluzionarie.
Mentre la sua famiglia si era già trasferita, Tamara rimane a Pietroburgo e, grazie alle sue relazioni, ottiene presto la liberazione del marito. Finalmente nel 1918 arrivano entrambi a Parigi, dopo una sosta a Copenaghen.
In questo periodo nasce la figlia Kizette, mentre il matrimonio inizia a naufragare, ed è questo il momento in cui (per stessa ammissione dell'artista) nasce il bisogno di esprimersi e dipingere.
Prende quindi lezioni di pittura, prima da Maurice Denis e poi da André Lhote, con l'intento di vendere i suoi quadri e così guadagnarsi da vivere. Nel 1922 partecipa al Salon d'Automne.
Dopo questa sua prima apparizione, la pittrice continua a esporre a Parigi fino alla seconda metà degli anni Trenta. Nel 1928 Tamara divorzia dal marito e nel 1933 sposa, sotto consiglio della madre, il barone Kuffner, assieme al quale si trasferisce nel '43 a New York. Questo è un periodo rado in cui le esposizioni sono meno frequenti e i critici meno attenti alle sue opere.
Questo però è il periodo delle opere a carattere umanistico e pietistico, i corpi non sono più sottoposti alla memoria cubista bensì assumono forme più dolci, spiegate da una crisi dell'artista nel periodo della seconda guerra mondiale che la costringe, appunto, a trasferirsi in America. Nel 1941 si tengono delle personali a New York, Los Angeles e San Francisco.
Di questo periodo si noti la perfezione formale della composizione, curata nei particolari con cura e preziosità tecnica che sembra discendere dai maestri fiamminghi e che verrà contrapposta al dilagante astrattismo.
Con questo spirito vengono esposte le sue opere nel '57 a Roma. Intorno al 1960 lo stile muta a vantaggio dell'arte astratta con l'utilizzo della spatola, contorni confusi e pochi accenni di colore.
L'indifferenza della critica alla mostra di New York del 1962, anno nel quale muore per infarto il barone Kuffner, spinge l'artista a dichiarare che non avrebbe più partecipato [...]

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