Tamara de Lempicka, tra Gay e Madonna

"L'ho preso per molti motivi.
Innanzitutto è il dipinto di una pittrice e quella che viene ritratta è una donna voluttuosa, qualcuno direbbe grassa, che è bellissima e forte allo stesso tempo.
Ha le catene ai polsi, che è esattamente come mi sono sentita io da artista donna, imprigionata e incatenata, senza la libertà di cui godono gli uomini eterosessuali" Così Madonna durante la trasmissione "Che Tempo che Fa" commentando un quadro di Tamara de Lempicka, artista decò scomparsa nel 1980.
Vedendo il quadro durante la trasmissione mi è subito venuto in mente che in questi giorni Torino e dintorni sono tappezzate di locandine dell'artista per una mostra che si terrà a partire dal 19 marzo proprio nel capoluogo piemontese (palazzo Chiablese).
Quando Madonna parla del quadro e di una donna libera ho deciso di controllare la biografia della pittrice scoprendo che la sua libertà nei primi del 1900 era sicuramente fatta di tanto denaro: l'artista aveva girato con la nonna prima e grazie alla sorella poi Europa e Russia.
La sesazione che ho avuto leggendo la storia di questa donna è che la sua presunta libertà l'abbia pagata circondandosi di zero affetti sinceri e forse questo emerge anche dalle suo opere ritrattistiche, sempre così serie al limite del pianto.
Tamara nella sua vita ebbe tanti amori: uomini e donne e forse queste ultime le diedero il successo visto che alcune delle sue amanti divennero modelle per i suoi quadri.
Mi è piaciuto però il discorso fatto da Madonna sulla ricerca della libertà, sulla voglia di spezzare le catene, di infischiarsene del giudizio degli altri: Madonna non si è accettata per come appariva, ma la sua immagine è stata costruita, a volte a colpi di bisturi, senza temere il giudizio spesso severo del pubblico e della critica.
Penso che la ricerca della libertà e quello "spezzare le catene" si paghi in termini di sofferenza che ci si porterà inevitabilmente dietro fino alla tomba.
La strada per la libertà di chiunque non è semplice ma forse lo sarà un po' di più quando la si smetterà di gioire per vittorie di pirro tipo sentenze del TAR che se da un lato sanciscono il fatto che lo stato non può annullare i matrimoni gay contratti all'estero, dall'altro stabilisce che non si possono comunque registrare.
E allora in quest'ultima storia chi ha vinto? Per il momento ancora le catene.
Buongiorno Amoon

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