Teoretica dell'armiamoci e partite

Un paio di mesi fa ci siamo permessi di articolare qualche rigo di critica allo scritto di Antonio Ruggieri, Molise amore mio, disponibile in edizione elettronica sul sito di Altromolise.
Del tutto inaspettatamente, Antonio Sorbo ha cestinato, ritenendo la critica troppo acerba e lo scritto di Ruggieri meritevole invece di tutela, giacché in qualche modo Altromolise lo aveva sponsorizzato.
Bene, anzi male.
Che cosa rimproveravamo ad Antonio Ruggieri? Non altro che l’aver accumulato cento e una ovvietà sul Molise, sul suo ritardo culturale, sull’inadeguatezza della sua classe politica e dirigente.
Purtroppo, non c’eravamo sbagliati.
Quando la cronaca ha offerto l’occasione di uscire dai luoghi comuni ed entrare nelle prese di posizione nette, eccolo che a scanso di equivoci si defila.
Nessuno sperava di veder dedicato un numero monografico de “Il bene comune” al “caso” Patriciello, come caso emblematicamente politico e molisano.
Ma un editoriale o un articolo sì.
O almeno una frase, lasciata cadere e dimenticata tra le pagine del mensile diretto da Ruggieri.
Invece, niente.
Il resto di niente, come dicono a Napoli.
È così fine, così intellettuale, così appagante, limitarsi a forgiare orazioni pro domo propria, magari organizzare convegni ad hoc e scagliarsi contro nebbiose, impalpabili categorie universali: la classe dirigente, i politici… Senza fare mai uno straccio di nome, si corre perfino il rischio a buon mercato di passare per impegnati e pensatori.
La quintessenza teoretica dell’armiamoci e partite.
Teoretica dell'armiamoci e partite - Altromolise, gennaio 02, 2004)

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