l neoliberismo è morto

Il neoliberismo è morto.
“Le ideologie muoiono senza far rumore.
Quando suona la loro ora, vengono scaricate di soppiatto, senza fare domande scomode.
È quindi ancora più sorprendente che il neoliberismo, una delle più potenti ideologie del dopoguerra, sia stato ufficialmente accompagnato alla tomba.
Com’è successo? Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha ammesso che l’azione delle forze del mercato in molti casi non ha rafforzato l’economia come si sperava, ma al contrario l’ha indebolita (lo sostengono 3 dei principali economisti dell’Fmi in un articolo scritto per la rivista dell’istituto.
A questo va aggiunto che l’Fmi è proprio l’istituzione che con più zelo si è adoperata per il libero mercato.
Per l’Fmi, prendere le distanze dal neoliberismo è un po’ come per i Verdi rinunciare all’ecologia o per il papa  ripudiare il cattolicesimo.
Di fatto, nessuno crede più alle promesse della rivoluzione neoliberista, che ha trionfato sotto Ronald Reagan e Margaret Thatchere e ha lasciato il segno in Germania con le riforme dell’Agenda 2010 e la deregolamentazione finanziaria.
Dopo quasi trent’anni di politica neoliberista, l’economia mondiale è in stato di crisi permanente, le persone comuni hanno pagato il conto delle speculazioni avventate dell’élite finanziaria e il divario tra ricchi e poveri è aumentato in quasi tutti i paesi industrializzati.
È il momento di prenderne atto.
In linea di principio, l’idea di liberare le forze del mercato non era affatto malvagia.
Già Karl Marx conosceva il potenziale emancipatorio del modo di produzione capitalistico, in cui “si volatilizza tutto ciò che vi era di corporativo e di stabile”.
Milioni di persone in Asia sono uscite dalla povertà e oggi in Germania il mercato del lavoro offre alle donne molte più opportunità rispetto a vent’anni fa.
Questi dati non sono mai citati nelle leggende sui bei tempi andati.
Il neoliberismo è diventato un’ideologia quando i suoi esponenti hanno cominciato a sentirsi i predicatori di un insegnamento salvifico che non poteva più essere messo in discussione.
Anche la politica ha fatto la sua parte.
Si è lasciata abbagliare dall’arroganza invece di trattare la teoria neoliberista per quello che è: uno tra i tanti possibili punti di vista sul mondo.
Nel frattempo, l’esperienza ne ha dimostrato i limiti in modo convincente.
Con la crisi finanziaria, i neoliberisti – e più in generale gli economisti – hanno molte meno possibilità di fare affari, avendo perso il loro posto [...]

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