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Borsa Italiana

La scheda: Borsa Italiana

Presidente - Andrea Sironi
Amministratore delegato - Raffaele Jerusalmi
Borsa Italiana, una delle principali Borse europee, è una società che si occupa dell'organizzazione, gestione e funzionamento del mercato azionario italiano, al fine di promuoverne lo sviluppo e di massimizzarne la liquidità, la trasparenza, la competitività e l'efficienza.
La società è nata nel 1998 dalla privatizzazione dei mercati di borsa. Dal 23 giugno 2007, a seguito della fusione con la Borsa di Londra (London Stock Exchange plc), Borsa Italiana S.p.A. è parte del London Stock Exchange Group, holding che controlla il 100% di Borsa Italiana S.p.A. e il 100% di London Stock Exchange plc., che - nel marzo del 2016 - ha annunciato il progetto di fusione con Deutsche Boerse.
Borsa Italiana S.p.A. è guidata dall’Amministratore Delegato Raffaele Jerusalmi. Andrea Sironi ne è il Presidente



Borsa Italiana:
Stato:  Italia
Tipo: Filiale
Fondazione: 1808 come Camera di Commercio di Milano a Milano
Sede principale: Milano
Gruppo: London Stock Exchange Group
Persone chiave: Presidente - Andrea Sironi Amministratore delegato - Raffaele Jerusalmi
Settore: Finanzawww.borsaitaliana.it
Modifica dati su Wikidata · Manuale

Borsa Italiana:
Stato:  Italia
Tipo: Filiale
Fondazione: 1808 come Camera di Commercio di Milano a Milano
Sede principale: Milano
Gruppo: London Stock Exchange Group
Persone chiave: Presidente - Andrea Sironi Amministratore delegato - Raffaele Jerusalmi
Settore: Finanzawww.borsaitaliana.it
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1 Storia
1.1 Età medievale e moderna
1.2 Il XIX secolo e l'unità d'Italia
1.3 Il XX secolo e la privatizzazione
2 Disciplina normativa
3 Ruolo e caratteristiche
4 I mercati
4.1 Azioni
4.2 Derivati
4.3 ETFPlus
4.4 Obbligazionari
5 Note
6 Voci correlate
7 Altri progetti
8 Collegamenti esterni

Presidente - Andrea Sironi
Amministratore delegato - Raffaele Jerusalmi
Borsa Italiana, una delle principali Borse europee, è una società che si occupa dell'organizzazione, gestione e funzionamento del mercato azionario italiano, al fine di promuoverne lo sviluppo e di massimizzarne la liquidità, la trasparenza, la competitività e l'efficienza.
La società è nata nel 1998 dalla privatizzazione dei mercati di borsa. Dal 23 giugno 2007, a seguito della fusione con la Borsa di Londra (London Stock Exchange plc), Borsa Italiana S.p.A. è parte del London Stock Exchange Group, holding che controlla il 100% di Borsa Italiana S.p.A. e il 100% di London Stock Exchange plc., che - nel marzo del 2016 - ha annunciato il progetto di fusione con Deutsche Boerse.
Borsa Italiana S.p.A. è guidata dall’Amministratore Delegato Raffaele Jerusalmi. Andrea Sironi ne è il Presidente


Il codice di commercio del 1865 affermava la natura pubblica delle Borsa valori italiane, istituite presso le Camere di commercio, confermata poi dal Codice commerciale del 1882 e dalla legge legge 20 marzo 1913 n. 272 che riformava in più punti la materia. Con l'emanazione della legge 23 febbraio 1977, n. 49 - che disciplinava la negoziazione dei titoli non ammessi nel mercato di tipo borsa valori e che istituì il mercato ristretto - la borsa valori era l'unico tipo mercato finanziario, nonché mercato regolamentato esistente in Italia.
La normativa più rilevante è oggi contenuta nel d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 che, fra le sue innumerevoli funzioni, ha quella di reprimere la manipolazione del mercato. Secondo l'ordinamento penale italiano la violazione delle normative di funzionamento del mercato può dar luogo ad illeciti amministrativi o penali.

Borsa Italiana S.p.A. vigila sul corretto svolgimento delle negoziazioni, definisce i requisiti e le procedure di ammissione e di permanenza sul mercato per le società emittenti, definisce i requisiti e le procedure di ammissione per gli intermediari, gestisce l'informativa delle società quotate. Organizza e gestisce il mercato italiano utilizzando un sistema di negoziazione completamente elettronico per l'esecuzione degli scambi in tempo reale.
Si occupa della regolamentazione e della gestione dei mercati. La funzione di vigilanza è invece esercitata da Consob e da Banca d'Italia. Nel 2015, la capitalizzazione totale si è attestata a 567,6 miliardi di euro, rappresentando il 34,8% del PIL nazionale.
Il 23 giugno 2007, la Borsa di Londra (London Stock Exchange) e la Borsa Italiana si sono fuse andando a creare il London Stock Exchange Group, l'holding che controlla il 100% di Borsa Italiana S.p.A. e il 100% di London Stock Exchange plc.
Le negoziazioni delle azioni appartenenti ai segmenti individuati da Borsa Italiana possono avvenire con l'intervento di operatori specialisti sul mercato incaricati dall'emittente di sostenere la liquidità degli strumenti azionari quotati.
La normativa di concentrazione, introdotta nell'ordinamento italiano con la legge 1/1991, prevede che gli intermediari inoltrino verso un mercato regolamentato dell'Unione Europea gli ordini provenienti dalla clientela italiana. Sono previste deroghe per gli scambi di importo molto elevato (i cosiddetti blocchi) e per le operazioni in cui l'intermediario riesca a ottenere a favore della clientela condizioni migliori di quelle presenti sul book di negoziazione.
La direttiva Mifid ha soppresso dal novembre 2007 la normativa di concentrazione, consentendo agli intermediari finanziari, come Banche e Società di investimento, di costruire un proprio circuito di scambio dei titoli, detto sistema di negoziazione multilaterale, o di operare come internalizzatori sistematici, offrendo direttamente servizi di esecuzione degli scambi alla propria clientela. La Mifid prevede precise norme di tutela della trasparenza, fissando un set omogeneo di informazioni che dovranno essere diffuse prima e dopo gli scambi da tutte le trading venues (mercati regolamentati, sistemi multilaterali di negoziazione e internalizzatori sistematici), e degli investitori, imponendo agli intermediari il rispetto delle condizioni di best execution.

Il sistema di contrattazione gestito dalla Borsa Italiana si suddivide in diversi mercati, a seconda dei prodotti negoziati:

A partire dal XIII secolo si ebbe la diffusione delle prime Logge dei Mercanti - come quella di Genova - e la nascita delle prime società a responsabilità limitata e a più persone. Se nel Seicento si consolidarono le Maone per le attività marinare, e le fiere dei cambi - come quelle di Venezia - per le trattazioni svolte dai mercanti, nei due secoli successivi aumentarono vertiginosamente le spese pubbliche ed i debiti degli stati italiani preunitari.
La prima Borsa in Italia fu quella di Venezia, creata nel 1630. La nascita della Borsa "moderna" in Italia fece però seguito all'introduzione del sistema finanziario francese e del suo codice di commercio, avvenuto ai primi dell'XIX secolo. Precedentemente, fu fondata la Borsa di Trieste - a quei tempi in territorio austriaco - nel 1775

Il 16 gennaio 1808, il Viceré d'Italia Eugenio di Beauharnais fondò - con decreto napoleonico - la "Borsa di Commercio di Milano”, con prima sede presso il Monte di Pietà. L’istituzione, fin dall’origine considerata la più importante d’Italia, fu seguita nel corso del XIX secolo da altre Borse a Roma, Firenze, Napoli, Torino, Genova, Bologna e Palermo. Nel 1859 venne quotato il primo titolo azionario alla Borsa di Commercio di Milano (quello della Società Ferroviaria del Lombardo Veneto)
Dall'unità d'Italia al periodo appena precedente la prima guerra mondiale, il mercato italiano si dimostrò deficitario sia per le regolamentazioni e le imposizioni poste dalle autorità, sia per l'insufficienza dei sistemi di comunicazione e infine per la scarsa diversificazione dei listini e delle offerte finanziarie e per la forte dipendenza dai capitali stranieri. Il mercato italiano fu notevolmente influenzato, nel primo dopoguerra, dall'esigenza di finanziare le grandi industrie e di sopportare l'urto delle forti crisi finanziarie internazionali. In questo periodo la Banca Italiana di Sconto e l'IRI svolsero un ruolo principale di sostegno alla finanza italiana.

Solamente agli inizi del XX secolo venne introdotta una prima regolamentazione globale, nota con il nome di legge fondamentale (marzo 1913), atta a disciplinare la Borsa Valori, i mediatori ed i titoli. Dodici anni dopo, venne delineata meglio la figura dell'agente di cambio, comparata a quella dei pubblici ufficiali. Durante il Ventennio fascista, il regime introdusse anche il Fondo comune di garanzia a tutela degli investitori e concesse un ruolo di mediazione importante alla Banca d'Italia. Gli anni settanta si rivelarono un altro periodo importante di innovazioni disciplinari, tra le quali emersero la fondazione della CONSOB per tutelare, vigilare ed informare meglio i risparmiatori e i vari soggetti partecipanti alla Borsa. Negli anni ottanta venne migliorato il sistema informativo, consentendo la focalizzazione sul pubblico risparmio e sul valore mobiliare, mentre invece nel decennio seguente si introdussero nuove figure di intermediazione, esemplificate dalle SIM. Verso la fine del secolo sono state approvate leggi che regolamentano i fondi comuni di investimento oltre a vari altri aspetti della Borsa.
Il d. lgs. 23 luglio 1996, n. 415 ha previsto l'avvio di una procedura di privatizzazione del mercato borsistico italiano, che ha portato alla nascita di Borsa Italiana S.p.A., che si occupa di gestire la Borsa valori con sede a Milano. Tale struttura ha iniziato ad operare a partire dal 2 gennaio 1998. Sempre in virtù di tale decreto legislativo, nel 1997 Borsa Italiana (con sede a Milano nel Palazzo Mezzanotte, in piazza degli Affari) ha accorpato e sostituito anche tutte le piazze di scambio minori, che svolgevano una funzione prettamente regionale: Borsa Valori di Roma, Borsa Valori di Torino, Borsa Valori di Bologna, Borsa Valori di Genova, Borsa Valori di Venezia, Borsa Valori di Firenze, Borsa Valori di Napoli, Borsa Valori di Palermo, Borsa Valori di Trieste. Nel 2007 la Borsa Italiana si è fusa con la Borsa di Londra (London Stock Exchange) andando a creare il London Stock Exchange Group, holding che controlla il 100% di Borsa Italiana S.p.A. e il 100% di London Stock Exchange plc..

MTA (Mercato Telematico Azionario) rivolto alla quotazione di imprese con capitalizzazione medio-grande, a fronte del raggiungimento di alcuni requisiti di base. Vi sono scambiati azioni, obbligazioni, convertibili, diritti di opzione e warrant. Al suo interno, risiede il segmento STAR - dedicato alle imprese con capitalizzazione compresa tra 40 milioni ed 1 miliardo di euro - raccolte sia in un indice dedicato (FTSE Italia STAR) sia all’interno degli indici generali del mercato MTA, quali: FTSE Italia All Share FTSE Mib FTSE Italia Mid Cap FTSE Italia Small Cap Indici settoriali
FTSE Italia All Share
FTSE Mib
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia Small Cap
Indici settoriali
AIM Italia mercato regolamentato da Borsa Italiana (ovvero MTF, Multilateral Trading Facility), rivolto alle piccole-medie imprese italiane con alto potenziale di crescita. È nato il 1º marzo 2012 dall’integrazione dei precedenti mercati AIM Italia e MAC (Mercato Alternativo del Capitale), per ottimizzare i mercati dedicati alle piccole-medie imprese e per rendere più agevole il processo di quotazione.
MIV (Mercato degli Investment Vehicles), mercato rivolto ai cosiddetti veicoli di investimento quali, tra gli altri, fondi di private equity, investment company, fondi chiusi immobiliari e SPAC-Special Purpose Acquisition Company.

Il mercato di riferimento, IDEM (Italian Derivatives Market), è suddiviso in due segmenti: IDEX (Italian Derivatives Energy Exchange) segmento dell’IDEM dedicato ai derivati energetici, istituito nel 2008 AGREX (Agricultural Derivatives Exchange), segmento dell’IDEM dedicato ai derivati da merci agricole
IDEX (Italian Derivatives Energy Exchange) segmento dell’IDEM dedicato ai derivati energetici, istituito nel 2008
AGREX (Agricultural Derivatives Exchange), segmento dell’IDEM dedicato ai derivati da merci agricole

Dal 2 aprile 2007, gli strumenti finanziari che replicano l'andamento di mercato - quali ETF (Exchange traded funds), ETC (Exchange traded commodities) ed ETN (Exchange traded notes) - sono negoziati sullo specifico mercato ETFPlus. Dal dicembre 2014 è possibile negoziare su questo mercato anche i fondi comuni aperti.

I mercati obbligazionari gestiti da Borsa Italiana S.p.A. sono tre:
MOT (Mercato Telematico delle obbligazioni e dei Titoli di Stato), nato nel 1994 - suddiviso nei segmenti DomesticMOT ed EuroMOT - per la negoziazione regolamentata di tutte le tipologie dei titoli di Stato, ExtraMOT, per la negoziazione di tutte le obbligazioni corporate di emittenti italiani ed esteri, ExtraMOT PRO, attivo dall’11 febbraio 2013 e rivolto esclusivamente ad investitori professionali SeDeX, nato nel 2004 e dedicato alla negoziazione di Certificates e Covered Warrant
MOT (Mercato Telematico delle obbligazioni e dei Titoli di Stato), nato nel 1994 - suddiviso nei segmenti DomesticMOT ed EuroMOT - per la negoziazione regolamentata di tutte le tipologie dei titoli di Stato,
ExtraMOT, per la negoziazione di tutte le obbligazioni corporate di emittenti italiani ed esteri,
ExtraMOT PRO, attivo dall’11 febbraio 2013 e rivolto esclusivamente ad investitori professionali
SeDeX, nato nel 2004 e dedicato alla negoziazione di Certificates e Covered Warrant

1 minuto in Borsa 26 maggio 2017

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(Teleborsa) - Seduta decisamente positiva per il Lingotto, che tratta in rialzo del 2,20%. A fare da assist contribuisce la valutazione positiva giunta da Goldman Sachs. Gli esperti della banca d'affari statunitense, hanno inserito Fiat Chrysler nella lista di titoli consigliati, ovvero indicando un giudizio "Selected list". Il target price è stato indicato a 20,10 euro e si confronta con i 9,77 euro delle attuali quotazioni.  Il quadro tecnico di Fiat [...]