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Borsa valori di Milano

La scheda: Borsa valori di Milano

Tra i mercati di Borsa valori nazionali esistenti in passato, la Borsa di Milano ha sempre rappresentato la piazza più importante del Paese, anche quando erano presenti – in ordine cronologico – le borse di Venezia (1630), Trieste (1775) e la Borsa di Roma (1802). A seguito della privatizzazione dei mercati di borsa, avvenuta nel 1998, le dieci borse valori locali presenti in Italia - Milano, Roma, Trieste, Venezia, Napoli, Torino, Genova, Firenze, Bologna e Palermo- sono state chiuse ed accorpate in un unico soggetto: Borsa Italiana. Con sede a Milano, Borsa Italiana è, oggi, la società che si occupa della gestione e funzionamento di tutto il mercato finanziario italiano.



Borsa di Milano:
Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano
Stato:  Italia
Forma societaria: Borsa valori
Fondazione: 1808 a Milano
Settore: Finanza
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Con la nascita dell'Italia unita, sulla Borsa vennero quotate, con l'intermediazione di banche su base azionaria come il Credito Mobiliare e la Banca Generale e molte case bancarie private milanesi, come Achille Villa, Burocco Casanova, Giulio Belinzaghi, Zaccaria Pisa, Vonviller & C., Weill-Schott, ingenti quantità di titoli di debito statali, necessari a ripagare gli sforzi finanziari sostenuti per l'unificazione, a cui si aggiunsero titoli di poche grandi società private come banche, compagnie ferroviarie e assicurazioni.
Tra i maggiori titoli industriali tra il 1862 e il 1894 le azioni e le obbligazioni Società per le strade ferrate meridionali (oggi Bastogi, quotatasi nel 1863), Società ferrovie del mediterraneo, Navigazione generale italiana, Acciaierie e fonderie di Terni, Società generale immobiliare, cui si aggiungevano i titoli della Banca Nazionale nel Regno d'Italia e del Credito Mobiliare.
La seconda rivoluzione industriale in Italia si manifestò con un po' di ritardo anche a causa della mancanza di materie prime e della non facilità di capitali mobilitabili. Nonostante questo gli ultimi due decenni dell'Ottocento, in particolare dal 1895, furono caratterizzati da una crescita economica e industriale molto intensa, sospinta dal governo e coadiuvata da banche milanesi come la Banca Commerciale Italiana (1894-5), il Credito Italiano (1895) e altre banche e banchieri, la Borsa venne scelta quale via per il coinvogliamento di capitali nelle grandi imprese e alcune banche si specializzarono appunto in questa funzione di intermediazione e garanzia verso il pubblico. Così i titoli azionari quotati a Milano aumentarono da 23 del 1895 a 54 del 1900, per toccare i 160 titoli nel 1913.
La rapida crescita del mercato mobiliare già sul finire del XIX secolo, rese il Palazzo dei Giureconsulti non più sufficiente ad accogliere tutti gli operatori, così fu deciso di realizzare un nuovo edificio specificatamente destinato a questo in Piazza Cordusio. Palazzo Broggi (opera di Luigi Broggi, oggi sede centrale milanese delle Poste Italiane) venne inaugurato nel 1901.
Nel corso del XIX secolo si erano diffuse anche piazze di scambio minori e con funzione prettamente regionale come la Borsa Valori di Roma, la Borsa Valori di Torino, la Borsa Valori di Bologna, la Borsa Valori di Genova e la Borsa Valori di Firenze.
La Borsa di Milano emerse su tutte le altre poiché su di essa erano quotate le principali società industriali italiane, e per questo i volumi degli scambi aumentarono ancora considerevolmente.
Alla metà degli anni venti Palazzo Broggi si decise che non bastava più e nel 1928 venne assegnata a Paolo Mezzanotte la realizzazione della nuova (e ultima) sede: Palazzo Mezzanotte, in Piazza Affari, che fu inaugurato nel 1932.
La forte riduzione della liquidità, attuata dalla Banca d'Italia su ordine del governo, a partire dall'estate del 1927 tuttavia iniziò a riverberarsi sull'economia e sulla Borsa. La crisi finanziaria del 1929 e seguenti depresse fortemente i valori dei titoli industriali, rivalutando il reddito fisso. La volontà del governo di indirizzare il risparmio privato verso il titoli del debito pubblico si realizzò negli anni seguenti al 1929.
Con l'avvento dello stato imprenditore e banchiere (IRI e più tardi IMI) e con altri provvedimenti dirigistici, tra cui la chiusura dell'Italia nei confronti del mercato internazionale dei capitali, la funzione della Borsa quale intermediaria del capitale privato per le imprese perse di importanza, fatti salvi ancora alcuni titoli come Edison, Bastogi, Fiat, Pirelli, Ras, Assicurazioni generali.

Con la legge 2 gennaio 1991 n.1, venne approvata la riforma dei mercati mobiliari. Questa portò all'istituzione del Consiglio di Borsa, con sede a Milano, che raccoglieva tutte le funzioni di organizzazione del mercato precedentemente gestite dai vari organi locali.
Nel 1996, con il decreto legislativo 23 luglio n.415, venne definitivamente sancito il completo passaggio di tutte le attività di organizzazione e gestione dei mercati regolamentati dall’autorità pubblica all’impresa privata.
A seguito di queste introduzioni, il 7 febbraio 1997 nacque la società privata Borsa Italiana S.p.A., con sede a Milano, che accorpò definitivamente tutte le borse valori locali presenti in Italia e alla quale venne affidata l'organizzazione e la gestione di tutti i mercati regolamentati allora presenti. La società è operativa dal 2 gennaio 1998.

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FOTO: Borsa valori di Milano

L'ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano dal 1932

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L'ingresso del palazzo. Foto di Paolo Monti, 1968

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Foto di Paolo Monti, 1968

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Foto di Paolo Monti, 1968

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