Scopri tutto su Canzone

Cerca tra migliaia
di articoli, foto e blog

Shakira
In rilievo

Shakira

Brano

La scheda: Brano

Una canzone è una composizione vocale scritta per una o più voci, perlopiù con accompagnamento strumentale.
Sono sinonimi frequenti le espressioni brano musicale e brano, per quanto queste definizioni possano essere estese al concetto stesso di composizione.
Una canzone o canzonetta, più raramente, è anche un episodio di un'opera in cui il personaggio intona realmente una canzone, spesso accompagnato da strumenti a pizzico. Giuseppe Verdi definì canzoni alcune arie di Rigoletto (Atto III: «La donna è mobile»), Un ballo in maschera (Atto I: «Dì tu se fedele», atto III: «Saper vorreste») e Otello (Atto IV: Canzone del salice).



Prima dell'Unità d'Italia la canzone popolare in Italia era quasi esclusivamente nelle varie lingue della penisola, che d'altra parte rappresentavano gli unici idiomi conosciuti dalla maggioranza della popolazione. Le canzoni in italiano erano poche: nel Settecento qualche canto religioso (vedi Tu scendi dalle stelle del 1754) e a metà dell'Ottocento i canti politici del Risorgimento (vedi gli inni di Mameli e di Garibaldi, Addio mia bella addio). Alla stessa epoca risale la prima canzone di musica leggera, Santa Lucia di Teodoro Cottrau del 1849, da molti considerata la prima canzone italiana. Si trattava, in ogni modo, di un caso isolato e nemmeno di un'opera originale, in quanto era la traduzione italiana di una barcarola napoletana.

Ancora all'epoca dell'Unità d'Italia c'erano due generi di canto completamente distinti, da una parte l'opera, che aveva ampia diffusione in tutti i ceti sociali, e dall'altra la canzone popolare nelle lingue locali. Le prime forme di canzone italiana discesero da questi due generi. Dall'opera derivò la romanza, aria di tipo operistico destinata a essere eseguita da sola, spesso nei salotti eleganti. Il più importante compositore italiano di romanze fu Francesco Paolo Tosti, ma la più famosa romanza rimane Mattinata di Ruggero Leoncavallo del 1904, scritta per Enrico Caruso. Non può essere neanche dimenticata Musica proibita di Stanislao Gastaldon del 1881.
Dalla canzone regionale si sviluppò invece una produzione di canzoni popolari anonime in lingua italiana, fra le quali hanno un posto particolare quelle legate al tema dell'emigrazione (Mamma mia, dammi cento lire). Nell'ultimo decennio dell'Ottocento aprirono a Napoli, Roma, Torino e Milano, sull'esempio francese, i caffè-concerto o cafés chantants, nei quali si cantavano soprattutto canzoni nelle rispettive lingue e dialetti (napoletano, piemontese, lombardo ecc.), spesso a doppio senso.
In questi locali si formò parallelamente un repertorio di canzoni in italiano, fra cui Ciribiribin (1898), La spagnola (1906) e la patriottica Tripoli, bel suol d'amore (1911). Si trattava comunque di poche canzoni rispetto alla prolificità della coeva canzone classica napoletana, che in quei decenni attraversava uno dei suoi periodi migliori. Bisogna, infine, menzionare il repertorio delle canzoni religiose in lingua italiana, destinate non alla messa (che era ancora in latino), ma alle processioni ed ai pellegrinaggi ai santuari.

È negli anni intorno alla Grande Guerra che la canzone italiana si afferma con i caratteri che oggi conosciamo: scritta da autori noti, in lingua italiana, sempre più svincolata dai moduli operistici, semmai spesso scritta su ritmi da ballo (valzer, tango, foxtrot ecc.). La produzione è ormai continua e la diffusione nazionale, soprattutto nelle città. Il luogo dove nasce questa nuova canzone è il tabarin e perciò è destinata alle classi agiate. Al tabarin si esibiscono i primi cantanti, rigorosamente in abito da sera, cilindro e marsina per gli uomini, abito lungo e boa di pelliccia per le donne: Armando Gill (Come pioveva), Gino Franzi (Scettico blues, Lucciole vagabonde), Anna Fougez (Vipera, Abat-jour, Addio signora), Isa Bluette (Creola). I maggiori autori di canzoni degli anni venti furono E. A. Mario (Vipera, Balocchi e profumi) e la coppia Cherubini-Bixio (Il tango delle capinere, Violino tzigano, Mamma). Questi continuarono a scrivere canzoni di successo fino agli anni quaranta.
Le canzoni del tabarin descrivevano l'amore in termini cinici e crudi, in antitesi al perbenismo borghese e cattolico, talvolta terminando, tuttavia, con un colpo di scena moralistico e lagrimevole. Epigona di questo mondo può essere considerata Milly, che però saprà far propri i successivi sviluppi della canzone, tanto che alla fine di una lunga carriera, negli anni sessanta, canterà Brecht, Gaber e De André e si esibirà al fianco di Jannacci. Per completare il panorama canoro degli anni Venti, bisogna ricordare che questo fu il periodo d'oro dell'operetta italiana, e che le più celebri arie delle operette sono state spesso cantate da sole, come semplici canzoni (ad esempio Salomé).

La nascita del cinema sonoro (in Italia a partire dal 1930) permise la diffusione delle canzoni attraverso i film. Il più grande successo degli anni trenta in questo senso fu Parlami d'amore Mariù cantata da Vittorio De Sica nel film Gli uomini, che mascalzoni... del 1932.
La fine degli anni trenta ed i primi anni quaranta videro un grande rinnovamento della canzone italiana. Innanzitutto si diffuse la radio e perciò la canzone si rivolse alla piccola borghesia, che ascoltava la radio in casa. Un ruolo importante ebbero quindi i direttori delle due orchestre di musica leggera dell'EIAR, Cinico Angelini e Pippo Barzizza. Nonostante l'ostilità del Regime Fascista, queste orchestre, soprattutto la seconda, diffusero lo swing in Italia, che però doveva essere chiamato italianamente "ritmo sincopato" (Maramao perché sei morto?, Ba-ba-baciami piccina, Pippo non lo sa e, finita la Guerra, In cerca di te). I più famosi interpreti di questo genere furono Alberto Rabagliati, Natalino Otto, il Trio Lescano, Silvana Fioresi. Fra gli autori negli anni trenta emersero la coppia Bracchi-D'Anzi (Non dimenticar le mie parole, No, l'amore no), soprattutto nel genere swing lento e sentimentale, e Vittorio Mascheroni (Bombolo, Fiorin Fiorello), specializzato in canzoncine allegre e quasi nonsense. In proposito bisogna precisare che accanto allo swing statunitense negli anni trenta arrivò in Italia (con meno problemi di censura) un altro ritmo afroamericano, la rumba cubana, di cui proprio Bombolo fu uno dei più famosi esempi.
Accanto al filone di influenza americana, ve n'era però uno più gradito al Regime, che proponeva canzoni di argomento rurale (Reginella campagnola) o municipale, spesso fiorentino (Mattinata fiorentina) o romano, e di forma generalmente melodica. Il maggior interprete di questo genere fu Carlo Buti. A questo ambito possono essere ricondotti anche due antesignani dei cantautori, Odoardo Spadaro ed Ettore Petrolini. V'era, infine, un altro genere vicino al Regime ma musicalmente più moderno, quello delle canzoni che esprimevano i desideri della piccola borghesia (Mille lire al mese) e che esaltavano la modernità stile Novecento.

Nella seconda metà degli anni quaranta, probabilmente per reazione ai traumi della Guerra, le canzoni erano spensierate e volutamente "stupide". In particolare furono in voga canzoncine di ambientazione sudamericana in lingua maccheronica (O mama mama è rimasta la più famosa), in cui si mise in luce la giovane Nilla Pizzi. Nel 1951 nacque il Festival di Sanremo, che pur tra tante polemiche e critiche riuscirà, nel corso dei decenni, a lanciare molte canzoni italiane nel mondo, sia in lingua originale sia tradotte ed eseguite da affermate star internazionali (valga per tutte l'esempio di Io che non vivo senza te interpretata da Dionne Warwick). La prima edizione fu vinta da Nilla Pizzi con Grazie dei fiori. Nei primi anni del Festival prevalevano le canzoni melodiche, di argomento romantico o patriottico, interpretate da cantanti come Claudio Villa, Giorgio Consolini, Achille Togliani, Luciano Tajoli, Teddy Reno, Gino Latilla, Carla Boni. Accanto a esse vi erano anche, tuttavia, canzoni più scherzose e ritmate, spesso scritte da Mario Panzeri (Papaveri e papere, Casetta in Canadà) i cui testi non erano peraltro innocenti come poteva sembrare. La radio, e quindi la RAI, esercitò un vero predominio sulla musica in questo periodo, in cui la diffusione dei dischi era ancora scarsa ed elitaria. Le canzoni erano tuttavia diffuse anche attraverso altri mezzi, che permettevano una maggiore libertà espressiva. Le colonne sonore dei film continuavano ad avere un ruolo importante nella musica leggera e in questo periodo si affermò internazionalmente come compositore di musica da film Armando Trovajoli (El negro zumbòn).
Gli anni cinquanta furono però soprattutto il "periodo d'oro" della rivista e poi della commedia musicale. Le musiche dei più famosi spettacoli di Garinei e Giovannini furono composte a turno da tre jazzisti, un fisarmonicista e due pianisti, nonostante non fossero brani jazz: Gorni Kramer, che fu il più fecondo in questo ambito, Lelio Luttazzi e lo stesso Trovajoli, che compose le musiche di Rugantino, probabilmente il capolavoro del genere. Molte canzoni della rivista erano cantate dal Quartetto Cetra (Vecchia America, In un palco della Scala e Un bacio a mezzanotte), ricordato soprattutto per la garbata ironia e la particolare vena parodistica che successivamente trasferì in televisione. Alla fine del decennio si sviluppò il cosiddetto filone "turistico" o delle "canzoni-cartolina", che raccontavano amori fra turisti stranieri e ragazze italiane, spesso sullo sfondo di paesaggi e monumenti nostrani. La lingua di queste canzoni tendeva al pastiche italiano-lingua regionale-lingua straniera, mentre la musica era prevalentemente jazz. Il più tipico interprete di questo filone fu Nicola Arigliano, mentre fra gli autori si deve citare ancora Luttazzi. Il titolo più celebre del genere rimane Arrivederci Roma.

A cavallo fra gli anni cinquanta e gli anni sessanta la canzone italiana subì la sua più profonda metamorfosi. Il cosiddetto miracolo economico permise un'ampia diffusione dei dischi, ascoltati su giradischi, mangiadischi o jukebox. Ciò significò la fine del quasi monopolio radiofonico sulla canzone e consentì una maggiore varietà di generi musicali, che rappresentavano i gusti sempre più differenziati della società italiana in trasformazione.
La prima innovazione fu l'affermarsi della figura del cantautore che associa il ruolo del cantante e dell'autore compositore. Già a metà degli anni cinquanta avevano iniziato a incidere Domenico Modugno, Renato Carosone e Fred Buscaglione, ma la consacrazione definitiva dei cantautori avverrà nel 1958 con la vittoria a Sanremo di Nel blu dipinto di blu cantata da Modugno. Negli anni immediatamente successivi si imposero due scuole di cantautori, quella genovese di Umberto Bindi, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Luigi Tenco e Fabrizio De André, più legata al modello degli "chansonniers" francesi, e quella milanese di Sergio Endrigo, Ornella Vanoni, I Gufi, Cochi e Renato, Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci, maggiormente influenzata dalla musica americana. Accanto a queste scuole più "impegnate" c'era un gruppo di cantautori, per la maggior parte romani, dedito a temi più romantici e, come si diceva allora, "balneari": Edoardo Vianello, Gianni Meccia, Nico Fidenco e Jimmy Fontana, cui vanno aggiunti autori non romani come Piero Focaccia, Riccardo Del Turco e Los Marcellos Ferial. A essi possono essere accostati anche Peppino di Capri e Fred Bongusto, che furono i più popolari cantanti "confidenziali" italiani.
La seconda innovazione di quegli anni fu l'irrompere del Rock and roll in Italia, rapidamente imitato da molti giovani cantanti italiani, alcuni dei quali capaci di trovare un compromesso tra le innovazioni esterofile e la tradizione italiana. La data spesso citata è quella del 1957, quando si tenne al "Palazzo del ghiaccio" di Milano il primo "Festival italiano del rock and roll". In quell'occasione e negli anni immediatamente successivi emerse la generazione dei cosiddetti "urlatori": fra i tanti, Tony Dallara, Adriano Celentano, Tony Renis, Little Tony, Bobby Solo, Pino Donaggio, Mina e Betty Curtis.
Verso la metà degli anni sessanta arrivò l'ondata del beat inglese. I primi cantanti "yé-yé" italiani furono Gianni Morandi e Rita Pavone, ma il punto di riferimento del beat italiano fu il Piper Club di Roma, da dove partirono le carriere di Caterina Caselli e Patty Pravo, oltre che di Nada. Un posto particolare spetta alla coppia Lucio Battisti-Mogol, considerata il culmine del beat italiano ma anche classificabile fra i cantautori, almeno per quanto riguarda Battisti. Questi autori rielaborarono le sonorità rhythm and blues in modo originale ed efficace all'interno della tradizione melodica italiana, per accompagnare testi innovativi che hanno reso popolari i moduli poetici del Novecento. Infine bisogna ricordare i "complessi" beat, quali l'Equipe 84, i Dik Dik, i Camaleonti, The Rokes, I Corvi, I Giganti, i Nomadi, i New Trolls.
Nel corso degli anni sessanta emersero anche nuovi interpreti melodici come Dalida, Gigliola Cinquetti, Iva Zanicchi, Orietta Berti, Massimo Ranieri, Mino Reitano, Al Bano e Nicola Di Bari, a dimostrazione della vitalità della tradizione italiana, soprattutto nell'Italia meridionale. Quanto agli autori, i maggiori parolieri del decennio furono il già citato Giulio Rapetti, in arte "Mogol", Franco Migliacci, nonché Paolo Conte, futuro cantautore. Come arrangiatori si devono segnalare Luis Bacalov ed Ennio Morricone, ben più noti come autori di colonne sonore. Gli anni sessanta videro infine un accentuarsi del divismo dei cantanti, favorito dalla diffusione della televisione e da manifestazioni come il Cantagiro. Si pensi ai già citati Adriano Celentano e Mina, a Gianni Morandi, a Rita Pavone e a Ornella Vanoni. In proposito va anche citata la vittoria di Gigliola Cinquetti all'Eurofestival del 1964.

Negli anni settanta fiorirono filoni canori di breve durata, legati alla situazione politica e sociale.
Innanzitutto, vi furono i cantanti legati alla contestazione giovanile, come Ivan Della Mea, Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Alfredo Bandelli, Pino Masi, Gualtiero Bertelli, Eugenio Finardi, gli Area, gli Stormy Six. Essi appartenevano a generi musicali diversi, dal folk revival, al cantautorato, al rock. La canzone di protesta ebbe la sua massima manifestazione nei Festival del Proletariato Giovanile tenuti dal 1974 al 1976 al Parco Lambro di Milano.
Un secondo filone tipico di quegli anni fu proprio il folk revival di artisti come Milva, Gabriella Ferri, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Mario Merola, Rosanna Fratello, Toni Santagata, Raoul Casadei, Otello Profazio, il Duo di Piadena, Louiselle. I contenuti e le motivazioni di questi cantanti furono varie, si andava dalla riscoperta colta della cultura popolare alla nostalgia per la campagna da parte dei meridionali immigrati al Nord.
Ma probabilmente il fenomeno più tipico degli anni settanta fu la "esplosione" dei complessi: anche in questo caso i generi musicali toccati furono diversi, si andava dal progressive rock italiano della Premiata Forneria Marconi, del Banco del Mutuo Soccorso, delle Orme, dei New Trolls, degli Osanna, ai canti religioso-hippie dei Delirium, dal pop romantico dei Cugini di Campagna, degli Homo Sapiens, dei Collage, degli Alunni del Sole, del Giardino dei Semplici, dei Nuovi Angeli, dei Califfi, fino a quello balneare e ballabile dei Santo California, degli Albatros, della Strana Società, dei Flora Fauna Cemento, dei Daniel Sentacruz Ensemble, dei Vicini di Casa. Queste canzoni pop sentimentali e balneari sono state la colonna sonora della liberazione sessuale, in particolare hanno descritto per la prima volta nella storia della canzone italiana il rapporto sessuale, sia pure in termini ancora romantici ed idealizzati.
Alcuni di questi complessi rimarranno protagonisti della musica leggera italiana fino ai primi anni novanta: i Matia Bazar, i Pooh, i Ricchi e Poveri.
Oggi gli anni settanta sono ricordati soprattutto come il periodo in cui ebbero maggior rilievo i cantautori. In questo decennio nacquero, infatti, nuove "scuole" di cantautori, i cui esponenti si ispiravano prevalentemente al folk americano e a Bob Dylan in particolare. È stata la generazione di cantautori più impegnata politicamente.
Intorno al Folkstudio di Roma si raccolse la cosiddetta Scuola romana, rappresentata da Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Rino Gaetano, Sergio Caputo. Altri esponenti della "scuola romana", più "romantici", possono essere considerati: Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante, Franco Califano, Ivan Graziani, Luca Barbarossa.
Gli artisti del Folkstudio rivoluzionarono il concetto e la struttura stessa della canzone. Questi artisti sono pilastri della cosiddetta canzone d'autore, espressione creata alla fine degli anni sessanta da un giovane critico musicale, Enrico de Angelis, che diverrà anni dopo responsabile artistico del Club Tenco.
Negli stessi anni un altro nucleo di cantautori emerse fra Bologna e Modena: si trattava di Lucio Dalla, Francesco Guccini, Pierangelo Bertoli, Claudio Lolli.
Intanto le scuole milanese e genovese continuavano rispettivamente con Roberto Vecchioni e Ivano Fossati.
Infine, a Napoli si affermò Edoardo Bennato.
Un discorso a parte merita Angelo Branduardi, non a caso detto il menestrello di Cuggiono, che recuperò e rielaborò melodie e sonorità medioevali e popolari ed è perciò accostabile al progressive.
La diffusione di tutti i generi musicali fin qui descritti fu favorita, a partire dalla metà degli anni settanta, dalla nascita delle radio libere, le prime radio private in Italia, generalmente gestite da giovani, che meglio conoscevano i gusti dei loro coetanei e che perciò diffondevano generi musicali trascurati o censurati dalla RAI.
Alla fine del decennio si imposero due cantanti, amici fra loro dal tempo del Piper, Renato Zero e Loredana Bertè, che con le loro trasgressioni e il gusto per la teatralità diedero una "scossa" al pop italiano con una sorta di "glam" nostrano.
Negli stessi anni Umberto Tozzi, Alan Sorrenti ed Umberto Balsamo ebbero grande successo, anche internazionale, con i loro brani ballabili, che rappresentarono la disco music italiana.
Per completare il paesaggio della canzone italiana negli anni settanta, bisogna infine ricordare che intorno a questo decennio ebbero particolare successo come canzoni autonome le sigle televisive. Tipiche interpreti ne furono le soubrettes Raffaella Carrà, Loretta Goggi e Heather Parisi.

Gli anni ottanta hanno visto una saldatura fra canzone d'autore e musica elettronica, in quanto i cantautori dell'epoca, come Franco Battiato, Gianna Nannini e Enrico Ruggeri, provenivano da esperienze progressive, rock, punk, ma spesso anche da studi di musica classica e colta. A questi tre artisti possono essere accostati i già citati Matia Bazar, che in questo decennio hanno vissuto la loro fase più sperimentale e sofisticata, nonché Donatella Rettore, Ivan Cattaneo, Alberto Camerini, Jo Squillo, Giuni Russo, ovvero i diversi aspetti della new wave italiana.
Un caso a parte è stato quello di Paolo Conte, già citato come autore, che negli anni ottanta ha raggiunto il successo internazionale come cantautore jazz. Questo artista può essere considerato l'epigono delle scuole milanese e genovese degli anni sessanta, con i cui esponenti aveva collaborato.
Ma la vera novità degli anni ottanta sono stati due cantanti che, dopo essere arrivati fra gli ultimi a Sanremo, dove avevano scandalizzato per le loro voci impastate e roche, agli antipodi del "bel canto", e per i temi ed il lessico decisamente scorretti, sono tuttora i "rocker" italiani più popolari: Vasco Rossi, Zucchero Fornaciari e a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta anche Luciano Ligabue.
Il successo sanremese non è invece mancato ad Eros Ramazzotti, anch'egli cantante dalla voce non conforme ai canoni della tradizione, in quanto decisamente nasale, ma proprio per questo efficace nell'esprimere la "normalità" e la "autenticità", in cui hanno potuto riconoscersi tanti ragazzi di periferia.
Nel genere romantico si sono affermate interpreti come Mia Martini, Fiorella Mannoia, Grazia Di Michele, Paola Turci, Anna Oxa, Spagna, Fiordaliso. In campo maschile gli interpreti di maggior successo di questo genere sono stati Toto Cutugno, Pupo, Christian, Mango, Amedeo Minghi, Fausto Leali, Eduardo De Crescenzo, Marco Ferradini, Fabio Concato.
Negli anni ottanta c'è stato anche un ritorno del genere balneare, i cui successi sono stati ribattezzati in tale decennio "tormentoni estivi", ritorno guidato dai Righeira, dal Gruppo Italiano e da Lu Colombo. Le canzoni di questi artisti sotto un ritmo allegro nascondevano storie violente e addirittura apocalittiche.
Non si può infine dimenticare Cristina D'Avena, interprete di tante sigle di cartoni animati per bambini, che ha raggiunto grande notorietà, caso unico per una cantante specializzata in tale repertorio.
L'innovazione degli anni ottanta nell'ascolto delle canzoni è stata rappresentata dallo walkman, che ha fatto scomparire in pochi anni la secolare abitudine di canticchiare le canzoni ed ha perciò ridotto l'importanza dell'orecchiabilità delle melodie.

Negli anni novanta sono diventati popolari generi musicali che fino ad allora erano noti solo a minoranze di appassionati ed eseguiti in cantine, centri sociali e piccoli locali.
Jovanotti ha fatto conoscere il rap al pubblico italiano, seguito dagli Articolo 31 e dai Sottotono. Successivamente si sono affermati rapper più impegnati e politicizzati, come Frankie HI-NRG MC, Caparezza e Fabri Fibra.
Negli stessi anni ha raggiunto la popolarità, grazie a Elio e le storie tese ed ai Pitura Freska, il genere demenziale e trash, che pure vantava un trentennio di storia.
Analogamente il grande successo dei Litfiba ha dato visibilità al movimento punk/new wave, che aveva una vita più che decennale, ed ha aperto la strada al rock alternativo in Italia, di cui sono o sono stati esponenti i Timoria, i Subsonica, i Negrita, le Vibrazioni, i Negramaro, gli Afterhours, i Marlene Kuntz, i Bluvertigo e, con caratteri più cantautoriali, i Tiromancino ed i Quintorigo.
A parte si deve considerare il combat Rock e combat folk di gruppi come i CCCP fedeli alla linea, The Gang, i Modena City Ramblers, la Banda Bassotti e la Bandabardò. Questo genere musicale è rimasto legato ai centri sociali e ad una forte identità politica di sinistra, ha perciò raggiunto visibilità nazionale soprattutto durante i concerti del Primo Maggio.
Nel ventennio in questione è nata anche una nuova generazione di cantautori, fra i quali Carmen Consoli, Vinicio Capossela, Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Sergio Cammariere, Simone Cristicchi, Arisa. Accanto ad essi va ricordato un complesso dedito alla canzone d'autore, la Piccola Orchestra Avion Travel.
Nell'ambito della musica pop hanno ricevuto apprezzamento anche dalla critica le voci "afro" di Giorgia, Elisa e Malika Ayane. Ma il record di vendite è spettato alle voci "italiane" di Laura Pausini e Gigi D'Alessio.
Molti sono stati anche i cantautori romantici del periodo: Nek, Tiziano Ferro, Biagio Antonacci, Luca Carboni, Alex Britti, Gianluca Grignani, Raf fra gli altri.
Infine, gruppi come gli 883, i Ladri di Biciclette, i Lùnapop, hanno proposto divertenti tormentoni estivi.
Negli anni duemila si comincia a parlare di nuovo cantautorato "alternativo" di Bugo precursore della nuova ondata di cantautori a cui faranno seguito Dente, Brunori Sas e Le luci della centrale elettrica
A partire dal 2009, con la vittoria di Marco Carta al Festival di Sanremo (e di Emma nel 2012), i talent show hanno acquistato un ruolo determinante nell'affermazione dei nuovi cantanti. È ancora presto per dire se questo fenomeno apra un nuovo periodo della canzone italiana.

giornata contro la violenza sulle donne : video raccolta, canzoni e poesie recitate sulle donne

il 25/11/2017 è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Raccolta compilation con canzoni italiane romantiche 2017 2018 , poesie d'amore recitate stupende, frasi e aforismi bellissime da dedicare  a ogni donna, mamma, figlia, nonna e moglie https://youtu.be/ojLS0IXOW68

La canzone di Natale

La canzone di Natale

Sotto la direzione artistica di Cristiano, i Vip iniziano a comporre la loro canzone natalizia

Morgan, ho una canzone per Sanremo

Morgan, ho una canzone per Sanremo

(ANSA) – MILANO, 23 NOV – Una canzone candidata a Sanremo, un disco e un programma sulla canzone italiana: questi i progetti di cui Morgan ha parlato a margine della presentazione della raccolta di De André ‘Tu che m’ascolti insegnami’, 78 brani rimasterizzati in uscita il 24 novembre. “Ho mandato il più bel brano degli ultimi 49 anni”, dice a proposito del Festival il cantautore, che avrebbe già pronto un album doppio intitolato ‘MS – Musica [...]

La canzone italiana in mostra a Milano

La canzone italiana in mostra a Milano

(ANSA) – MILANO, 22 NOV – Cinquanta scatti e volti iconici raccontano un pezzo della musica italiana nell’esposizione ‘Musica in Mostra’, dal 21/11 al Mare Culturale Urbano di Milano. Organizzata nell’ambito di Milano Music Week, la mostra espone immagini tratte dall’archivio del mensile ‘Musica e Dischi’, che dal 1945 al 2014 ha descritto l’industria, gli eventi e i protagonisti della nostra canzone: dal 1950 al 1971, le foto ritraggono un [...]

A Milano in 50 foto la Canzone italiana

A Milano in 50 foto la Canzone italiana

(ANSA) – MILANO, 22 NOV – Cinquanta scatti e volti iconici raccontano un pezzo centrale della musica italiana nell’esposizione ‘Musica in Mostra’, inaugurata al Mare Culturale Urbano di Milano. Organizzata nell’ambito di Milano Music Week, la mostra espone immagini dell’archivio del mensile ‘Musica e Dischi’, che dal 1945 al 2014 ha descritto il mondo della canzone: dal 1950 al 1971, le fotografie ritraggono un mondo in bianco e nero fatto di [...]

MUSICA | PUGENZ | LINKS A SITI CONTENENTI BRANI MIDI

1 - 2 - 3 - 4

Censimento FAI 2016 - I Luoghi del Cuore

Quintodecimo di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno) FAI - Fondo Ambiente Italiano - I Luoghi del Cuore - 2016 Questa pagina è dedicata al nostro paese, alla più evidente dimostrazione di quanto siamo attaccati ad esso e di quanto teniamo a lui. È il nostro figlio prediletto e quando un figlio trema lo si abbraccia ancora più forte proteggendolo. Come hanno fatti i nostri genitori, i nostri nonni e i nonni dei nostri nonni e come faranno i nostri figli e i loro [...]

Coez, il re del palco: "Ha vinto la forza della canzone, storie d’amore che spiazzano"

Coez, il re del palco: "Ha vinto la forza della canzone, storie d’amore che spiazzano"

Silvano Albanese, 34 anni da Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, sbanca il botteghino dei live con una lunga serie di date già tutte esaurite. Dove..

Un po' di storia: Le poesie di Fulvio Asci - La canzone dell'acqua

 Galleria fotografica  |  Informazioni utili  |  Luoghi da visitare  |  Appuntamenti  |  A Ortona si mangia così  |  Un po' di storia  |  Link ad altri siti    Un po' di storia - Le poesie di Fulvio Asci: La canzone dell'acqua -    Allegre signorine, or datevi da fare: avrete senza fine molt'acqua a consumare. Usatela per bene: per bere e cucinare; usatela a dovere sui panni da lavare. Sciacquate e risciacquate calzoni e calzettini, i piatti e le [...]

FOTO: Brano

The Rolling Stones, gruppo rock nel 2006.

The Rolling Stones, gruppo rock nel 2006.

Caricatura che descrive un'esecuzione di una canzone.

Caricatura che descrive un'esecuzione di una canzone.

Il cantante folk Pete Seeger.

Il cantante folk Pete Seeger.

Uno dei gruppi leader della musica pop: The Beatles

Uno dei gruppi leader della musica pop: The Beatles

Il tenore Beniamino Gigli.

Il tenore Beniamino Gigli.

Domenico Modugno in Eurovisione nel 1958

Domenico Modugno in Eurovisione nel 1958

"Heroes", la canzone che sconfisse il Muro

"Heroes", la canzone che sconfisse il Muro

Il 14 ottobre 1977 usciva l’album con uno dei brani più celebri di David Bowie, scritto con Brian Eno e registrato a Berlino

Canzoni dedicate alla Mamma

Mamma Tutto Chi asciugava i pianti miei? Mamma buona era lei... Chi in cucina cucinava? Mamma cuoca canticchiava... Io la sera nel lettino, Mamma a nanna l� vicino... La mia mano nella sua Mamma amica mia...! Due pi� uno fanno tre, Mamma scuola accanto a me... Mal di pancia, o starnutivo: Mamma medicina avevo... Quando c'era il compleanno: Mamma festa ogni anno e Mamma regalo, poi, non mancava mai! Poi la grande delusione della prima passioncella E arriv� [...]

Primigiri radio:canzoni nuove alla radio 11/11/2017 - 17/11/2017

    PRIMIGIRI RADIO   TIZIANO FERRO - IL MESTIERE DELLA VITA https://www.youtube.com/watch?v=bdxrt3hbM7c   RKOMI feat. MARRACASH - MILANO BACHATA https://www.youtube.com/watch?v=BJniSaZ32EI     L'AURA - UNFAIR https://www.youtube.com/watch?v=H4ZbFcW0fcA     DISCIPLES - JEALOUSY https://www.youtube.com/watch?v=r-DxvMTenvc   EMINEM feat. BEYONCE' - WALK ON WATER BASTILLE - WORLD GONE MAD ANASTACIA - MY EVERYTHING NEGRITA - ADIOS [...]

"Echame La Culpa", la nuova canzone di Luis Fonsi e Demi Lovato

"Echame La Culpa", la nuova canzone di Luis Fonsi e Demi Lovato

“Echame La Culpa” è il titolo della nuova canzone di Luis Fonsi e Demi Lovato. Un brano dal ritmo latino con cui il cantante spera di replicare il grande successo di “Despacito”. Il singolo è stato presentato oggi e vede l’ex stellina Disney e l’artista portoricano duettare sulle note di un singolo romantico e travolgente. La collaborazione fra i due cantanti era nell’aria già da un po’, soprattutto da quando Demi Lovato aveva postato sui social [...]

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

“Sto vivendo un momento non sereno. Ma credo che arriverà quel che merito”. Fabio Fulco dopo l'addio da Cristina Chiabotto dopo 12 anni d'amore ha il cuore a pezzi, ma non smette di credere nell'amore. “Se mi innamoro do tutto me stesso. Se litigo, chiudo... Per sempre – racconta al settimanale Novella 2000 – La cosa più bella per me è invecchiare con la stessa persona. E' l'unica cosa per la quale vale la pena sognare”. “Sono tornato da un [...]

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

“Sto vivendo un momento non sereno. Ma credo che arriverà quel che merito”. Fabio Fulco dopo l'addio da Cristina Chiabotto dopo 12 anni d'amore ha il cuore a pezzi, ma non smette di credere nell'amore. “Se mi innamoro do tutto me stesso. Se litigo, chiudo... Per sempre – racconta al settimanale Novella 2000 – La cosa più bella per me è invecchiare con la stessa persona. E' l'unica cosa per la quale vale la pena sognare”. “Sono tornato da un [...]

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

Lʼattore non vive un momento tranquillo, ma spera di incontrare la donna della sua vita “Sto vivendo un momento non sereno. Ma credo che arriverà quel che merito”. Fabio Fulco dopo l'addio da Cristina Chiabotto dopo 12 anni d'amore ha il cuore a pezzi, ma non smette di credere nell'amore. “Se mi innamoro do tutto me stesso. Se litigo, chiudo... Per sempre – racconta al settimanale Novella 2000 – La cosa più bella per me è invecchiare con la stessa [...]

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

L?attore non vive un momento tranquillo, ma spera di incontrare la donna della sua vita “Sto vivendo un momento non sereno. Ma credo che arriverà quel che merito”. Fabio Fulco dopo l'addio da Cristina Chiabotto dopo 12 anni d'amore ha il cuore a pezzi, ma non smette di credere nell'amore. “Se mi innamoro do tutto me stesso. Se litigo, chiudo... Per sempre – racconta al settimanale Novella 2000 – La cosa più bella per me è invecchiare con la stessa [...]

Yuri Anime Citrus Premiere il 6 gennaio, rivelati anche i character designs e le canzoni tema

Yuri Anime Citrus Premiere il 6 gennaio, rivelati anche i character designs e le canzoni tema

Citrus di Saburo Uta. L'attesa è finita. Finalmente c'è una data per la messa in onda di Citrus, l'adattamento anime del manga yuri di Saburo Uta. Il sito ufficiale dell'adattamento televisivo ha infatti rivelato che la serie debutterà sul network AT-X il 6 gennaio alle 23:30. L'anime poi sarà presentato anche su Tokyo MX e Sun TV il 7 gennaio e su BS Fuji il 9 gennaio. Il sito ha anche rivelato il primo set di character design e le principali canzoni a tema [...]

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

“Sto vivendo un momento non sereno. Ma credo che arriverà quel che merito”. Fabio Fulco dopo l'addio da Cristina Chiabotto dopo 12 anni d'amore ha il cuore a pezzi, ma non smette di credere nell'amore. “Se mi innamoro do tutto me stesso. Se litigo, chiudo... Per sempre – racconta al settimanale Novella 2000 – La cosa più bella per me è invecchiare con la stessa persona. E' l'unica cosa per la quale vale la pena sognare”. “Sono tornato da un viaggio [...]