Emilio Fede

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La scheda: Emilio Fede

Emilio Fede (Barcellona Pozzo di Gotto, 24 giugno 1931) è un giornalista e scrittore italiano, già direttore del TG1 (tra il 1981 e il 1982), di Studio Aperto (dal 1991 al 1992), del TG4 (dal 1992 al 2012) e di Videonews (dal 1989 al 1991).


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EVENTI: Emilio Fede

Dal 2000 cura Sipario, il rotocalco rosa del Tg4 di sua concezione, in onda tutti i giorni in coda al telegiornale di Retequattro: crea il neologismo giornalistico "meteorine" per classificare le 'weather girls', annunciatrici del meteo di bella presenza senza una competenza specifica nel campo meteorologico.

Dal 1976 è per cinque anni conduttore del TG1 e il 28 febbraio del 1977 è il conduttore della prima edizione a colori, dal 1981 lo dirige per due anni, sotto la sua direzione la testata trasmette la morte di Alfredino Rampi a Vermicino (Roma).

Il 25 febbraio 1998 ha condotto in prima serata su Canale 5 il falso televisivo Indagine sulla canzone truccata, dove ha raccontato il finto arresto di Iva Zanicchi.

Dal 16 febbraio 2009 dirige su Retequattro tre prime serate speciali con Passwor*d-Il mondo in casa, programma di attualità in diretta da studio con ospiti in collegamento e inviati sul territorio.

Nel 2009 fu condannato in primo grado in sede civile per diffamazione contro Sergio D'Elia, deputato radicale ed ex membro di Prima Linea, per averlo definito "terrorista" e aver presentato al Tg4, nel 2006, un lungo servizio che il tribunale di Roma definì nella sentenza come «diffamatorio ( ) all'evidente fine di offrire ai telespettatori un'immagine negativa ( ) La notizia per esser vera deve essere completa, in modo da favorire la libera formazione delle opinioni del pubblico».

Tra il 1993 e il 1994 prese parte a una sorta di killeraggio televisivo contro Indro Montanelli, direttore del Giornale, contrario all'ingresso in politica di Berlusconi.

Nel luglio del 2004 conduce il TG4 in diretta da Nassiriya per portare la sua solidarietà ai militari italiani colpiti dall'attentato del 12 novembre 2003.

Nel 2004, dopo la sanzione pecuniaria inflitta dall'Agcom per il mancato rispetto della par condicio nel suo telegiornale prima delle elezioni europee, Fede nell'edizione delle 18:55 del TG4 del 10 giugno 2004 andò in onda con una targhetta al collo su cui era riportato il contenuto della sentenza.

Nel 1992 lascia la direzione di Studio Aperto perché aveva già accettato la direzione del TG4, il nuovo telegiornale di Rete 4, sostituendo Edwige Bernasconi.

Nel 2006, dopo un'altra sanzione di 250.

Il 6 gennaio 1994 aprì l'edizione serale del TG4 con un editoriale in cui ne chiedeva le dimissioni, poiché non condivideva le strategie politiche dell'azienda, rincarando la dose in un'intervista a Il Giorno dal titolo Montanelli è un piccolo uomo.

Dal 28 novembre 1997 e poi nel 1999 conduce su Retequattro il ciclo Le grandi interviste, interviste-ritratto di mezz'ora a personaggi come Clara Agnelli Nuvoletti, Massimo D'Alema, Umberto Bossi, Simona Ventura, Rosa Bossi Berlusconi, Pippo Baudo.

Dal 2008 sperimentò l'edizione notturna Sipario notte.

Il 9 maggio 2010 questi attacchi si ripetono, per di più nell'ambito di un servizio non direttamente riconducibile a Saviano o alla camorra, suscitando immediate polemiche da parte di numerosi blog ed esponenti del Centro-sinistra.

Nel 1987 termina il rapporto con la RAI, in seguito a un processo per gioco d'azzardo finito con l'assoluzione e, come lui stesso poi dichiarò, per il cambiamento degli accordi politici sulle poltrone RAI: il passaggio della direzione del Tg1 dal Partito Socialista Italiano (PSI), ultimo riferimento politico di Fede, alla Democrazia Cristiana, nell'ambito dei riequilibri politici e di potere relativi al nascituro Governo Fanfani VI.

Nel 1989 passa alla Fininvest di Silvio Berlusconi, dapprima come direttore di Videonews delle tre reti, poi di Studio Aperto che il 16 gennaio 1991 è il primo notiziario ad annunciare in diretta l'inizio dell'Operazione Desert Storm durante la Guerra del Golfo, proprio nel giorno della sua prima messa in onda su Italia Studio Aperto è anche il primo telegiornale a informare sulla cattura dei due piloti italiani Gianmarco Bellini e Maurizio Cocciolone.

Tra il 2013 e il 2014 è direttore editoriale del quotidiano «La Discussione», in passato già organo della Democrazia Cristiana per le Autonomie, movimento politico di centro-destra di Gianfranco Rotondi, esistito dal 2005 al 2009, quando è confluito ne Il Popolo della Libertà.

Il 19 luglio 2013 assieme agli altri due imputati Fede è condannato dal Tribunale di Milano nell'ambito del processo "Ruby" bis a 7 anni di reclusione e all'interdizione a vita dai pubblici uffici, per induzione alla prostituzione, favoreggiamento della prostituzione e favoreggiamento della prostituzione minorile, più all'interdizione da uffici di mezzi di informazione considerati come pubblici uffici.

Il 9 aprile 2015 il Tribunale civile di Milano respinge la sua richiesta di risarcimento e gli impone di versare a Mediaset circa 10.

Il 22 settembre 2015 la Corte suprema di cassazione accoglie il suo ricorso e annulla la sentenza del "Ruby bis" a carico di Fede e Minetti, rinviando a un nuovo processo d'appello, respingendo al contempo il ricorso della procura di Milano che voleva condanne più elevate.

Il 30 ottobre 2014 Mediaset gli comunica la rescissione unilaterale a partire dal giorno successivo del contratto, in scadenza a giugno.

Nel 2014 vennero pubblicate alcune conversazioni tra Fede e Gaetano Ferri, il suo personal trainer, segretamente registrate da quest'ultimo, in cui l'ex giornalista rivela particolari importanti sui rapporti illeciti tra Berlusconi e la mafia siciliana, veicolati attraverso Marcello Dell'Utri, che operava come tramite dell'imprenditore.

Il 13 novembre 2014 la corte d'appello ha ridotto la pena a 4 anni e 10 mesi, con le accuse riqualificate nel solo favoreggiamento della prostituzione di una maggiorenne, mentre viene assolto dalle accuse di induzione alla prostituzione e favoreggiamento della prostituzione minorile, in quanto viene riconosciuto che, come Berlusconi, non era a conoscenza della minore età di Karima El Mahroug detta Ruby, Fede si dichiara innocente di tutte le accuse, afferma di non aver portato lui la ragazza marocchina ad Arcore, di non sapere chi fosse e che cosa facesse.

Il 15 giugno 2017 il Tribunale di Milano ha condannato Emilio Fede alla pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione.

Nel 1983 e 1984 conduce la trasmissione di intrattenimento Test.

Ruby: pg, conferma condanne Fede-Minetti

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(ANSA) – MILANO, 16 APR – Il sostituto pg di Milano Daniela Meliota ha chiesto la conferma delle condanne per l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede e per l’ex consigliera lombarda Nicole Minetti, rispettivamente a 4 anni e 10 mesi e a 3 anni di reclusione, nel processo d’appello ‘bis’ sul caso ‘Ruby bis’ con al centro l’accusa di favoreggiamento della prostituzione per le serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. Procedimento scaturito dal [...]

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Qualche giorno fa Emilio Fede ha partecipato al programma televisivo di Giletti "Non è l'arena", con un aspetto irriconoscibile, ha fatto molto discutere. L'ex direttore del tg 4 ha 86 anni, appariva gonfio e con un aspetto innaturale, sui social sono in molti ad aver detto: "Troppi ritocchini, troppo botulino, troppa chilurgia estetica!". Decine di post sui social sull'argomento che ha fatto molto discutere. Ma oggi Fede è stato intervistato dal Corriere [...]

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Personalmente sono sempre stata contraria ai "ritocchini", si invecchia tutti, chi più, chi meno bene ma fa parte della vita e cercare di ingannare il tempo solitamente non da mai risultati particolarmente piacevoli alla vista. Stavolta è toccato a Emilio Fede che si è rivisto in TV ospite di Non è l’Arena di Massimo Giletti, avrà esagerato con botulino & friends? Probabilmente sì perchè dalle foto appare irriconoscibile, ricorda vagamente i goblin [...]

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