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Italia

La scheda: Italia

Coordinate: 43°N 12°E / 43°N 12°E43, 12
L'Italia (/iˈtalja/, ascolta), ufficialmente Repubblica Italiana, è una repubblica parlamentare situata nell'Europa meridionale, con una popolazione di 60,6 milioni di abitanti e Roma come capitale.
La parte continentale, delimitata dall'arco alpino, confina a nord, da ovest a est, con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, il resto del territorio, circondato dai mari Ligure, Tirreno, Ionio e Adriatico, si protende nel mar Mediterraneo, occupando la penisola italiana e numerose isole (le maggiori sono Sicilia e Sardegna), per un totale di 301 340 km². Gli Stati della Città del Vaticano e di San Marino sono enclavi della Repubblica.
Roma, che fu capitale dell'Impero romano, è stata per secoli il centro politico e culturale della civiltà occidentale. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, l'Italia medievale fu soggetta a invasioni e dominazioni di popolazioni germaniche, come gli Ostrogoti, i Longobardi e i Normanni. Nel XV secolo, con la diffusione del Rinascimento, ridivenne il centro culturale del mondo occidentale, ma dopo le guerre d'Italia del XVI secolo ricadde sotto l'egemonia delle potenze straniere, quali Francia, Spagna e Austria. Durante il Risorgimento combatté per l'indipendenza e per l'unità finché nel 1861 fu proclamato il Regno d'Italia che cessò di esistere nel 1946, dopo il ventennio fascista, la sconfitta nella seconda guerra mondiale e la guerra di Liberazione, quando, a seguito di un referendum istituzionale, lo Stato italiano divenne una repubblica parlamentare.
Nel 2013 l'Italia, ottava potenza economica mondiale e quarta a livello europeo, è un paese con un alto standard di vita: l'indice di sviluppo umano è molto alto, 0,872, e la speranza di vita è di 82,4 anni. È membro fondatore dell'Unione europea, della NATO, del Consiglio d'Europa e dell'OCSE, aderisce all'ONU e al trattato di Schengen. È inoltre membro del G7, G8 e G20, partecipa al progetto di condivisione nucleare della NATO, è una grande potenza regionale europea, in grado di esercitare influenza politica anche su scelte e decisioni di ordine extra-europeo e globale, e si colloca in nona posizione nel mondo per spese militari. L'Italia vanta il maggior numero di siti dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO ed è il quinto paese più visitato del mondo.


Italia:
Dati amministrativi:
Nome completo: Repubblica Italiana
Nome ufficiale: Repubblica Italiana
Lingue ufficiali: Italiano[1]
Altre lingue: Bilinguismo a livello regionale o locale, vedi lista
Capitale: Roma  (2 873 598[2] ab. / 30-11-2016)
Politica:
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Presidente della Repubblica: Sergio Mattarella
Presidente del Consiglio: Paolo Gentiloni
Proclamazione: 18 giugno 1946[3]
Ingresso nell'ONU: 14 dicembre 1955
Ingresso nell'UE: 25 marzo 1957 (membro fondatore)
Superficie:
Totale: 301 340 km² (72º)
 % delle acque: 2,4%
Popolazione:
Totale: 60 599 936[2] ab. (30-11-2016) (23º)
Densità: 201,1 ab./km² (42º)
Tasso di crescita: -0,20%[4]
Nome degli abitanti: Italiani
Geografia:
Continente: Europa
Confini: San Marino, Città del Vaticano, Francia, Svizzera, Austria e Slovenia
Fuso orario: UTC+1 (CET) UTC+2 (CEST) in ora legale
Economia:
Valuta: Euro[5]
PIL (nominale): 1 815 757[6] milioni di $ (2015) (8º)
PIL pro capite (nominale): 29 866 $ (2015) (27º)
PIL (PPA): 2 170 909 milioni di $ (2015) (12º)
PIL pro capite (PPA): 35 708 $ (2015) (35º)
ISU (2014): 0,873[7] (molto alto) (27º)
Fecondità: 1,35 (2015)[8]
Varie:
Codici ISO 3166: IT, ITA, 380
TLD: .it, .eu
Prefisso tel.: +39[9]
Sigla autom.: I
Inno nazionale: Il Canto degli Italiani
Festa nazionale: 2 giugno
Evoluzione storica:
Stato precedente: Regno d'Italia
 

Italia:
Dati amministrativi:
Nome completo: Repubblica Italiana
Nome ufficiale: Repubblica Italiana
Lingue ufficiali: Italiano[1]
Altre lingue: Bilinguismo a livello regionale o locale, vedi lista
Capitale: Roma  (2 873 598[2] ab. / 30-11-2016)
Politica:
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Presidente della Repubblica: Sergio Mattarella
Presidente del Consiglio: Paolo Gentiloni
Proclamazione: 18 giugno 1946[3]
Ingresso nell'ONU: 14 dicembre 1955
Ingresso nell'UE: 25 marzo 1957 (membro fondatore)
Superficie:
Totale: 301 340 km² (72º)
 % delle acque: 2,4%
Popolazione:
Totale: 60 599 936[2] ab. (30-11-2016) (23º)
Densità: 201,1 ab./km² (42º)
Tasso di crescita: -0,20%[4]
Nome degli abitanti: Italiani
Geografia:
Continente: Europa
Confini: San Marino, Città del Vaticano, Francia, Svizzera, Austria e Slovenia
Fuso orario: UTC+1 (CET) UTC+2 (CEST) in ora legale
Economia:
Valuta: Euro[5]
PIL (nominale): 1 815 757[6] milioni di $ (2015) (8º)
PIL pro capite (nominale): 29 866 $ (2015) (27º)
PIL (PPA): 2 170 909 milioni di $ (2015) (12º)
PIL pro capite (PPA): 35 708 $ (2015) (35º)
ISU (2014): 0,873[7] (molto alto) (27º)
Fecondità: 1,35 (2015)[8]
Varie:
Codici ISO 3166: IT, ITA, 380
TLD: .it, .eu
Prefisso tel.: +39[9]
Sigla autom.: I
Inno nazionale: Il Canto degli Italiani
Festa nazionale: 2 giugno
Evoluzione storica:
Stato precedente: Regno d'Italia
 
1 Etimologia del nome Italia
2 Storia
2.1 Preistoria e protostoria
2.2 Colonizzazione fenicia e greca
2.3 L'età romana
2.4 Il Medioevo
2.5 L'età moderna
2.6 L'Unificazione
2.7 Il Regno d'Italia
2.8 Il fascismo
2.9 L'Italia repubblicana
3 Geografia fisica
3.1 Geologia
3.1.1 Vulcanismo e geotermia
3.1.2 Attività sismica
3.2 Idrografia
3.3 Clima
4 Società
4.1 Evoluzione demografica
4.2 Lingue
4.2.1 Lingua italiana
4.2.2 Altre lingue
4.3 Religione
4.4 Criminalità
4.5 Media e libertà d'informazione
5 Politica
5.1 Ordinamento dello Stato
5.2 Suddivisioni amministrative
5.3 Istituzioni, enti e associazioni
5.3.1 Ordinamento scolastico
5.3.2 Sistema sanitario
5.3.3 Forze armate e pubblica sicurezza
5.4 Cittadinanza italiana
5.5 Simboli
6 Economia
6.1 Struttura economica
6.2 Settore primario
6.2.1 Agricoltura
6.2.2 Risorse minerarie
6.2.3 Energia
6.3 Industria
6.3.1 Design e moda
6.4 Settore terziario
6.4.1 Turismo
6.4.2 Trasporti
6.5 Divario Nord-Sud
7 Ambiente
7.1 Aree protette
7.2 Biodiversità e minacce
8 Arte
8.1 Architettura
8.2 Pittura e scultura
8.3 Letteratura
8.3.1 Teatro
8.4 Musica
8.5 Cinema
9 Scienza
9.1 Scienze matematiche, fisiche e naturali
9.1.1 Matematica
9.1.2 Fisica
9.1.3 Chimica
9.2 Medicina
9.3 Scienze umane
9.3.1 Economia
9.3.2 Geografia
9.3.3 Filosofia e storiografia
9.4 Altre scienze
10 Sport
11 Tradizioni e folclore
12 Gastronomia
13 Festività
14 Note
15 Bibliografia
15.1 Storia
15.2 Ambiente
15.3 Arte
15.4 Architettura
15.5 Letteratura
15.6 Linguistica
15.7 Geografia
15.8 Geologia
15.9 Varie
15.10 Enciclopedie
16 Voci correlate
16.1 Storia
16.2 Istituzioni, enti e associazioni
16.3 Gastronomia
16.4 Geografia
16.5 Luoghi
17 Altri progetti
18 Collegamenti esterni

Coordinate: 43°N 12°E / 43°N 12°E43, 12
L'Italia (/iˈtalja/, ascolta), ufficialmente Repubblica Italiana, è una repubblica parlamentare situata nell'Europa meridionale, con una popolazione di 60,6 milioni di abitanti e Roma come capitale.
La parte continentale, delimitata dall'arco alpino, confina a nord, da ovest a est, con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, il resto del territorio, circondato dai mari Ligure, Tirreno, Ionio e Adriatico, si protende nel mar Mediterraneo, occupando la penisola italiana e numerose isole (le maggiori sono Sicilia e Sardegna), per un totale di 301 340 km². Gli Stati della Città del Vaticano e di San Marino sono enclavi della Repubblica.
Roma, che fu capitale dell'Impero romano, è stata per secoli il centro politico e culturale della civiltà occidentale. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, l'Italia medievale fu soggetta a invasioni e dominazioni di popolazioni germaniche, come gli Ostrogoti, i Longobardi e i Normanni. Nel XV secolo, con la diffusione del Rinascimento, ridivenne il centro culturale del mondo occidentale, ma dopo le guerre d'Italia del XVI secolo ricadde sotto l'egemonia delle potenze straniere, quali Francia, Spagna e Austria. Durante il Risorgimento combatté per l'indipendenza e per l'unità finché nel 1861 fu proclamato il Regno d'Italia che cessò di esistere nel 1946, dopo il ventennio fascista, la sconfitta nella seconda guerra mondiale e la guerra di Liberazione, quando, a seguito di un referendum istituzionale, lo Stato italiano divenne una repubblica parlamentare.
Nel 2013 l'Italia, ottava potenza economica mondiale e quarta a livello europeo, è un paese con un alto standard di vita: l'indice di sviluppo umano è molto alto, 0,872, e la speranza di vita è di 82,4 anni. È membro fondatore dell'Unione europea, della NATO, del Consiglio d'Europa e dell'OCSE, aderisce all'ONU e al trattato di Schengen. È inoltre membro del G7, G8 e G20, partecipa al progetto di condivisione nucleare della NATO, è una grande potenza regionale europea, in grado di esercitare influenza politica anche su scelte e decisioni di ordine extra-europeo e globale, e si colloca in nona posizione nel mondo per spese militari. L'Italia vanta il maggior numero di siti dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO ed è il quinto paese più visitato del mondo.

Il nome proprio "Italia" nasce come toponimo. La sua origine, oggetto di studi sia da parte di linguisti sia di storici, è controversa. Non sempre, tuttavia, sono suggerite etimologie in senso stretto, bensì ipotesi che poggiano su considerazioni estranee alla specifica ricostruzione linguistica del nome oppure che sono riferite a tradizioni non dimostrate (come l'esistenza del re Italo) o poco verosimili (come la correlazione del nome con la vite).

La regione geografica italiana, suddivisa in Italia continentale, peninsulare e insulare, è unita al continente europeo dalla catena delle Alpi. Grazie alla sua posizione, costituisce idealmente un ponte di passaggio verso l'Asia e l'Africa.
L'Italia separa, inoltre, il bacino occidentale del mar Mediterraneo da quello centrale, ossia il Mar Tirreno dal Mar Ionio. A nord del Salento si spinge l'insenatura lunga e stretta del mare Adriatico. Le isole di Sardegna e di Corsica dividono poi il mar Tirreno dal mar di Sardegna, le coste italiane si sviluppano su 7 456 km e presentano svariate forme (falesie, sabbiose, pietrose ecc.).
Il suolo italiano, fortemente antropizzato, ha varie caratteristiche (vulcanico, endolagunare, calcareo ecc.), le zone collinari sono prevalenti rispetto alle zone montuose e a quelle pianeggianti, l'altitudine media del territorio è di circa 337 m s.l.m.
Le catene montuose si estendono per buona parte della nazione. Appartiene all'Italia una gran parte del versante meridionale del sistema alpino, per una lunghezza di circa 1 000 km. Le vette più elevate si trovano nelle Alpi Occidentali, dove sono numerose le cime che superano i 4 000 m tra cui il Cervino (4 478 m), il Monte Rosa (4 634 m) e il Monte Bianco (4 810 m), la montagna più alta d'Europa. La catena degli Appennini percorre tutta la penisola, dalla Liguria alla Sicilia, fino alle Madonìe, il Gran Sasso (2 912 m), situato in Abruzzo, è la sua vetta più alta.
Solo un quarto del territorio italiano è costituito da pianure, la Pianura padana, una distesa alluvionale formata dal fiume Po e dai suoi affluenti, è la più estesa di tutte. Seguono, per dimensioni, il Tavoliere delle Puglie e la pianura salentina, due pianure di sollevamento, e il Campidano, un'altra pianura alluvionale. Il punto meno elevato d'Italia è situato nella frazione di Contane, in provincia di Ferrara (-3,44 m).
Le isole maggiori sono la Sicilia e la Sardegna, molte sono le isole minori, in gran parte raccolte in arcipelaghi, come l'arcipelago Toscano, cui appartiene l'isola d'Elba, l'arcipelago della Maddalena, l'arcipelago Campano, comprendente Ischia e Capri, le isole Ponziane, le Pelagie, le Eolie, le Egadi e le Tremiti.

L'Italia è uno stato membro dell'Unione Europea situato nell'Europa meridionale con capitale Roma. Delimitata a nord in gran parte dall'arco alpino, l'Italia confina a ovest con la Francia, a nord con la Svizzera e l'Austria e a est con la Slovenia. I microstati San Marino e Città del Vaticano sono enclave, mentre il comune di Campione d'Italia costituisce una exclave situata nella regione italofona del Canton Ticino in Svizzera.

Membro del G7 e del G8, secondo la Banca Mondiale nel 2012 l'Italia rappresenta l'ottava potenza economica del pianeta per PIL nominale assoluto, davanti alla Russia e dietro al Brasile e la decima se si considera la parità dei poteri di acquisto.
Anche in termini pro-capite, l'Italia è una delle economie più ricche, occupando la 26ª posizione nel mondo (12ª nell'Unione europea) e la 28ª a parità di potere d'acquisto (13ª nell'Unione europea), l'economia italiana occupa un ruolo di rilievo anche nel commercio internazionale, risultando ottava per esportazione e importazione di merci.
Come tutte le economie avanzate, anche l'economia italiana è fortemente orientata verso il settore dei servizi, che nel 2011 ha rappresentato poco meno dei tre quarti del valore aggiunto (contro poco più del 50% nel 1970). Il tessuto produttivo dell'economia è formato in prevalenza di piccole e medie imprese: quelle di maggiori dimensioni sono gestite in gran parte dalle famiglie fondatrici e, in taluni casi, da gruppi stranieri. Il modello di public company, impresa a capitale diffuso gestita da un management, è poco diffuso.
Dopo una politica fiscale molto espansiva durante gli anni ottanta, a partire dai primi anni novanta l'Italia ha perseguito una politica fiscale molto più rigida, nei parametri dell'Unione economica e monetaria. Nel 1999 il Paese ha aderito all'euro, che ha sostituito la lira anche nella circolazione cartacea a partire dal 2002.
Negli anni duemila, l'Italia ha sperimentato tassi di inflazione e di interesse notevolmente più bassi che nei decenni precedenti. Tuttavia, problemi come l'evasione fiscale, l'elevato debito pubblico (132,6 % del PIL nel 2013) e la criminalità organizzata ostacolano la crescita economica. La bilancia commerciale fra il 2000 e il 2005 risulta vicina al pareggio, con il saldo normalizzato che oscilla fra lo 0.4 % e il -1.7 %.
Durante la grave grande recessione il tasso di disoccupazione in Italia è passato dal 6,1% del 2007 all'8,4% del 2011, il PIL nel 2011 è del 4,5% più basso che nel 2007 e, nello stesso arco di tempo, il debito pubblico è aumentato di 17 punti percentuali rispetto al PIL. A novembre 2014 l'ISTAT ha stimato la percentuale di disoccupati in Italia al 13,4%. Nel 2014 la Confcommercio ha calcolato che l'Italia ha la pressione fiscale effettiva più alta del mondo.

L'articolo 9 della costituzione italiana fissa i principi atti a salvaguardare il paesaggio e i beni storico-artistici del paese. Nonostante questo, l'articolo è rimasto disatteso fino alla fine degli anni settanta, quando, anche in Italia, cominciò a diffondersi una prima coscienza ambientale. A fronte di questo, con la legge 8 luglio 1986 n. 349, è stato istituito il Ministero dell'Ambiente con il compito di coordinare il risanamento delle aree colpite dal degrado e di tutelare quelle rimaste ancora intatte.

Nel corso dei secoli l'Italia, secondo tutti gli storici, ha portato un contributo di primo piano alla cultura mondiale. In particolare nei due periodi in cui il territorio italiano fu il centro della civiltà del tempo, ovvero durante l'Impero romano e il Rinascimento, il ruolo che ebbe nella storia della conoscenza umana fu di grande rilevanza. Dai templi greci ai borghi medievali, dalle terme romane alle ville settecentesche, l'Italia possiede molteplici monumenti nazionali, dichiarati tali da una legge apposita che ne riconosce l'importanza culturale e artistica per la comunità. Sebbene vari istituti si occupino della catalogazione dei beni artistici italiani, non è possibile formulare una stima affidabile del patrimonio artistico nazionale, che peraltro ha subito e subisce una consistente opera di dispersione.

Tra gli scienziati si distinguono Galileo Galilei, il fondatore della scienza moderna e Leonardo da Vinci, uno dei geni dell'umanità. Pittore, scultore, architetto, ingegnere, anatomista, letterato, musicista e inventore, rappresenta, nel Rinascimento italiano, lo spirito universalista che lo porta alle maggiori forme di espressione nei diversi campi dell'arte e della conoscenza.

Nel 2013 le federazioni sportive affiliate al CONI sono 45 con 4 500 327 praticanti, e 19 discipline associate. La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha il maggior numero di tesserati con 1 098 450 atleti iscritti, seguita dalla Federazione Italiana Pallavolo con 365 732 tesserati e dalla Federazione Italiana Pallacanestro con 313 587 tesserati.
A livello amatoriale, nel 2010 risultano oltre 19 milioni di individui che praticano almeno uno sport, pari al 33% della popolazione, a fronte di oltre 22 milioni, esattamente il 38,3%, che non svolgono alcuna attività fisica. Secondo un rapporto CENSIS-CONI del 2008, le attività ginniche equivalgono al calcio come sport più praticato, seguite dagli sport acquatici, il ciclismo, l'atletica leggera, gli sport invernali e il tennis.
La Serie A del campionato italiano di calcio è uno dei più importanti e seguiti campionati calcistici del mondo, nonché il quarto più competitivo d'Europa secondo il ranking stilato dall'UEFA nel 2015. La Nazionale italiana di calcio è una delle più titolate, avendo vinto quattro mondiali, un europeo e un'Olimpiade.
Tra gli altri sport popolari vi sono la pallacanestro, la pallavolo, il rugby, il ciclismo (che conta competizioni internazionali come il Giro d'Italia e la Milano-Sanremo), l'atletica leggera, la scherma e gli sport acquatici, come nuoto, pallanuoto e tuffi, infine, negli sport motoristici (automobilismo e motociclismo), vanno ricordati gli autodromi di Monza, Imola, Misano e del Mugello, le case motociclistiche, come Aprilia, Gilera, MV Agusta e Ducati e automobilistiche, come la Ferrari, che in Formula 1 detiene il record di titoli per piloti e costruttori, di vittorie per singole gare e di presenza ininterrotta dall'istituzione del campionato mondiale di Formula 1.
Per quanto riguarda i Giochi olimpici, Roma ha ospitato i Giochi della XVII Olimpiade, Cortina d'Ampezzo i VII Giochi olimpici invernali e Torino i XX Giochi olimpici invernali.
Nonostante le severe sanzioni delle federazioni sportive, anche lo sport italiano risente di effetti negativi come la diffusione del doping tra gli sportivi, professionisti e amatori (nel 2007 le federazioni hanno eseguito 11 250 controlli, con un tasso di positività dello 0,6%), la corruzione (caso eclatante nel 2006 è stato Calciopoli), gli eccessi economici, la violenza negli stadi e le discriminazioni.
La maglia azzurra è l'uniforme adottata da quasi tutte le compagini sportive che rappresentano l'Italia in ambito internazionale.

L'Italia annovera numerose tradizioni storiche e folcloristiche di vario genere, famose anche a livello internazionale, come il Palio di Siena. Oltre al Palio, manifestazioni caratteristiche sono il Carnevale di Venezia, quelli di Viareggio, di Ivrea e di Mamoiada (con i caratteristici Mamuthones), i riti della Settimana Santa di alcuni comuni, oltre a varie tradizioni tipo l'infiorata di Genzano, la giostra del Saracino ad Arezzo, la festa dei ceri a Gubbio, la giostra della Quintana a Foligno e il calcio storico fiorentino. Dal 2013 l'UNESCO ha inserito tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità la rete delle grandi macchine a spalla italiane, comprendente la varia di Palmi, la macchina di Santa Rosa a Viterbo, la festa dei Gigli di Nola e la faradda di li candareri di Sassari.

La cucina italiana, una delle più note e apprezzate nel mondo, conta su una vasta gamma di prodotti enogastronomici, molto vari da zona a zona, dovuti sia a fattori storici (numerosi popoli l'hanno abitata nel corso dei secoli) sia climatico-territoriali, dal clima montano delle Alpi a quello continentale della pianura Padana al temperato delle zone costiere.
Come in altri paesi europei del mediterraneo, sono presenti tratti distintivi ed elementi che caratterizzano la dieta mediterranea, un modello nutrizionale che usa alimenti naturali come legumi, cereali, carni bianche e pesce azzurro, frutta e verdura e pochi grassi (con utilizzo prevalente dell'olio extravergine di oliva), inserita nel 2010 nella lista dei patrimoni immateriali dell'umanità. Alcuni alimenti, come la pasta e la pizza, sono simboli universalmente riconosciuti della cucina italiana.
I prodotti agroalimentari tradizionali italiani sono inclusi dal Ministero dell'Agricoltura in un apposito elenco, a essi vanno aggiunti, ai sensi del Regolamento CE 510/2006, i prodotti DOP e IGP italiani e i vini IGT, DOC e DOCG.
Alcune associazioni, come Slow Food e l'Accademia italiana della cucina, si occupano della riscoperta per la gastronomia e l'enologia e della salvaguardia delle tradizioni regionali italiane.

^ Pasqua: prima domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera: può cadere dal 22 marzo al 25 aprile
^ Pasquetta: lunedì successivo alla Pasqua
In Alto Adige il lunedì di Pentecoste è considerato giorno festivo. Il 17 marzo 2011, 150º anniversario dell'Unità d'Italia, è stato proclamato festa nazionale. Fino al 1977, in base alla legge 5 marzo 1977, numero 54, erano considerati giorni festivi agli effetti civili:
19 marzo, San Giuseppe,
Ascensione, 40 giorni dopo Pasqua,
Corpus Domini, 60 giorni dopo Pasqua,
29 giugno, Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma,
4 ottobre, San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia,
4 novembre, giorno della vittoria nella Prima guerra mondiale (Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate).


Il popolamento del territorio italiano risale alla preistoria, epoca di cui sono state ritrovate importanti testimonianze archeologiche. L'Italia è stata abitata a partire dal paleolitico, periodo di cui conserva numerosi siti archeologici come la grotta dell'Addaura, i Balzi Rossi, Monte Poggiolo, il ponte di Veja, la Grotta Guattari, Gravina in Puglia, Altamura e Ceprano.
Numerosi ritrovamenti documentano anche il periodo neolitico (cultura della ceramica cardiale e cultura dei vasi a bocca quadrata), l'età del rame (cultura di Remedello, cultura del Rinaldone, cultura del Gaudo), l'età del bronzo (incisioni rupestri della Val Camonica, cultura dei castellieri, cultura appenninica, civiltà nuragica, cultura delle terramare, cultura protovillanoviana).
Per ciò che riguarda l'età del ferro, che in Italia coincide con il periodo preromano, si ricordano la civiltà villanoviana e i popoli indoeuropei trasferitisi in Italia dall'Europa orientale e centrale in varie ondate migratorie, essi si mescolano alle etnie preesistenti nel territorio, assorbendole, o stabilendo una forma di convivenza pacifica con esse, si delinea in tal modo fin da quest'epoca la suddivisione regionale del territorio italiano.
Nell'Italia Settentrionale, accanto ai Celti (comunemente chiamati Galli), vi sono i Liguri (originariamente non indoeuropei poi fusisi con i Celti), mentre nell'Italia nord-orientale vivono i Paleoveneti, di origine incerta, forse italica o illirica o, secondo alcune fonti, provenienti dall'Asia Minore.
Nell'Italia peninsulare, accanto agli Etruschi convivono popoli di origine indoeuropea definiti italici, fra cui Umbri, Latini, Sabini, Falisci, Volsci, Equi, Piceni, Sanniti, Apuli, Messapi, Lucani, Bruzi e Siculi. Altri popoli non indoeuropei, autoctoni, erano presenti in Sicilia (Elimi e Sicani) e in Sardegna, abitata fin dal II millennio a.C. da varie etnie nuragiche, forse identificabili con l'antico popolo degli Shardana.

I primi colonizzatori stranieri sono i Fenici che fondano inizialmente vari empori sulle coste della Sicilia e della Sardegna. Alcuni di questi diventano in breve piccoli centri urbani e si sviluppano parallelamente alle colonie greche, tra i principali centri vi sono le città di Mozia, Zyz, Kfra in Sicilia e Nora, Sulki, Tharros in Sardegna.
Dopo l'VIII secolo a.C., colonizzatori provenienti dalla Grecia si stabiliscono sulle coste del sud Italia (dando vita alla Magna Grecia) e su quelle della Sicilia. Coloni ionici fondano Elaia, Kyme, Rhegion, Parthenope, Naxos, Zankles, Hymera e Katane. Coloni dorici fondano Taras, Syrakousai, Megara Hyblaia, Leontinoi, Akragas, Ghelas, i siracusani fondarono Ankon e Adria. Gli Achei fondano Sybaris, Poseidonia, Kroton, Lokroi Epizephyrioi e Metapontion, tarantini e thurioti fondano Herakleia.
La colonizzazione greca pone i popoli italici a contatto con forme di governo democratiche e con espressioni artistiche e culturali elevate.

La regione geografica italiana viene unita politicamente per la prima volta con la Repubblica romana (509-27 a.C.), ma il carattere imperiale delle conquiste effettuate nei secoli seguenti da Roma snatura il carattere nazionale che questa regione stava acquisendo sul finire del I secolo a.C.
Giunta all'apice dello sviluppo politico, economico e sociale, Roma imperiale, con la sua organizzazione socio-politica, lascia un segno indelebile nella storia dell'umanità. In tutti i territori dell'impero, i Romani costruiscono città, strade, ponti, acquedotti e fortificazioni, esportando ovunque il loro modello di civiltà e al contempo integrando le popolazioni e civiltà assoggettate, in un processo così profondo che per secoli, ancora dopo la fine dell'impero, queste genti continueranno a definirsi romane. La civiltà nata sulle rive del Tevere, cresciuta in epoca repubblicana e infine sviluppatasi in età imperiale, è alla base dell'attuale civiltà occidentale.
Dei confini dell'Italia parlava già Antioco di Siracusa (V secolo a.C.) nella sua opera Sull'Italia. Egli andava a identificarla con l'antica Enotria, estendendosi dallo stretto di Sicilia, fino al golfo di Taranto e al golfo di Posidonia. In seguito, con la conquista romana dei secoli successivi, il termine Italia venne identificato con i territori compresi fino alle Alpi, inclusa la Liguria (fino al fiume Varo) e l'Istria fino a Pola. Di fatto tutti i suoi abitanti furono considerati Italici e Romani.
L'Impero romano d'Occidente cade nel 476 quando Odoacre, ultimo di una schiera di condottieri germanici che nel periodo di decadenza dell'Impero romano d'Occidente avevano condotto le proprie orde in territorio italico, depone l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augusto.

Odoacre governa l'Italia fino al 493, quando viene deposto e ucciso, dopo una guerra di cinque anni, dagli Ostrogoti di Teodorico. Comincia allora il regno ostrogoto, un dominio che rappresenta un periodo di pace e stabilità e che s'interrompe nel 535 quando il territorio italiano diventa teatro della guerra gotica, che vede l'imperatore d'Oriente Giustiniano I contrapporsi al regno ostrogoto. Nel 553, dopo quasi un ventennio, l'impero bizantino riesce a sconfiggere gli Ostrogoti e ad annettere l'Italia. Il conflitto devasta l'intero territorio, portando a una grave crisi demografica, economica, politica e sociale. Centro del potere bizantino in Italia diviene Ravenna. Gli anni della dominazione bizantina vedono l'aggravarsi delle condizioni di vita dei contadini a causa della forte pressione fiscale e di una terribile pestilenza che spopola ulteriormente il territorio tra il 559 e il 562. L'Italia, indebolita e impoverita, non ha la forza di opporsi a una nuova invasione germanica, quella dei Longobardi capeggiati da Alboino.
Tra il 568 e il 569 la penisola perde l'unità politica: i Longobardi, entrando dal Friuli, conquistano gran parte dell'Italia centro-settentrionale, chiamata Langobardia Maior, e poi dell'Italia meridionale, la Langobardia Minor. Le tre capitali dell'Italia longobarda furono Milano, Pavia e Lucca. La Langobardia Maior, con capitale Pavia, cade dopo circa due secoli, a seguito della sconfitta subita per opera di Carlo Magno nel 774, quella Minor sopravvive fino all'XI secolo, quando viene conquistata dai Normanni. I successivi tentativi di costituire un Regno d'Italia autonomo dal Sacro Romano Impero, per opera in particolare di Berengario del Friuli e di Arduino d'Ivrea, non hanno successo.
I primi secoli dopo l'800 vedono l'affermarsi delle repubbliche marinare (le più conosciute sono Amalfi, Genova, Pisa e Venezia, meno note Ancona, Gaeta, Noli), che controllarono il commercio tra l'Europa cristiana e il Medio Oriente arabo, e poi dei liberi comuni medievali, spesso in conflitto tra loro ma accomunati dal ricordo dell'antica grandezza romana, perpetuata idealmente da quella cristiana, nonché da un forte desiderio di autonomia, che li porterà a schierarsi, nella contesa tra Papato e Impero, in due opposte fazioni, rispettivamente Guelfi e Ghibellini.
La vittoria della Lega Lombarda contro l'imperatore Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano (1176), e la rivolta dei Vespri siciliani contro il tentativo del fratello del re di Francia Carlo I d'Angiò di assoggettare la Sicilia (1282), saranno assunte dalla retorica romantica ottocentesca come i simboli del primo ridestarsi di una coscienza di patria. Questi sono i segnali di un cambiamento che, consolidandosi e accompagnato dal risveglio religioso che si ha nel Duecento con Gioacchino da Fiore e Francesco d'Assisi, portano al Rinascimento.
Con l'uscita di scena degli imperatori di Germania, il fervore della civiltà comunale raggiunge infine il suo apogeo economico, spirituale, artistico, alimentato dagli ideali di numerosi poeti, tra cui Dante Alighieri, e dall'esigenza, fatta propria da Cola di Rienzo, della rinascita dell'unità d'Italia.

Diversi fattori impediscono tuttavia la nascita di uno Stato unitario come avviene nel resto d'Europa: al timore del Papato di veder sorgere una potenza statale in grado di compromettere la sua autonomia, si aggiunge la suddivisione in tanti piccoli Comuni, che lentamente si tramutano in Signorie, rette da importanti famiglie, come i Medici a Firenze, i Visconti e gli Sforza a Milano, i Della Scala a Verona e gli Este a Ferrara. I capi politici italiani devono supplire con l'intelligenza strategica alla superiorità di forze degli stati nazionali europei. Un esempio è Cosimo de' Medici, tra i maggiori artefici del Rinascimento fiorentino, la cui politica estera saprà individuare nella concordia italiana l'elemento chiave per impedire agli stati stranieri di intervenire in Italia approfittando delle sue divisioni.
La strategia di Cosimo, proseguita dal suo successore Lorenzo il Magnifico, non viene compresa dagli altri prìncipi italiani, e si conclude con la morte di Lorenzo nel 1492. Da allora l'Italia diventa il teatro di numerose invasioni straniere: dapprima da parte francese per opera di Carlo VIII e Luigi XII, poi delle truppe spagnole di Carlo V. L'inizio della dominazione straniera si deve quindi al ritardo del processo politico di unificazione, ma fa anche registrare episodi di patriottismo, come il gesto di Ettore Fieramosca nella disfida di Barletta.
L'età Moderna è anche il periodo dell'evoluzione bellica, con la comparsa della polvere da sparo e di nuovi mezzi militari (cannoni, moschetti ecc.). Ciò modificò anche la faccia di molte città italiane, costrette a evolvere le proprie difese militari: nasce la Fortificazione alla moderna, detta anche "Fortificazione all'italiana", proprio perché i primi esempi di mura moderne compaiono nelle città italiane (classico esempio è quello delle Mura di Lucca).
Nella seconda metà del Cinquecento comincia il tramonto della vitalità rinascimentale, indebolita anche dalle nuove tensioni religiose dovute all'avvento della riforma protestante in Europa, che avevano portato a episodi luttuosi come il sacco di Roma del 1527 a opera dei Lanzichenecchi. Soltanto la repubblica di Venezia manterrà una certa prosperità e autonomia politica. Il Seicento è invece un secolo di crisi per tutto il paese: la Chiesa, che ha subìto la perdita dell'unità cristiana dei fedeli, cerca con la controriforma di rafforzare la sua presenza nei paesi rimasti cattolici, sia con iniziative educative e assistenziali, sia isolandoli dall'influsso degli stati protestanti. L'Italia viene così salvaguardata dai conflitti religiosi che si accendono in Europa, ma è soggetta ugualmente a carestie, spesso seguite da epidemie. Scoppiano perciò numerose rivolte contro la dominazione spagnola, di cui la più nota avviene a Napoli nel 1647 per opera di Masaniello, ma non portano a nessun cambiamento.
All'inizio del Settecento finisce il periodo di pace e di torpore: a seguito dei trattati di Utrecht e Rastatt, gli Asburgo d'Austria si impossessano di vari domini italiani subentrando agli spagnoli. Tornata la pace in tutta la penisola, dalla seconda metà del secolo, la diffusione dell'illuminismo fa sì che anche l'Italia venga investita da importanti riforme, che coinvolgono in particolare il Ducato di Milano sotto Maria Teresa d'Austria e Giuseppe II d'Asburgo, il Granducato di Toscana sotto Pietro Leopoldo di Lorena, che nel 1786 con il codice leopoldino abolisce, per la prima volta nella storia, la pena di morte e il Regno di Napoli, animato dal vivace dibattito dei pensatori. Di rilievo le figure degli intellettuali Giambattista Vico, Gaetano Filangieri, Cesare Beccaria, Mario Pagano, Alessandro e Pietro Verri.

La campagna d'Italia e la nascita del regno napoleonico nel 1805 risvegliano il sentimento nazionale, richiamato nel proclama di Rimini, con cui Gioacchino Murat, durante la guerra austro-napoletana, si rivolge agli italiani affinché si uniscano per salvare il regno di Napoli. È l'inizio del Risorgimento, il periodo della storia d'Italia che porta all'unità politica e all'indipendenza della nazione e che occupa un arco temporale di vari decenni, concludendosi solo nel 1861 con la nascita del Regno d'Italia retto da Casa Savoia.
Esso vede i primi patrioti aderire inizialmente alla società segreta della Carboneria, cui seguono i moti del 1820-1821, duramente repressi dagli austriaci. All'affermazione della Carboneria segue quella della Giovine Italia e altri tentativi insurrezionali, tra cui quello dei fratelli Bandiera (1844).
I moti del 1848 portano alla prima guerra d'indipendenza contro gli austriaci, che vede coinvolte le popolazioni cittadine, in particolare durante le cinque giornate di Milano, le dieci giornate di Brescia, la Repubblica Romana e la spedizione nel 1857 di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie. Né la guerra, né gli altri tentativi sono però coronati da successo.
Nel 1859, con la seconda guerra d'indipendenza prima e con la spedizione dei Mille poi, s'innesca il definitivo processo di unificazione, che porta in breve alla conquista e all'annessione di varie regioni e del Regno delle Due Sicilie: pochi mesi dopo, nel 1861, a Torino viene proclamato il Regno d'Italia, che non comprende ancora il Veneto, il Lazio, il Trentino-Alto Adige e la Venezia Giulia.
Tra i maggiori artefici del processo spiccano Mazzini, fondatore della Giovine Italia e figura eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo, Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste, Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all'espansione del regno di Sardegna e Vittorio Emanuele II, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d'Italia.

Al Regno d'Italia vengono quindi annessi il Veneto, al termine della terza guerra d'indipendenza e, dopo la presa di Roma, che nel 1871 diviene capitale d'Italia, il Lazio. Già nei primi anni dopo la riunificazione d'Italia le forti disparità socioeconomiche fra il settentrione e il meridione del paese determinano l'insorgere della questione meridionale legata al brigantaggio, fenomeno da cui emersero temuti capibanda come Carmine Crocco, Luigi Alonzi e Pasquale Romano.
A Vittorio Emanuele II succedono Umberto I (1878-1900), ucciso a Monza dall'anarchico Gaetano Bresci, e Vittorio Emanuele III (1900-1946), gli anni a cavallo del secolo vedono l'Italia impegnata in una serie di guerre di espansione coloniale in Somalia, Eritrea e Libia mentre il periodo prebellico, dominato dalla figura di Giovanni Giolitti, è caratterizzato dalla modernizzazione economica, industriale e politico-culturale della società italiana.
Durante la grande guerra l'Italia, inizialmente neutrale, a seguito della stipula di un trattato segreto che le accorda cospicui compensi territoriali, si allea alla triplice intesa contro gli Imperi centrali. Dopo due anni di guerra di trincea, il 24 ottobre 1917 l'esercito italiano, subita la disfatta di Caporetto, si riorganizza e contrattacca sulla linea del Piave pervenendo, sotto il comando di Armando Diaz e con l'apporto di giovani leve, alla vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto (4 novembre).
Vinta la guerra, l'Italia completa la riunificazione nazionale acquisendo il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l'Istria e alcuni territori del Friuli ancora irredenti, ma non ottenendo la cessione di tutti i territori promessi col patto di Londra, vede diffondersi l'insoddisfazione per la cosiddetta vittoria mutilata.

Nel contesto dei moti popolari del biennio rosso nasce lo squadrismo che reprime, con intimidazioni e attacchi alle sedi delle organizzazioni socialiste, i moti operai e contadini. Nel 1919 Benito Mussolini fonda a Milano il primo fascio di combattimento, confluito poi nel Partito Nazionale Fascista, e il 30 ottobre 1922, dopo la marcia su Roma, sale al potere.
Nelle elezioni politiche italiane del 1924 Mussolini ottiene il 64,9% dei voti e, come stabilito dalla legge Acerbo, i due terzi dei seggi, assegnati alla lista di maggioranza relativa che abbia raccolto almeno il 25% dei voti. La denuncia, da parte di Giacomo Matteotti, dell'irregolarità delle elezioni, è seguita qualche giorno dopo dal suo rapimento e uccisione. Nel 1925, dopo un discorso in Parlamento, Mussolini si dichiara dittatore.
Nel biennio 1925-1926 vengono emanate le cosiddette leggi fascistissime, che avviano la trasformazione del Regno in uno stato autoritario, mediante l'istituzione del Tribunale Speciale Fascista, del confino politico per gli antifascisti e della polizia segreta, l'OVRA. Nel 1929 vengono firmati i Patti Lateranensi, chiudendo la questione romana e nel 1938 vengono emanate le leggi razziali, principalmente, ma non solo, nei confronti degli ebrei, seguendo il modello del "Manifesto della razza".
Dal 1935 Mussolini accentua la sua politica estera aggressiva: conquista l'Etiopia, proclama l'Impero coloniale italiano, interviene nella guerra civile spagnola e occupa l'Albania. Nel maggio 1939 firma il patto d'Acciaio che sancisce l'alleanza alla Germania nazista di Adolf Hitler al cui fianco l'Italia entrerà in guerra, dopo un iniziale periodo di non belligeranza, il 10 giugno 1940 contro Francia e Regno Unito. Nel 1941 viene dichiarata guerra anche all'Unione Sovietica e, con l'Impero giapponese, agli Stati Uniti.
Le sconfitte militari su tutti i teatri bellici (si ricordano in particolare quella di El Alamein in Nord Africa e quella sul fiume Don sul Fronte russo) e soprattutto lo sbarco alleato in Sicilia, indeboliscono Mussolini che, il 24 luglio 1943, in una riunione del Gran Consiglio del Fascismo, viene sfiduciato. Il giorno seguente viene fatto arrestare dal re Vittorio Emanuele e sostituito a capo del governo con Pietro Badoglio, poche settimane dopo viene firmata la resa, mentre la Germania scatena l'operazione Achse e occupa militarmente le regioni centro-settentrionali della penisola, Roma compresa. La campagna d'Italia, condotta dagli Alleati con l'apporto della Resistenza italiana, si conclude nell'aprile del 1945 con la liberazione dei territori occupati, la capitolazione delle forze tedesche e la disgregazione della Repubblica Sociale Italiana, la struttura di governo collaborazionista organizzata da Mussolini dopo l'8 settembre. Il Duce, catturato mentre tenta di fuggire, viene ucciso dai partigiani il 28 aprile 1945.
A guerra finita l'Italia è in condizioni critiche: i combattimenti e i bombardamenti aerei hanno raso al suolo molti centri abitati, e le principali vie di comunicazione sono interrotte. Il numero di italiani morti è stimato tra 415 000 (330 000 militari e 85 000 civili) e 443 000 unità.
Sul piano geopolitico, con i trattati di Parigi del 1947 l'Italia cede parte del suo territorio a Francia e Jugoslavia, il Dodecaneso alla Grecia, perde tutte le colonie africane e restituisce l'indipendenza all'Albania, che entra nell'area d'influenza dell'URSS. Oltre il 90% degli italiani residenti nelle terre assegnate alla Jugoslavia, già colpiti dai massacri delle foibe, abbandonò la propria terra e affrontò l'esilio in Italia e nel resto del mondo. Oltre 100.000 furono gli italiani rimpatriati dai possedimenti coloniali in Libia ed Etiopia.

Il 2 giugno 1946 un referendum sancisce la fine della monarchia e la nascita della Repubblica. Il 1º luglio Enrico De Nicola viene nominato primo presidente della Repubblica Italiana, Alcide De Gasperi è il primo presidente del Consiglio e il 1º gennaio 1948 entra in vigore la nuova Costituzione della Repubblica Italiana. Sono gli anni del miracolo economico, favoriti da un'elevata disponibilità di manodopera, dovuta a un forte flusso migratorio dalle campagne alle città e dal sud verso il nord. La crescita media del PIL del 6,3% tra il 1958 e il 1963 consente la riduzione del divario storico con paesi quali Regno Unito, Germania e Francia.
Negli anni settanta e ottanta attività di gruppi terroristici, sia di estrema destra sia di estrema sinistra, portano prima alla strategia della tensione, segnata da numerosi attentati come la strage di piazza Fontana, la strage di piazza della Loggia e la strage di Bologna, e poi agli anni di piombo, connotati da attentati a esponenti del mondo sociale, imprenditoriale e istituzionale, culminati nell'agguato di via Fani e nel sequestro e assassinio di Aldo Moro, l'apice dell'attacco brigatista allo Stato democratico.
Gli anni novanta sono invece segnati dalla lotta alla mafia che nonostante importanti successi delle istituzioni è costata la vita a numerosi magistrati e uomini dello Stato, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Nel 1992 le indagini di mani pulite sul fenomeno dilagante delle tangenti coinvolgono esponenti politici, principalmente del pentapartito, determinando la fine della prima Repubblica. Dopo lo scandalo nascono nuovi partiti, come la Lega Nord e Forza Italia. In questa fase, definita seconda Repubblica, nuove coalizioni politiche prendono il posto dei precedenti partiti di massa dando vita a un sistema parzialmente bipolare, alcuni esponenti del centro-sinistra, in particolare Romano Prodi, si alternano nella guida del paese a Silvio Berlusconi, leader del centro-destra che segna quegli anni e il cui modello di pensiero e azione, definito berlusconismo, identifica un fenomeno sociale e di costume. La crisi del debito sovrano europeo colpisce anche l'Italia nel 2011 e alla guida del paese s'insediano prima un governo tecnico e poi, dopo nuove elezioni, governi di coalizione "di larghe intese".

La geologia dell'Italia è molto complessa: l'assetto fisiografico e geologico attuale dell'area comprensiva della penisola italiana, delle sue isole e dei bacini marini adiacenti, è il risultato di numerosi eventi geodinamici successivi riconducibili, in estrema sintesi, all'interazione tra due placche litosferiche, la placca africana e quella europea a partire dal Cretacico superiore, periodo nel quale iniziò la progressiva chiusura del paleo-oceano della Tetide. Il margine meridionale africano, frammentandosi durante l'avvicinamento al continente settentrionale europeo, ha originato una serie di microplacche interposte la cui successiva accrezione ha dato luogo nel corso del Cenozoico all'attuale territorio peninsulare e siciliano.
In questo assetto si riconoscono due domini paleogeografici fondamentali, separati dalla linea Insubrica (Alpi centrali):
un dominio europeo, dato dal margine meridionale della placca europea, che include il blocco sardo-corso e parte del mar Tirreno, l'arco Calabro Peloritano, il bacino del Mediterraneo occidentale, il sistema di falde alpine a vergenza europea, costituite principalmente da rocce metamorfiche e intrusioni di batoliti che testimoniano il regime di compressione derivato dal movimento della placca africana verso nord e dalla collisione con la placca continentale europea,
un dominio africano (in senso lato) costituito dall'insieme del Dominio Sudalpino e dei domini adriatico e apulo, che rappresentano l'insieme di microplacche accrezionate appartenenti al margine del continente meridionale.
Il Dominio Sudalpino è formato da un sistema di falde a vergenza adriatica, costituite principalmente da sequenze carbonatiche e miste che si prolungano a est nelle Dinaridi. Nella catena appenninica, la linea tettonica "Ancona-Anzio" separa l'Appennino settentrionale, principalmente costituito da flysch terrigeni, dall'Appennino meridionale ove le formazioni carbonatiche sono più frequenti. L'assetto strutturale appenninico è caratterizzato nel suo insieme da un sistema di falde che sovrascorre sull'avampaese apulo. Questo sistema di falde, che costituisce la parte affiorante della placca adriatica, si estende dal mar Ionio fino all'estremità occidentale della val Padana e rappresentava in origine una sorta di "promontorio" settentrionale della placca africana. L'avampaese apulo (costituito sostanzialmente dal territorio pugliese), rappresenta un dominio di piattaforma carbonatica stabile, persistente dal Mesozoico al Miocene e successivamente emerso, coinvolto solo marginalmente nell'orogenesi appenninica. La Sicilia è formata nella parte centro-orientale da rocce carbonatiche e silicoclastiche appartenenti al margine convergente africano deformato ("unità maghrebidi"), mentre nella sua parte nord-orientale (Monti Peloritani) è di pertinenza europea ("unità peloritane"), le unità "sicilidi" e "numidiche" interposte rappresentano la copertura sedimentaria del dominio oceanico tetideo, in gran parte di natura flyschoide, scollata dal substrato originario di crosta oceanica (non conosciuto) e sovrascorsa sul margine africano.
Il blocco sardo-corso costituisce un elemento strutturale appartenente al continente europeo, originariamente solidale al margine meridionale franco-spagnolo e distaccatosi in età oligo-miocenica, ruotando in senso antiorario fino a collidere con il margine continentale africano. Nel quadro tardo e post-collisionale dell'area si inserisce il processo di espansione oceanica in corso del Mar Tirreno. Il mar Tirreno ha una crosta oceanica neogenica in espansione in due aree: bacino di Marsili e di Vavilov, si ritiene che una crosta oceanica mesozoica si trovi nello Ionio sotto una massiccia copertura sedimentaria.
Il rilevante vulcanismo neogenico e la elevata sismicità della maggior parte del territorio nazionale, testimoniano il complesso assetto geodinamico ancora attivo.
Dal punto di vista stratigrafico, le rocce sedimentarie affioranti databili con sicurezza in base al contenuto paleontologico risultano di età compresa tra il Cambriano e il Quaternario. Metamorfiti di basso grado affioranti nella parte meridionale della Sardegna, costituite da arenarie alternate con peliti, sono datate dubitativamente al Precambriano. La maggior parte della copertura sedimentaria affiorante in territorio italiano è post-paleozoica. Il Paleozoico Inferiore non metamorfico affiora solamente in Sardegna e in Carnia, mentre il Paleozoico Superiore (permo-carbonifero) è presente in lembi più o meno estesi nei domini sudalpino e appenninico.

L'Italia, per la presenza di diversi rilievi montuosi, con nevai e ghiacciai, di laghi e di acque sorgive, è ricca di corsi d'acqua. In genere, data la disposizione e l'altitudine dei rilievi, i fiumi più lunghi e di maggiore portata appartengono alla regione alpina mentre i fiumi appenninici, a eccezione di Tevere e Arno, hanno corso breve e regime torrentizio.
Il fiume più importante è il Po, lungo 652 km, portata media circa 1 460 m³/s e bacino di circa 70 000 km (anche se il fiume più lungo che nasce nel Paese è la Drava). Esso attraversa la pianura padana sfociando nel mare Adriatico con un delta che è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
I laghi italiani più estesi, nell'ordine il lago di Garda, il lago Maggiore e il lago di Como, che è anche il più profondo (410 m), sono situati nella fascia prealpina. Altri laghi importanti si trovano nella zona peninsulare, il lago di Bolsena, il lago di Bracciano e il lago di Albano d'origine vulcanica, il lago Trasimeno, il più esteso dell'Italia peninsulare e i laghi costieri, come il lago di Lesina e il lago di Varano.

La regione italiana (compresa tra il 47º e il 35º parallelo nord) si trova quasi al centro della zona temperata dell'emisfero boreale.
Il clima è fortemente influenzato dai mari che la circondano quasi da ogni lato e che costituiscono un benefico serbatoio di calore e di umidità. Determinano infatti, nell'ambito della zona temperata, un clima particolare detto temperato mediterraneo.
Secondo la classificazione di Köppen, l'Italia è suddivisa in tre tipi di clima (temperato, temperato freddo e freddo), a loro volta suddivisi in microclimi: si passa dal clima temperato subtropicale (presente nelle aree costiere della Sicilia, della Sardegna meridionale e della Calabria centrale e meridionale) al clima glaciale (tipico delle vette più elevate delle Alpi ricoperte da nevi perenni, a quote generalmente superiori ai 3 500 metri s.l.m.).

Con 60 599 936 abitanti (al 30 novembre 2016), l'Italia è il quarto paese dell'Unione europea per popolazione (dopo Germania, Francia e Regno Unito), la sua densità demografica è di 201,1 abitanti per chilometro quadrato, più alta della media dell'Unione.
La popolazione, concentrata principalmente nelle zone costiere e pianeggianti del paese, è caratterizzata da un alto numero di anziani (l'indice di vecchiaia è pari a 144,5, il 20,3% della popolazione), da un basso tasso di natalità, pari a 9,2 ogni mille abitanti e da una speranza di vita di 79,1 anni per gli uomini e di 84,3 per le donne.
Alla fine del XIX secolo l'Italia è un paese di emigrazione di massa, fenomeno che si manifesta prima nelle regioni settentrionali e poi in quelle meridionali. Le principali destinazioni sono le Americhe (Stati Uniti, Brasile, Argentina, Uruguay) e l'Europa centro-settentrionale (in modo particolare la Germania). Nel XX secolo l'emigrazione diviene anche interna, attratta dallo sviluppo industriale di alcune aree settentrionali del Paese. Il numero di italiani residenti all'estero che conservano la cittadinanza italiana è stimato in circa 4 200 000.
Per quanto riguarda il fenomeno dell'immigrazione, invece, il numero di immigrati o residenti stranieri regolari in Italia è aumentato considerevolmente a partire dagli anni novanta e, secondo i dati ISTAT, al 1º gennaio 2016 contava circa 5 026 153 unità, l'8,3% della popolazione, le comunità più numerose sono quella rumena, con 1 131 839 unità, quella albanese, 490 483, e quella marocchina, 449 058. A questi dati vanno aggiunti gli stranieri irregolari, circa 404 000 secondo un rapporto del 2015 sull'immigrazione della Fondazione Ismu.

In Italia vige il principio della laicità dello Stato e pertanto non vi è una religione ufficiale.
I cittadini italiani sono in maggioranza cristiani cattolici: nel 2006 l'87,8% si dichiarava cattolico e il 30,6% praticante, percentuale scesa, per effetto di un crescente processo di secolarizzazione, al 24,4% secondo il rapporto Eurispes 2010, a fronte del 18,5% della popolazione di agnostici o non credenti.
La Chiesa cattolica in Italia è organizzata in 225 diocesi più un ordinariato militare, il vescovo di Roma ne è primate e assume il titolo di Papa. La Chiesa esercita un ruolo influente nella società italiana, prendendo posizione su temi religiosi, sociali e politici, come il divorzio e l'aborto negli anni settanta o, in anni più recenti, il testamento biologico e la fecondazione assistita, la rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche italiane (rimozione alla quale si dichiarano contrari oltre il 60% degli italiani, con solo il 17% favorevoli) o le politiche sull'immigrazione.
Il rapporto Stato-Chiesa è previsto dalla Costituzione, che lo demanda ai Patti Lateranensi, rivisti nel 1984 col nuovo concordato (i rapporti con altre confessioni religiose sono regolati da specifiche intese), nel quale il sostegno statale alla Chiesa è stabilito attraverso una quota proporzionale dell'otto per mille del gettito IRPEF, che si aggiunge ad altri finanziamenti alla Chiesa cattolica in Italia.
Fra le religioni minoritarie sono presenti diverse altre confessioni cristiane (in modo particolare ortodossi e protestanti, questi ultimi in massima parte pentecostali), ebrei, mormoni e testimoni di Geova. L'immigrazione contribuisce ad alimentare alcune tra le minoranze religiose presenti nel Paese, le più numerose delle quali sono i cristiani-ortodossi, i musulmani, i buddhisti e gli induisti.

Nel corso del XIX secolo si origina in Sicilia un fenomeno criminale organizzato sul territorio e connotato da stretti legami con la politica e il potere economico, la mafia, termine che diviene sinonimo di "crimine organizzato", in Italia sono di stampo mafioso organizzazioni come cosa nostra in Sicilia, la camorra in Campania, la 'ndrangheta in Calabria e la sacra corona unita in Puglia. Il fenomeno mafioso, che in Italia, secondo un rapporto del Censis del 2009, riguarda direttamente il 22% degli italiani e il 14,6% del PIL, è poi proliferato a livello mondiale, con diffusione e caratteristiche autonome.
L'Italia si distingue per una forte e continua lotta contro la mafia, costata la vita a magistrati, uomini delle forze dell'ordine e delle istituzioni, ma che ha ottenuto notevoli risultati, con l'arresto di numerosi boss malavitosi.
Per quanto riguarda gli omicidi, nel 2006, l'Italia risultava essere il secondo paese più sicuro d'Europa, assieme a Danimarca, Germania e Spagna, dopo la Norvegia. Secondo una ricerca de Il Sole 24 ORE, basata su dati del Ministero dell'Interno e riferita al primo semestre del 2010, in Italia i reati perpetrati, soprattutto nelle grandi aree urbane e nelle zone ad alta densità infrastrutturale, sono circa 1 292 000. Milano, Torino e Bologna, con circa 30 reati ogni mille abitanti, risultano le città più a rischio, Matera, Potenza e Belluno quelle più sicure. Per quanto riguarda i reati che impattano sull'economia (usura, riciclaggio di denaro e truffe) le città più penalizzate sono Napoli, Bologna, Trieste, La Spezia e Genova.
Elevata è la corruzione all'interno della pubblica amministrazione (in modo particolare nel settore sanitario): secondo il Rapporto Eurispes 2010 l'Italia è al 63º posto (su 180 paesi) nella classifica globale. Le regioni più colpite da questo fenomeno sono Calabria, Sicilia e Puglia. Secondo il SAeT (Servizio Anticorruzione e Trasparenza), la corruzione "scoperta" è solo la punta di un iceberg rispetto a un'ingente corruzione "coperta" che affligge un'ampia parte della società italiana.

In campo radiotelevisivo il panorama italiano è caratterizzato dal duopolio RAI - Gruppo Mediaset (negli anni duemila, è diventato rilevante anche il ruolo della pay tv di Sky), i cui ascolti complessivi, stabili da molti anni, si attestano nel 2010 al 78,6% del mercato. A rafforzare la predetta concentrazione è il ruolo centrale svolto dalla televisione come mezzo informativo, che in Italia nel 2010 si attesta attorno al 90%, la possibile influenza dell'allora presidente del Consiglio Berlusconi, già proprietario di Mediaset, sul network pubblico RAI, ha portato l'organizzazione Freedom House a classificare nel suo rapporto l'Italia, unico paese dell'Europa occidentale, come "parzialmente libera", mentre il rapporto 2011 di Reporter Senza Frontiere colloca l'Italia al 61º posto (su 179) nel mondo per la libertà di stampa.
Nel rapporto 2011 sulla libertà della rete, l'Italia è "libera", non rilevandosi significative limitazioni alla libertà d'espressione e d'informazione sul web, alla fine del 2011 la penetrazione internet è al 58,7%.
Per quanto riguarda la stampa, il Corriere della Sera detiene il primato per numero di copie giornaliere vendute, seguito da La Repubblica, La Stampa e dal quotidiano economico Il Sole 24 ORE.
Tra i giornalisti dell'Ottocento vanno citati Ferdinando Petruccelli della Gattina, tra i primi corrispondenti di guerra e l'unico giornalista italiano dell'epoca a lavorare anche in Europa, Guglielmo Stefani fondatore della prima agenzia di stampa italiana, ed Edoardo Scarfoglio, fondatore de Il Mattino e attento osservatore della questione meridionale. Guidato da Luigi Albertini dal 1900 al 1925 il Corriere della Sera diviene il primo quotidiano italiano, con firme autorevoli come Luigi Barzini e Ugo Ojetti, altre "penne" prestigiose del Novecento sono Curzio Malaparte, Indro Montanelli, conservatore e anticomunista, fondatore de Il Giornale e autore di una monumentale Storia d'Italia, Oriana Fallaci, prima inviata speciale al fronte, Enzo Biagi e Giorgio Bocca.

La Costituzione della Repubblica Italiana approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, promulgata il successivo 27 dicembre da Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato, ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948, è la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano.
Il sistema politico italiano è quello tipico di una repubblica parlamentare, in cui il parlamento è l'unica istituzione a detenere la rappresentanza della volontà popolare.
Le maggiori istituzioni sono:
il presidente della Repubblica Italiana: è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale, viene eletto dal Parlamento, nomina il Presidente del Consiglio italiano e, su proposta di questo, i ministri. Può sciogliere le camere,
il Parlamento bicamerale (Camera dei deputati e Senato della Repubblica): esercita il potere legislativo e vota la fiducia al Governo,
il Governo: composto dal presidente del Consiglio e dai ministri, che formano il Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, esercita il potere esecutivo,
la Magistratura: indipendente, esercita il potere giudiziario (sia inquirente sia giudicante),
il Consiglio superiore della magistratura: ha compiti di autogoverno della magistratura, svincolandola totalmente dalle influenze del governo, in particolare dal Ministero della giustizia,
la Corte costituzionale: svolge la funzione di garante della Costituzione, pronunciandosi sulla conformità delle leggi a essa.
Vi sono due Biblioteche Nazionali Centrali sedi del deposito legale dello Stato, a Firenze e a Roma.
L'Istituto Geografico Militare è l'ente cartografico di Stato e si trova a Firenze.

Gli enti territoriali che, in base all'articolo 114 della Costituzione costituiscono, assieme allo Stato, la Repubblica italiana sono:
le regioni (15 a statuto ordinario e 5 a statuto speciale),
le città metropolitane (14),
le province e i comuni (rispettivamente 93 e 7981, dati ISTAT dell'anno 2017).
Nell'elenco che segue, per ciascuna regione è riportato lo stemma ufficiale e il nome del capoluogo.
^ a b c d e Regione a statuto speciale

Di seguito le prime dieci città italiane per abitanti del territorio comunale in base ai dati ISTAT al 30 novembre 2016.

La legge del 15 febbraio 1992, numero 91, articolo 1, comma 1, stabilisce che è cittadino per nascita:
il figlio di padre o di madre cittadini,
chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, o se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori, secondo la legge statale di questi.
In accordo a modalità previste dalla legge, si può acquisire la cittadinanza italiana pur appartenendo a tutti gli effetti a un altro paese.

I principali simboli che rappresentano l'unità nazionale italiana sono:
la bandiera italiana, nata il 7 gennaio 1797 a Reggio nell'Emilia come bandiera della Repubblica Cispadana, la cui conformazione è stabilita dall'art. 12 della Costituzione,
l'emblema della Repubblica Italiana, approvato dall'Assemblea costituente nella seduta del 31 gennaio 1948 e promulgato dal presidente della Repubblica Enrico De Nicola il successivo 5 maggio, costituito da vari elementi simbolici,
lo stendardo presidenziale italiano, che rappresenta il segno distintivo della presenza del presidente della Repubblica,
Il Canto degli Italiani, anche noto come Inno di Mameli o Fratelli d'Italia, scritto nel 1847 da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro, fu adottato come inno nazionale provvisorio il 12 ottobre 1946 (scelta mai ratificata nella Costituzione),
il Vittoriano, ovvero il complesso monumentale a Roma dedicato al primo re d'Italia, Vittorio Emanuele II di Savoia.

La tabella che segue dà un'indicazione della struttura economica del Paese mostrando la suddivisione del PIL a prezzi correnti di mercato nel 2011, espresso in milioni di euro, tra le principali attività economiche:

L'Italia, la cui quota di produzione mondiale nel settore manifatturiero si attesta negli anni duemila attorno al 4%, collocandola al secondo posto in Europa, differisce, rispetto agli altri paesi industrializzati, per una vasta diffusione di piccole e medie imprese di proprietà familiare. A partire dal Nord-Est del Paese, si sono affermati i cosiddetti distretti industriali, un modello che ha visto una consistente diffusione lungo la dorsale adriatica, al punto da costituire una delle caratteristiche peculiari dell'economia italiana.
Avanzata e diversificata, l'industria italiana è particolarmente sviluppata nei settori della cantieristica navale, degli elettrodomestici, chimico, farmaceutico, metallurgico, agroalimentare e della difesa. Nel settore automobilistico, che assieme al petrolchimico e al siderurgico è stato alla base dell'industrializzazione postbellica del Paese, l'Italia risulta agli ultimi posti in Europa per produzione di automobili (fortemente penalizzata dalla delocalizzazione produttiva) ma mantiene una grande rilevanza a livello europeo e mondiale grazie alla presenza del gruppo FIAT, azienda multinazionale che nel 2008 ha prodotto 2 524 325 veicoli in tutto il mondo.

In Italia il terziario rappresenta il settore più importante dell'economia, sia per numero di occupati (nel 2009 pari al 67% del totale) sia per valore aggiunto (il 73,1%).
Turismo, commercio e servizi sono tra le attività chiave per il sistema-paese: secondo l'ufficio studi Confcommercio nel 2009, nel commercio, si contano 1 574 000 imprese pari al 26% delle imprese italiane e oltre 3 457 000 lavoratori. Nei trasporti, comunicazioni, turismo e consumi fuori casa, si contano oltre 603 000 imprese pari al 10% del totale, con un totale di 400 000 lavoratori. Servizi alle imprese: 696 000 imprese pari all'11,4% del totale presentano 2 800 000 di lavoratori. I servizi alle imprese sono maggiormente sviluppati e diffusi nelle grandi città e nelle regioni economicamente più avanzate.
Sul finire degli anni ottanta del XX secolo e nel decennio successivo vari fattori, come deregolamentazione, disintermediazione e nuove tecnologie hanno spinto, in linea con l'andamento internazionale, i settori bancario e assicurativo a processi di concentrazione e a forme d'integrazione normati dalla L. 287/90 contro gli abusi da posizione dominante. Questi gruppi bancari ricoprono, attraverso la partecipazione azionaria in importanti industrie o società di servizi o tramite la presenza nei patti parasociali aziendali, un ruolo primario nel sistema economico italiano.

Nei decenni successivi all'Unità d'Italia, le regioni settentrionali del Paese, Lombardia, Piemonte e Liguria in particolare, cominciano un processo d'industrializzazione e di sviluppo economico mentre le regioni meridionali rimangono indietro. A causa del crescente divario economico e sociale si comincia a parlare di questione meridionale. Lo squilibrio tra Nord e Sud, ampliatosi costantemente nel primo secolo post-unitario, si riduce negli anni sessanta e settanta anche attraverso la realizzazione di opere pubbliche, l'attuazione delle riforme agraria e scolastica, l'espansione dell'industrializzazione e le migliorate condizioni di vita della popolazione. Questo processo di convergenza si interrompe, invece, negli anni ottanta. A oggi, il PIL pro-capite del Mezzogiorno è pari ad appena il 58% di quello del Centro-Nord, mentre il tasso di disoccupazione è più che doppio (6,7% al Nord contro 14,9% al Sud).
Uno studio del Censis attribuisce alla presenza pervasiva di organizzazioni criminali un ruolo importante nel ritardo del Mezzogiorno d'Italia, stimano una perdita annuale di ricchezza del 2,5% nel Mezzogiorno nel periodo 1981-2003 dovuta alla presenza di tali organizzazioni e valutando che senza di esse il PIL pro-capite del Mezzogiorno avrebbe raggiunto quello del Nord.

L'elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) italiane è quello relativo al 6º aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010, si tratta di 871 aree naturali protette corrispondenti a circa l'11% del territorio italiano. La legge quadro sulle aree protette, n. 394 del 6 dicembre 1991, le suddivide in:
parchi nazionali italiani: sono 24, coprono complessivamente una superficie di oltre 15 000 km² e corrispondono a circa il 5% del territorio nazionale. I più antichi sono il Parco nazionale del Gran Paradiso (istituito nel 1922), il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (1923), il Parco nazionale dello Stelvio (1935) e il Parco nazionale del Circeo (1935). La loro sorveglianza è affidata al Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare,
parchi regionali italiani: l'EUAP ne contempla 134, per una superficie di circa 13 000 km²,
riserve naturali statali (147) e regionali italiane (365),
aree marine protette italiane: sono 27 e coprono una superficie a mare di oltre 222 400 ettari. La più importante è il Santuario dei cetacei, costituito in cooperazione con la Francia e il Principato di Monaco,
altre aree protette, nazionali e regionali: sono zone protette che non rientrano nelle precedenti classificazioni, in Italia sono oltre 170.
A esse vanno aggiunte le zone umide italiane, 52 aree per un totale di 60 223 ettari, considerate di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar.

L'Italia è ricchissima di biodiversità ed è il paese europeo con più specie di piante superiori, molte delle quali endemiche. Questo è dovuto a una molteplicità di fattori quali l'eterogeneità ambientale, la complessa struttura dell'orografia italiana, le vicissitudini biogeografiche e la storia geologica. L'Italia, assieme alla penisola iberica e al sud dei Balcani, è stata inoltre un rifugio per molte specie animali e vegetali estintesi nelle zone centrali e settentrionali del continente europeo durante le glaciazioni pleistoceniche. L'ampia estensione latitudinale della penisola, di circa 10°, la pone a cavallo tra le zone climatiche temperate, centroeuropea (Cfa o Cfb secondo Köppen) e calda mediterranea (Csa secondo Köppen) e quindi almeno su due zone di vegetazione molto diverse.
Le aree più ricche di endemismo sono, oltre alle isole (soprattutto la Sardegna), gli alti massicci montuosi isolati tra aree più basse, considerabili come "isole biogeografiche": alcuni esempi sono le Alpi Apuane per le piante e le Prealpi orientali per gli insetti cavernicoli. La fauna d'acqua dolce è spesso differenziata tra i fiumi del nord Italia (bacino del Po) e quelli del centro.
La vegetazione naturale potenziale del territorio italiano è il bosco su tutto il territorio tranne che sulle vette più elevate del piano nivale e nelle zone più aride delle isole circumsiciliane, oltre che nelle aree più prossime al mare. I boschi italiani sono fortemente sfruttati per la selvicoltura che prende la forma di ceduazione per i boschi di querce (che principalmente producono legna da ardere) e di castagno (per la produzione di pali) mentre quelli di faggio e di conifere sono perlopiù trattati a fustaia.
I boschi mediterranei di leccio sono quasi sempre degradati dalla ceduazione, dagli incendi e dal pascolo ovicaprino, gli stadi di degradazione sono noti come macchia mediterranea quando si ha un denso e impenetrabile cespuglieto alto qualche metro e di gariga se il terreno è coperto di vegetazione bassa che lascia scoperto il terreno, spesso ricco di affioramenti rocciosi. Gli stadi di macchia e gariga comunque portano un contributo positivo alla biodiversità italiana in quanto ricche di specie rare e da proteggere, tra cui numerose orchidee. Non è da trascurare l'uso ricreativo che hanno le foreste (soprattutto pinete di pino domestico) prossime ai centri urbani.
La fauna italiana è molto ricca di endemismi, soprattutto negli invertebrati, nei pesci d'acqua dolce, negli anfibi e nei rettili. Gli uccelli e i mammiferi, animali più mobili, sono caratterizzati da un minor tasso di endemismo.
L'elevata densità di popolazione, l'industrializzazione diffusa, l'estesa urbanizzazione delle zone costiere e planiziari, l'inquinamento delle acque, l'introduzione di specie aliene e l'agricoltura intensiva fanno sì che la difesa della biodiversità e degli ambienti naturali siano questioni particolarmente rilevanti.

L'eredità dell'antichità classica rappresenta il primo e più importante fattore nello sviluppo delle arti in tutta Italia. L'influenza dell'architettura romana si protrarrà nelle chiese paleocristiane, costruite sul modello delle basiliche civili dell'antichità, pregevoli esempi, con influenze bizantine, nelle basiliche di San Vitale e Sant'Apollinare Nuovo in Ravenna.
Nel VII secolo nascono i complessi abbaziali unitamente alle espressioni dell'architettura longobarda, con significative testimonianze nel tempietto di Cividale del Friuli, nella basilica di San Salvatore a Brescia e nella chiesa di Santa Sofia a Benevento. Della renovatio carolingia e il recupero della classicità attuati da Carlo Magno nel IX secolo permangono importanti complessi architettonici principalmente a Roma (basilica di Santa Prassede), Bardolino, Spoleto e Milano.
Il X e l'XI secolo vedono la fioritura delle cattedrali romaniche, come la basilica di San Marco, il duomo di Pisa e il duomo di Modena, mentre la basilica di Sant'Ambrogio a Milano presenta una copertura con volte a crociera con costoloni tra le più antiche d'Europa. Nel secolo successivo si diffonde nell'Italia meridionale l'architettura arabo-normanna che ha nel palazzo dei Normanni a Palermo e nel duomo di Monreale alcuni fra gli esempi più caratterizzanti. Contemporaneamente nell'architettura civile fanno la loro comparsa numerose torri gentilizie, celebri quelle di San Gimignano e di Bologna.
L'architettura gotica, introdotta dai cistercensi, spazia dall'originale protogotico della basilica di San Francesco ad Assisi alle chiese di Firenze (cattedrale di Santa Maria del Fiore, basilica di Santa Croce, basilica di Santa Maria Novella), Siena (duomo di Santa Maria Assunta), Orvieto (duomo), Napoli (basilica di San Lorenzo Maggiore), Bologna (basilica di San Petronio), Venezia (basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari) e Milano (duomo). Fra i castelli disseminati nella penisola spicca il celebre Castel del Monte.
Il primo Rinascimento trova testimonianza a Firenze nella cupola di Santa Maria del Fiore e nello spedale degli Innocenti costruiti dal Brunelleschi e nell'attività di Leon Battista Alberti. Il pieno Rinascimento, invece, è essenzialmente romano e legato ai nomi di Bramante, Raffaello e Michelangelo, i quali furono attivi nella ricostruzione della basilica di San Pietro in Vaticano. Per le realizzazioni urbanistiche rinascimentali mirabile esempio è l'Addizione Erculea a Ferrara. Il passaggio dal Rinascimento al manierismo, esemplificato da Baldassarre Peruzzi nella Villa Farnesina, vede attivi Jacopo Barozzi da Vignola, Giulio Romano e Giorgio Vasari, mentre l'opera di Andrea Palladio (che influenzerà l'architettura occidentale con l'avvento del neopalladianesimo) oscilla tra i tratti manieristici delle architetture religiose, a quelli più rinascimentali delle costruzioni laiche.
Lo stile barocco, preannunciato da Jacopo Barozzi da Vignola nella chiesa del Gesù, si sviluppa a Roma, dove si concentrano le principali realizzazioni, influenzando tutto il mondo cattolico. Alle prime opere di Carlo Maderno e Martino Longhi il Giovane seguono i capolavori di Gian Lorenzo Bernini (piazza San Pietro), Francesco Borromini (chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza) e di Pietro da Cortona (facciata di Santa Maria della Pace).
Alla prima metà del Settecento risale il più significativo esempio tardo barocco e rococò: la palazzina di caccia di Stupinigi, progettata da Filippo Juvara. Invece, nel Regno di Napoli, con Luigi Vanvitelli, viene avviata, dal 1752, la costruzione della reggia di Caserta, ultima grande realizzazione del barocco italiano. Dopo la seconda metà del secolo l'architettura neoclassica produce, anche nella sua variante neogreca, diverse opere di valore come la grande basilica di San Francesco da Paola a Napoli. Con l'unità d'Italia prevale lo stile neorinascimentale o, più in generale, l'eclettismo.
L'Art Nouveau ha in Giuseppe Sommaruga, Ernesto Basile e Raimondo D'Aronco i principali esponenti, mentre nel 1914 Antonio Sant'Elia pubblica il Manifesto dell'Architettura futurista e le sue tavole della "Città Nuova", proponendo nuovi modelli architettonici che esaltano la funzionalità e una nuova estetica.
Il razionalismo italiano si manifesta inizialmente con l'attività del Gruppo 7 e MIAR, ove si distingue Giuseppe Terragni, che fra le altre opere realizzerà la Casa del Fascio di Como. Negli anni trenta prende forma e ha maggiore impulso la tendenza, favorita dal regime, al cosiddetto neoclassicismo semplificato di cui Marcello Piacentini sarà l'esponente più rappresentativo. Le tendenze razionaliste trovano diversi sviluppi e reazioni nel dopoguerra diversificandosi sempre più, nel tentativo di umanizzare l'International Style, si sviluppa il neorealismo, al quale subentra il neoliberty e, in seguito, il brutalismo.
Il postmoderno, anticipato da Paolo Portoghesi, trova la sua consacrazione nelle opere di Aldo Rossi.
Tra i principali architetti attivi in Italia tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo si ricordano Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti, lo svizzero Mario Botta e l'irachena Zaha Hadid.

Le prime rilevanti produzioni artistiche in Italia risalgono al neolitico. Nell'evo antico, etruschi e romani costituiscono grandi poli artistici in grado di rivaleggiare con l'arte greca. Con il tardo impero e le invasioni barbariche si avvia quel processo di decentramento che porta a far fiorire più capitali e più centri artistici come Milano, Ravenna e Pavia. Eccezionale e irripetibile è la fioritura di Palermo sotto gli arabi. Dopo l'anno Mille si ha una ripresa della produzione artistica, che culmina nei grandi cantieri architettonici romanici, in cui viene riavviata anche la scultura monumentale, come con Wiligelmo e Benedetto Antelami.
La pittura invece subisce sorti alterne, restando fermamente ancorata ai modelli bizantini fino al XIII secolo. I mercanti delle repubbliche marinare, soprattutto Pisa e Venezia, portando in patria modelli e spunti da tutto il Mediterraneo, danno impulso alle scuole locali, in cui non mancano di manifestarsi graduali progressi. In Toscana Nicola Pisano, Cimabue e Giotto pongono infatti le basi per una vera e propria rivoluzione figurativa, dove la rappresentazione veritiera dello spazio, della figura umana e dei suoi affetti è alla base di futuri, straordinari sviluppi. L'arte gotica fiorisce con risultati di estrema eleganza in centri come Siena, Milano, Napoli.
Il Rinascimento è un fenomeno culturale di ampia portata, che affonda le radici nell'Umanesimo letterario trecentesco e nel rinnovato interesse per l'arte romana. Agli albori del Quattrocento, a Firenze, Filippo Brunelleschi, Donatello e Masaccio stimolano uno sviluppo delle arti all'insegna di un rinnovato rigore, della rinuncia all'"ornato" superfluo e della costruzione geometrica dello spazio, la prospettiva. La loro lezione viene ripresa da altri artisti, che nei loro viaggi diffondono il nuovo stile contaminandolo con le scuole locali e dando origine al periodo straordinario delle corti, in cui centri come Urbino, Ferrara, Mantova, Padova, Rimini, Napoli e l'Umbria, oltre a Firenze, forniscono nuove idee all'insegna di un panorama estremamente ricco e variegato.
Il Cinquecento si apre con figure universali come Leonardo, Raffaello e soprattutto Michelangelo, facendo dell'Italia il modello di riferimento per tutta l'arte europea. La straordinaria stagione della Roma papalina fornisce un modello artistico dominante, al quale solo Venezia, con Giorgione e Tiziano, è in grado di fornire un'alternativa altrettanto valida. Eventi tragici come il Sacco del 1527 portano alla dispersione degli artisti, garantendo però una nuova fioritura periferica.
Quando già le bizzarrie del manierismo, estremo sviluppo del Rinascimento romano e fiorentino, fanno presa in tutta Europa, la storiografia artistica vede la sua nascita con l'opera di Giorgio Vasari, il primo, grande, consapevole documentatore dei fatti artistici fin dai tempi della Grecia classica.
Il Seicento si apre con l'invenzione di un nuovo stile, il barocco, a Roma, che domina la scena artistica europea per un secolo e oltre. Artisti come Caravaggio, Bernini e Borromini sono i mattatori di un rinnovamento di grande impatto, che si affranca dai canoni dell'arte classica.
Dopo essere diventata la meta di artisti di tutto il mondo, col Grand Tour, aver espresso la grande scuola dei vedutisti veneziani (Canaletto su tutti) e figure del calibro di Giambattista Tiepolo, nonché aver ricoperto un ruolo importante durante il periodo neoclassico con Antonio Canova, l'Italia dell'arte perde peso culturale al cospetto degli altri paesi europei. Si deve aspettare la fine del XIX secolo per ritrovare esperienze figurative di rilevanza europea con il movimento dei macchiaioli e quello dei divisionisti.
Durante il XX secolo l'Italia partecipa a pieno titolo alle rapide vicissitudini dell'arte moderna, con il futurismo (la prima delle avanguardie storiche), la metafisica, l'arte povera e la transavanguardia, fino agli artisti contemporanei, alcuni vere e proprie celebrità rinomate anche all'estero.

La nascita della letteratura italiana si fa canonicamente risalire alla prima metà del XIII secolo con la diffusione, all'interno di circuiti privati, di manoscritti di carattere religioso, laico e giocoso, a uso della comunità religiosa e laica, ma sempre a un alto livello della scala sociale (per esempio i notai). Ciò che permette di parlare di una letteratura italiana è la lingua. Infatti, prima del Duecento la lingua utilizzata per scrivere i documenti era il latino.
Essa nasce in ritardo rispetto ad altre letterature europee perché molto ancorata alla tradizione del latino. Nel XIII secolo si hanno le prime esperienze letterarie, la poesia religiosa in Umbria (il Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi e le Laude di Jacopone da Todi), la Scuola siciliana (nata a Palermo alla corte di Federico II di Svevia) e, alcuni decenni più tardi, la lirica toscana. A cavallo tra XIII e XIV secolo la letteratura italiana possedeva già tre grandi opere letterarie: la Divina Commedia di Dante Alighieri, il Canzoniere di Francesco Petrarca e il Decameron di Giovanni Boccaccio. In questo periodo, inoltre, emergono i poeti Guittone d'Arezzo, Guido Guinizzelli e Guido Cavalcanti, in cui è assente la componente religiosa usata dai suoi predecessori.
Nel XV secolo si distinguono invece personaggi poliedrici come Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci, Lorenzo de' Medici, letterato e mecenate, che promuove la nuova letteratura in volgare, Angelo Poliziano, traduttore del poema Iliade, e Matteo Maria Boiardo, che compone l'Orlando Innamorato. Nel XVI secolo Ludovico Ariosto, compone il poema Orlando Furioso, Niccolò Machiavelli scrive Il Principe, Baldassarre Castiglione scrive Il Cortegiano e Torquato Tasso è autore della Gerusalemme liberata. Nel XVII secolo emergono le figure di Giovan Battista Marino, rappresentante della poesia barocca e di Alessandro Tassoni, ideatore del poema eroicomico, in quello successivo quelle del poeta tragico Vittorio Alfieri e di Giuseppe Parini, autore de Il giorno.
A cavallo tra XVIII e XIX secolo spiccano Silvio Pellico, autore de Le mie prigioni, Vincenzo Monti, che traduce l'Iliade in lingua italiana, Ugo Foscolo, tra i principali esponenti del neoclassicismo, patriota e sostenitore di Napoleone, Alessandro Manzoni, autore dei Promessi Sposi (una delle maggiori opere della letteratura italiana) e Giacomo Leopardi, uno dei grandi poeti italiani del XIX secolo. Da citare, nella seconda metà dell'Ottocento, anche la figura di Francesco de Sanctis, critico e storico della letteratura italiana, Emilio Salgari, uno dei padri del romanzo d'avventura, Edmondo de Amicis e Carlo Collodi. Nel XX secolo si distinguono Giosuè Carducci (premio Nobel per la letteratura nel 1906), Giovanni Verga, esponente del verismo, Grazia Deledda, Nobel nel 1926, Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio, esponenti del decadentismo italiano, Luigi Pirandello, Nobel nel 1934 e Ignazio Silone. Altri autori importanti del periodo sono stati Giuseppe Ungaretti, Italo Svevo, Italo Calvino, Dino Buzzati, Gianni Rodari, Mario Rigoni Stern e i premi Nobel Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Dario Fo.

La musica italiana comincia a svilupparsi nel Trecento con la diffusione dell'ars nova, che introduce la polifonia nella musica profana. In questo periodo, città come Mantova, Firenze, Ferrara, Venezia, Milano e Roma diventano centri di primo piano nel panorama musicale europeo, mentre nel Quattrocento si ricordano i canti carnascialeschi nati a Firenze nell'epoca di Lorenzo il Magnifico.
Nel Cinquecento si ricordano Costanzo Festa, primo polifonista di fama internazionale, Gioseffo Zarlino, che dà un notevole contributo alla teoria del contrappunto, Pierluigi da Palestrina, Luca Marenzio, Carlo Gesualdo, uno dei principali innovatori del linguaggio musicale e Claudio Monteverdi, grazie al quale nasce e si afferma l'opera lirica e in particolare il melodramma.
Nel Seicento l'Italia è sede delle prime grandi scuole di musica strumentale, che influenzeranno i musicisti di tutta Europa soprattutto attraverso le opere degli autori del periodo barocco Giovanni Gabrieli, Girolamo Frescobaldi, Arcangelo Corelli, che dà un notevole contributo allo sviluppo dell'arte violinistica e del concerto grosso, Antonio Vivaldi, che accentua il virtuosismo individualistico e con il quale il concerto assume una sua struttura definitiva, Domenico e Alessandro Scarlatti, che rinnovano le composizioni per clavicembalo e Giovanni Battista Pergolesi.
Nel Settecento, Luigi Boccherini, Luigi Cherubini e Antonio Salieri, compositore ufficiale della corte asburgica, sono i maggiori rappresentanti della musica strumentale e operistica italiana mentre Napoli diviene, grazie ai suoi conservatori, un importante centro di formazione e aggiornamento e un indiscusso riferimento nel mondo musicale e teatrale europeo, ove insegnano Alessandro Scarlatti, Tommaso Traetta, Niccolò Jommelli e Nicola Porpora, alla cui scuola si formano numerosi castrati, tra cui Carlo Broschi, in arte Farinelli, il più celebre sopranista del Settecento. In tale contesto si sviluppa l'opera buffa, genere operistico della musica intesa come divertimento, rappresentato da compositori come Baldassare Galuppi, Niccolò Piccinni, Pietro Alessandro Guglielmi e Domenico Cimarosa e da opere come La serva padrona, La Cecchina e Il matrimonio segreto.
Del periodo romantico si ricordano opere liriche come il Guglielmo Tell e Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, I puritani di Vincenzo Bellini, l'Aida, il Nabucco, La traviata e il Rigoletto di Giuseppe Verdi, sono invece ispirate al verismo la Turandot, Madama Butterfly, la Tosca e La bohème di Giacomo Puccini, i Pagliacci di Ruggero Leoncavallo e la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
Vanno ricordati anche strumentisti come Niccolò Paganini, uno dei maggiori violinisti del XIX secolo, Arturo Benedetti Michelangeli, raffinato interprete di pianoforte del XX secolo, Maurizio Pollini, Salvatore Accardo e Uto Ughi, violinisti di fama internazionale e infine il violoncellista Mario Brunello. Tra le orchestre sinfoniche risaltano l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, l'Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo e la Filarmonica della Scala di Milano, tra i direttori d'orchestra spiccano Arturo Toscanini, Ferruccio Busoni, Riccardo Muti, Claudio Abbado. Sono italiani molti interpreti della lirica del XIX e del XX secolo: i tenori Luciano Pavarotti ed Enrico Caruso, i soprani Renata Tebaldi e Katia Ricciarelli, il mezzosoprano Cecilia Bartoli, i bassi-baritoni Ruggero Raimondi e Sesto Bruscantini e i contralti Marietta Alboni, Clorinda Corradi e Rosmunda Pisaroni.
Il repertorio che va dagli inizi dell'Ottocento all'immediato secondo dopoguerra, la cui epoca d'oro cade a cavallo tra XIX e XX secolo, costituisce la canzone classica napoletana, nata tradizionalmente nel 1839 con Te voglio bene assaje e che annovera brani celebri come 'O sole mio, 'O surdato 'nnammurato e Torna a Surriento.
Nel XX e nel XXI secolo, in seguito al risveglio musicale in atto nei vari paesi europei, alcuni compositori italiani cercano di proporre un nuovo linguaggio musicale come Ildebrando Pizzetti, Alfredo Casella, Ottorino Respighi, Gian Francesco Malipiero e Goffredo Petrassi durante le due guerre mondiali, Bruno Maderna, Franco Donatoni, Luciano Berio, Luigi Nono, Aldo Clementi dal dopoguerra sino ai nostri giorni.
La musica leggera italiana degli ultimi decenni può contare su rassegne canore di rilevanza internazionale come il Festival di Sanremo e lo Zecchino d'Oro.

Il cinema italiano nasce nel 1905 a Torino ed a Roma e conquista rapidamente un ruolo di primo piano, producendo pellicole come, Gli ultimi giorni di Pompei, Quo vadis? e Cabiria che, esportate ovunque, lo situano ai primi posti nel mondo. La guerra interrompe questa fase e per tutti gli anni venti in Italia ci sarà spazio solo per i film statunitensi e tedeschi.
La ripresa arriva negli anni trenta: nascono la Mostra di Venezia (1932), l'Istituto Luce, il Centro sperimentale di cinematografia (1935), l'ENIC (1935) ed infine Cinecittà (1937) e la produzione italiana conosce un rilancio, anche se prevalentemente con pellicole stucchevoli (i "telefoni bianchi").
Nel dopoguerra il cinema italiano dà vita alla stagione del neorealismo, i cui registi più noti - Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e Luchino Visconti - ottengono importanti riconoscimenti all'estero, benché accusati in patria di mostrare un paese povero. Nei primi anni cinquanta emerge una generazione di autori, tra cui Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Alberto Lattuada, ai quali si affianca la figura anticonformista di Pier Paolo Pasolini. A livello di consumo di massa incassano miliardi i film "strappalacrime" (Matarazzo).
Negli anni sessanta, nell'Italia del "boom" economico, il cinema si inventa la commedia all'italiana, con registi come Pietro Germi, Mario Monicelli, Ettore Scola, Luigi Comencini, Dino Risi, È l'ora di Gina Lollobrigida, Claudia Cardinale, Totò, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Aldo Fabrizi e Alberto Sordi. Saranno però opere drammatiche a condurre due attrici italiane all'assegnazione dell'Oscar. Anna Magnani (1956) e Sofia Loren (1962).
Negli anni settanta l'ottimismo lascia spazio ad una società tormentata. Emergono il giallo all'italiana (Lucio Fulci e Dario Argento), il cinema politico, con registi come Elio Petri e Francesco Rosi e interpreti come Gian Maria Volonté, oppure quello della difficoltà esistenziale (Marco Bellocchio). Ma nasce anche una nuova "invenzione", il filone degli "spaghetti-western", in cui si afferma Sergio Leone. Da ricordare anche le figure di Franco Zeffirelli, Ermanno Olmi, Carlo Verdone, Nanni Moretti, Massimo Troisi.
Con l'avvento della televisione commerciale, emergono difficoltà che permangono nonostante una straordinaria sequenza di successi internazionali, come i 9 premi Oscar assegnati a L'ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci (1988), o quelli vinti da Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore (1990), da Mediterraneo di Gabriele Salvatores (1992) e da La vita è bella di Roberto Benigni (1999).
Negli anni duemila a incassare maggiormente sono i cosiddetti cine-panettoni, caratterizzati da comicità disimpegnata, ma che fa presa sul largo pubblico, spesso ambientati in luoghi esotici. L'ultimo successo è di Paolo Sorrentino, Oscar 2014 con La grande bellezza.

La tradizione medica italiana ha origini medievali, con la Scuola medica salernitana, la prima e più importante istituzione medica del Medioevo. Continua attraverso i secoli grazie alle scoperte effettuate da medici come Gabriele Falloppio, che descrive la struttura delle tube di Falloppio, Marcello Malpighi, che formula la teoria del funzionamento dei polmoni e la struttura dei corpuscoli renali, Giovanni Battista Morgagni, considerato il fondatore della contemporanea anatomia patologica, Giovanni Maria Lancisi, il primo medico a ipotizzare la trasmissione della malaria tramite le zanzare e Lazzaro Spallanzani, che confuta la teoria della generazione spontanea, nel XX secolo si sono distinti medici come Camillo Golgi, Daniel Bovet, Salvador Luria, Renato Dulbecco, Rita Levi-Montalcini e Mario Capecchi, tutti insigniti del premio Nobel per la medicina.

Nell'ambito delle scienze politiche vanno citati Niccolò Machiavelli, uno dei padri della scienza politica moderna, Gaetano Mosca, sostenitore dell'elitismo, Augusto Del Noce, politologo di ispirazione cattolica e Norberto Bobbio, influente personalità culturale dell'Italia del ventesimo secolo.
Nel campo antropologico Giustiniano Nicolucci, fondatore della scuola italiana di antropologia e autore di Delle Razze Umane, il primo trattato italiano di antropologia e paletnologia, Paolo Mantegazza, uno dei primi divulgatori in Italia delle teorie darwiniane, Cesare Lombroso, pioniere degli studi sulla criminalità e Ernesto de Martino.
Fra gli psicologi vanno ricordati Roberto Ardigò, promotore di una concezione scientifica della psicologia, Sante De Sanctis, fondatore della neuropsichiatria infantile in Italia, Giulio Cesare Ferrari, pioniere della psicologia sperimentale italiana, Vittorio Benussi, esponente di spicco della Scuola di Graz e maestro di Cesare Musatti, padre della percettologia e della psicoanalisi in Italia.
Per la pedagogia Ferrante Aporti, pioniere dell'educazione scolastica infantile, i già citati Roberto Ardigò e Giovanni Gentile, Maria Montessori, che propone un nuovo metodo educativo, le Sorelle Agazzi, pedagogiste sperimentali e Mario Lodi.
Nel campo della linguistica il poeta Giacomo Leopardi, Luigi Ceci e Antonino Pagliaro, i fondatori della glottologia moderna mentre tra i giuristi, oltre a Vico, si ricordano Baldo degli Ubaldi, Cesare Beccaria, Costantino Mortati, Salvatore Satta e Giuseppe Dossetti.
Da ricordare anche il geologo Giuseppe Mercalli, inventore della scala Mercalli, che realizza la prima carta sismica del territorio italiano e Antonio Meucci, che contribuisce all'invenzione del telefono.

Emily Ratajkovski, il viaggio in Italia è hot: il video del lato B fa impazzire i fan

Emily Ratajkovski, il viaggio in Italia è hot: il video del lato B fa impazzire i fan

Emily Ratajkovski, attrice e modella, è in viaggio in Italia e ha deciso di documentare i momenti migliori della vacanza per gli oltre 13 milioni di followers su Instagram. Alcune sono sexy e in compagnia di donne altrettanto hot. L'ultima, proveniente dalla Costiera Amalfitana, mostra il suo lato B, mentre a Bagni San Filippo, in Emilia Romagna, un'amica le spalma del fango termale sul posteriore. Questo video ha mandato i fan in delirio.

Emily Ratajkovski, il viaggio in Italia è hot: il video del lato B fa impazzire i fan

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Corsa in Montagna: una splendida Italia conquista 3 ori alla WMRA Youth Cup

  L’ Italia conquista 3 splendidi ori nella WMRA International Youth Cup di oggi sabato 24 giugno a Gagliano del Capo (Le).... read more

Italia, Germania e Francia, accordo per lo sviluppo dell'Industria 4.0

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La digitalizzazione delle aziende italiane passa anche e soprattutto attraverso le piccole e medie imprese. Francia, Italia e Germania, tre delle economie più avanzate del vecchio continente, hanno deciso di cooperare insieme per lo sviluppo proprio delle PMI, raggiungendo un’importante intesa. L’obiettivo comune, sottoscritto a Torino, è quello di avvicinare il settore manifatturiero all’Industria 4.0. Un compito importante che sarà portato avanti insieme [...]

iPhone illegale in Italia? Potrebbe diventarlo presto

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Una proposta di legge che se dovesse essere approvata avrebbe degli effetti dirompenti. È quella avanzata da Stefano Quintarelli, esponente del gruppo parlamentare di centro Civici e Innovatori, e depositata in Senato. Il disegno, che ha trovato l’appoggio anche di qualche altra forza politica, potrebbe trasformare l’iPhone in un oggetto illegale. Per quale motivo? Basta dare un’occhiata alla storia di Apple. La società con sede a Cupertino non permette a [...]

Il Chievo è la squadra più corretta d'Italia

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La Lega Serie A ha pubblicato la classifica finale della Coppa Disciplina e del Trofeo Fair Play “Gaetano Scirea”. Il ChievoVerona, comunica la società della Diga, ha vinto di nuovo, quattro anni dopo l’ultima volta, la Coppa Disciplina che premia la squadra che totalizza il minor numero di squalifiche, ammonizioni e ammende a calciatori, tecnici e società di Serie A. Per quanto riguarda le prime posizioni, la società gialloblù ha messo in fila Juventus, [...]

Volare in mongolfiera in Italia: ecco dove farlo

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Un volo in mongolfiera è decisamente un modo unico di visitare un territorio. Negli ultimi anni questo antico mezzo di trasporto è tornato sempre più in voga e sono numerose le destinazioni che si sono attrezzate per ospitarne le attività. Dal nord al sud, volare in mongolfiera oggi è possibile anche senza avere costi eccessivi: basta sapere dove farlo! Rispetto ad altri mezzi di trasporto, la mongolfiera fa riscoprire una modalità di viaggio più lenta, a [...]

Turismo astronomico: i 5 posti migliori per vedere le stelle in Italia

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L’Italia è uno dei Paesi più belli del mondo ed è conosciuta per l’arte, la cultura, i paesaggi e le tradizioni. Non sono molti i turisti che la conoscono però per il suo splendido cielo stellato, eppure il turismo astronomico è una grande rivelazione che può far scoprire il paese in un’ottica completamente diversa. I cieli stellati sono romantici e suggestivi: saprebbero emozionare chiunque. Ecco quindi una piccola guida alla scoperta dei 5 posti [...]

Consumo di suolo. L’Italia perde ancora tre metri quadrati al secondo

Consumo di suolo. L’Italia perde ancora tre metri quadrati al secondo

di Duccio Facchini  da Altra economia- 22 giugno 2017 Tra il novembre 2015 e il maggio 2016, il nostro Paese ha “alterato” 50 chilometri quadrati di territorio. 30 ettari al giorno. Spendendo oltre 900 milioni di euro l’anno. È quanto emerge dal nuovo Rapporto dell’ISPRA presentato il 22 giugno. A questa velocità -lenta, “grazie” alla crisi- perderemo 3.270 chilometri quadrati entro il 2050. Termine che l’Unione europea ha previsto per il [...]

FOTO: Italia

Espansione della civiltà etrusca dall'VIII al VI secolo a.C.

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Il tempio della Concordia ad Agrigento

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Massima espansione dell'Impero romano, 117 d.C.

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La Corona Ferrea, simbolo dei re d'Italia

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L'Italia nell'anno 1084

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Localizzazione e antichi stemmi delle repubbliche marinare

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L'Italia nel 1494

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Italia, nel 2016 economia trainata dal Nord-Est

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(Teleborsa) - Nel 2016 il Prodotto Interno Lordo ha registrato un aumento in linea con quello nazionale nel Mezzogiorno (+0,9%), lievemente inferiore nel Centro (+0,7%) e nel Nord-Ovest (+0,8%) e superiore alla media nazionale nel Nord-Est (+1,2%). E' questa la stima preliminare che l'ISTAT fa su PIL e occupazione a livello territoriale.  Guardando ai numeri, nel Nord-Est i risultati migliori riguardano l’agricoltura (+4,5%) e il settore che comprende [...]

Lavoro: l'Italia continua a perdere pezzi. Dal 2008 oltre 500mila italiani sono "scappati" all'estero

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(Teleborsa)Con la scure della crisi che incombe sulla testa, spesso l'unica soluzione, seppur a malincuore, è quella di fare i bagagli e lasciarsi tutto alle spalle per provare a ricominciare da capo da un'altra del mondo, trovando magari fortuna altrove, lontano da casa. Del resto, si sa, nessuno è profeta in patria. Devono averlo pensato gli oltre 500 mila italiani che negli anni più duri, dal 2008 al 2015, si sono trasferiti all'estero, cancellandosi [...]

Boldrini: "La cultura è il petrolio dell'Italia"

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Roma, (askanews) - "Musica, cultura, arte, tutto questo rappresenta il nostro patrimonio, il nostro passato, ma sicuramente anche il futuro. Guardando agli anni che verranno dovremmo sempre di più investire in questo ambito, nell'ambito della cultura, in tutti gli aspetti della cultura, perché questo per l'Italia rappresenta petrolio. Quindi noi dobbiamo mettere la cultura al centro, anche quando dobbiamo decidere come utilizzare le risorse, perché credo che [...]

Kia Stonic: arriva in Italia la ''sorellina'' della Sportage

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Kia copre da anni in Italia il mercato dei cosiddetti ''C-Suv'' con la Sportage, ora ha un nuovo prodotto da offrire per chi cerca un crossover di taglia più piccola, cioè un ''B-Suv''. Stiamo parlando della Kia Stonic: la nuova auto destinata ad entrare nel segmento ''B-Suv'' dopo il Salone di Francoforte del prossimo settembre. La Kia Stonic presenta un design con una linea originale, con alcuni elementi classici del marchio coreano ed altre novità, mescolando [...]

Lavoro: via dall'Italia. Iva, evasione record

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Sempre più giovani cercano opportunità lavorative fuori dall'Italia, le mete più scelte: Germania, Regno Unito e Francia

Kia Stonic: la sorellina della Sportage arriva in Italia

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Terrorismo nero in Italia … terrorismo islamico nel mondo …

Stamattina,  leggendo la recente condanna della Cassazione sulla Strage di Piazza della Loggia, avvenuta a Brescia il 28 maggio del 1974, facevo tra me e me delle considerazioni, ma … andiamo per ordine. La Cassazione ha confermato l’ergastolo per Carlo Maria … Continua a leggere →

9 GIUGNO:IL PRESIDENTE MATTARELLA SALE A BORDO DI NAVE ITALIA NEL CORSO DELLA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DELLA MARINA

Nell’àmbito della celebrazione della Giornata della Marina al porto storico di Civitavecchia, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è salito a bordo di Nave ITALIA, il brigantino più grande al mondo che la Fondazione Tender To Nave ITALIA Onlus mette a disposizione per lo sviluppo della cultura del mare e della navigazione come strumenti di educazione, formazione, riabilitazione, inclusione sociale … Continua a leggere→

Fratelli d'Italia in piazza a Roma contro lo ius soli

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Roma, (askanews) - Fratelli d'Italia manifestano, a Roma, a pochi passi dal Senato, in piazza delle Cinque Lune, contro lo ius soli. In piazza, oltre ai deputati di Fratelli d'Italia fra cui il capogruppo alla Camera Fabio Rampelli e Ignazio La Russa, anche il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Fi), Daniela Santanchè (deputata di Fi), Daniele Capezzone (deputato di Direzione Italia). Allestito anche un gazebo per la raccolta delle firme contro la legge, [...]

Italia, prestiti in accelerazione a maggio

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(Teleborsa) - Prestiti in aumento, tassi bassi e sofferenze in flessione. Questa è la fotografia scattata dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI) nel suo rapporto mensile di giugno. Secondo l'inchiesta, l'ammontare dei prestiti alla clientela a maggio risulta superiore di ben 86 miliardi di euro rispetto al totale proveniente dalla raccolta (1.800 vs 1.714 miliardi). I prestiti a famiglie e imprese sono cresciuti su base annua del +0.8%, dato positivo che per [...]