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Mercurio Bua Spata

La scheda: Mercurio Bua Spata

Mercurio Bua Spata, nato Maurizio (in greco: Μερκούριος ] Μπούας Σπάθας, in albanese: Mërkur Bua Shpata, Nauplia, 1478 – Treviso, 1542), è stato un condottiero e capitano di ventura albanese naturalizzato italiano.
Fu conte di Aquino e di Roccasecca come vassallo del re di Francia.



Mercurio Bua Spata:
Lorenzo Lotto, Ritratto di gentiluomo, ritenuto essere il ritratto del conte Mercurio Bua[1].
1478 – 1542:
Nato a: Nauplia
Morto a: Treviso
Luogo di sepoltura: Chiesa di Santa Maria Maggiore, Treviso
Etnia: Albanese
Religione: Cristianesimo ortodosso, poi Cattolicesimo
Dati militari:
Paese servito: Repubblica di Venezia Ducato di Milano Regno di Francia Sacro Romano Impero
Forza armata: Mercenari
Arma: Cavalleria
Specialità: Stradiotti
Anni di servizio: Venezia: ante 1494 - 1499, 1513 - 1532 Milano: 1499 - 1503 Francia: 1503 - 1508 SRI: 1508 - 1513
Grado: Capitano di ventura
Guerre: Guerre d'Italia
Campagne: Prima guerra d'Italia Seconda guerra d'Italia Guerra di successione di Landshut Guerra della Lega di Cambrai Quarta guerra d'Italia Guerra della Lega di Cognac
Battaglie: Battaglia di Fornovo Battaglia di Novara Assedio di Novara Battaglia di Agnadello Assedio di Padova Assedio di Treviso Battaglia di Creazzo Battaglia di Marignano
Decorazioni: Cavaliere di San Marco
[senza fonte]
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Manuale

EVENTI: Mercurio Bua Spata

Nel settembre del 1515 fu, invece, sul campo della celebre battaglia di Marignano, dove veneziani e francesi ricacciano gli svizzeri al di là delle Alpi: pare che in quest'occasione, con un'eroica azione dei propri stradiotti, riuscisse a salvare la vita allo stesso re di Francia, presente sul campo di battaglia al comando delle proprie truppe.

Nel 1514 si mosse verso il Polesine e riconquistò Rovigo, facendone prigioniero il commissario spagnolo, in seguito compì altre brillanti operazioni militari contro spagnoli e tedeschi, catturando armi e cavalli al nemico.

Nel 1506, invece, era nell'esercito dello Chaumont, col quale combatté contro la famiglia bolognese dei Bentivoglio, riguadagnando il capoluogo felsineo alla sovranità di papale (papa Giulio II gli concesse poi la somma di000 fiorini come ricompensa per quest'impresa).

Nel 1637, infatti, il suo discendente Francesco Agolanti fece scolpire un epitaffio che ricordasse le gesta dell'illustre antenato:.

Nel 1508, invece, venne assoldato dall'imperatore Massimiliano I d'Asburgo e spedito nelle Fiandre al comando di 400 stradiotti: si scontrò prima con le truppe del duca di Gheldria, poi prese parte alla guerra di successione di Landshut, in Baviera.

Dal 1532 si trasferì definitivamente nella propria abitazione di Treviso (situata presso la chiesa di San Nicolò), città dalla quale non si sarebbe quasi più mosso, benché desideroso, nonostante l'età, di tornare alle armi: propose, ad esempio, di promuovere attività insurrezionali nella natia Morea, allorché i Turchi si ritirarono da Corfù (1537).

Mercurio

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SALVE SONO MERCURIO

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FOTO: Mercurio Bua Spata

Lo stendardo concesso al conte Bua dal Sacro Romano Imperatore Massimiliano I (1510)[10].

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Arme del conte Marcurio Bua[13].

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