Morti di tubercolosi

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Teresa di Lisieux

La scheda: Teresa di Lisieux

Dal 1997 è il 33° Dottore della Chiesa
malati di AIDS, di tubercolosi e di altre malattie infettive, aviatori, fiorai, orfani, missionari.
Thérèse Françoise Marie Martin (Alençon, 2 gennaio 1873 – Lisieux, 30 settembre 1897) fu una religiosa, mistica e drammaturga francese, meglio nota come santa Teresa del Bambino Gesù, nome con il quale è venerata dalla Chiesa cattolica. Monaca carmelitana presso il monastero di Lisieux, è talora chiamata anche santa Teresa di Lisieux o santa Teresina, per distinguerla da Teresa d'Ávila. Suor Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo è il nome da lei assunto al momento della professione dei voti. La sua festa liturgica ricorre il 1º ottobre.
È patrona dei missionari dal 1927 e, dal 1944, assieme a Giovanna d'Arco, anche patrona di Francia. Il 19 ottobre 1997 fu dichiarata dottore della Chiesa, la terza donna a ricevere tale titolo dopo Caterina da Siena e appunto Teresa d'Ávila. L'impatto delle sue pubblicazioni postume, tra cui Storia di un'anima pubblicata poco tempo dopo la sua morte, è stato notevole.
La devozione a santa Teresa di Lisieux si è sviluppata dappertutto nel mondo. Considerata da Pio XI come la "stella del suo pontificato", è stata beatificata poi canonizzata nel 1925. Monaca di clausura, paradossalmente è stata dichiarata patrona delle missioni e, con Giovanna D'Arco (canonizzata già nel 1920), proclamata "Patrona secondaria di Francia". Infine è stata anche proclamata 33° dottore della Chiesa da Giovanni Paolo II nel 1997 per il centenario della sua morte. Figlia di una coppia che commerciava in oreficeria, orologeria e nel "punto d'Alencon", Louis Martin e Zélie Guérin, Thérèse perde sua madre all'età di quattro anni e mezzo.
Viene pertanto accudita dalle sorelle maggiori Marie e Pauline, che una dopo l'altra entrano al Carmelo di Lisieux, facendo però così rivivere alla bambina quel sentimento di abbandono già provato con la perdita della madre. Malgrado ciò Teresa sente ben presto una chiamata alla vita religiosa e superando ogni ostacolo riesce infine ad entrare anch'essa come le sue sorelle al Carmelo di Lisieux all'età di quindici anni. Dopo nove anni di vita religiosa, di cui i due ultimi passati in una "notte della fede", Teresa muore di tubercolosi il 30 settembre 1897, come si racconta nelle testimonianze del tempo tra le 19h20m e le 19h30m, all'età di 24 anni.
La novità della sua spiritualità, chiamata anche teologia della "piccola via", dell'infanzia spirituale, ha ispirato numerosi credenti. Teresa propone di ricercare la santità, non nelle grandi azioni, ma negli atti quotidiani anche i più insignificanti, a condizione di compierli per amore di Dio. Proclamandola 33° dottore della Chiesa, il S. Giovanni Paolo II ha riconosciuto ipso facto l'esemplarità della sua via e dei suoi scritti. Qui risiede uno dei paradossi di Teresa di Lisieux: morta sconosciuta poiché monaca di clausura, è celebrata e venerata a livello mondiale. Edificata in suo onore, la Basilica di Lisieux è il secondo luogo di pellegrinaggio di Francia solo dopo Lourdes.



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E basterebbe prendere a prestito le metafore e le similitudini de ‘La fattoria degli animali’ di Orwell per capire che giriamo sempre intorno alla stessa questione del potere e di chi lo gestisce (male) e chi vi si oppone con scarsi risultati perché il potere sempre si perpetua e ha percorsi circolari ad ogni cambiar di stagione e di uomini (o maiali, per restare nella simpatica metafora orwelliana). E che Renzi, – in questa straordinaria narrazione del 4 [...]