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Paradiso

La scheda: Paradiso

Il termine paradiso possiede due significati: il primo indica, nella tradizione biblica, quel luogo primordiale dove Dio collocò l'uomo appena creato (Genesi, 2), il secondo indica, nell'ambito delle teologie fondate sull'interpretazione dei testi biblici, quel luogo, celeste o terrestre, dove verranno destinati gli uomini da Dio giudicati come "giusti". Nel significato traslato della seconda accezione, con il termine "paradiso" si rendono termini di altre lingue, e di altre religioni, che indicano analoghe credenze in un luogo felice, post-mortem, riservato a coloro che hanno condotto una vita da "giusti".



Post di Accanto al paradiso

  Un uccello posato su un ramo non ha mai paura che il ramo si rompa perchè la sua fiducia non è nel ramo ma nelle sue ali.Fidati sempre delle tue capacità.dal web

Post di Accanto al paradiso

  Quelli che se ne fregano di tutto sarannoanche i più forti, ma quelli che ci mettono sempretutta l'anima sono i più vivi... Paola Felice

Post di Accanto al paradiso

  Chi ha detto che essere belli vuol dire avere dei bei tratti.A volte essere belli significa avere spirito, eleganza, dignità. Oriana Fallaci

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   Così come lo specchio riflette la tua immagine, i gesti che fai, riflettono la persona che sei. Giorgia Stella

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  Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar

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  Qual è il vostro colore preferito in autunno? Il mio è il borgogna , elegante e rassicurante.  

Foto della Liguria di levante: golfo Tigullio e Paradiso, Genova

FOTO LIGURIA RIVIERA DI LEVANTE Immagini Luci Natale Neve Staglieno Eclisse Luna        

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   È vietato piangere senza imparare,alzarti al mattino senza saper cosa fare,aver paura dei ricordiÈ vietato non sorridere ai problemi,non lottare per ciò che vuoi,abbandonare tutto per paura,non far diventare i tuoi sogni realtà.È vietato non dimostrare il tuo amore,far pagare a qualcuno i tuoi debiti e il tuo malumoreÈ vietato abbandonare i tuoi amicinon tentare di capire ciò che avete vissuto insiemechiamarli soltanto quando hai bisognoÈ vietato non [...]

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   Sappiamo riconoscere il valore di un oggetto, ma abbiamo difficoltà a riconoscere il valore di una persona. Aguzziamo la vista!Scritta da me

FOTO: Paradiso

Il termine

Il termine "paradiso" deriva, per mezzo del latino ecclesiastico e quindi del greco biblico, da termini di ambito iranico i quali non possiedono alcun significato religioso ma, più semplicemente, indicano il "giardino", il "parco", riservato al re. Questa usanza di recintare un'area, e quindi riservarla ad uso esclusivo del sovrano, i Persiani la ereditarono dagli Assiri. Qui un rilievo proveniente dalla parte settentrionale del Palazzo di Assurbanipal, conservato al British Museum di Londra e risalente al VII secolo a.C., che intende illustrare proprio uno di questi giardini assiri.

La prima attestazione del mito del

La prima attestazione del mito del "paradiso terrestre è inserita nel racconto in lingua sumerica, datato al II millennio a.C., conosciuto con il titolo di Enki e Ninḫursaĝa. Qui sopra la riproduzione della seconda linea della tavola: La terra di Dilmun è pura.

Avestā, apertura del Gāthā Ahunavaitī, Yasna XXVIII,1, testo attribuibile allo stesso Zarathuštra (dalla Biblioteca Bodleiana MS J2) (AE) « ahyâ ýâsâ nemanghâ ustânazastô rafedhrahyâ manyêush mazdâ pourvîm speñtahyâ ashâ vîspêñg shyaothanâ vanghêush xratûm mananghô ýâ xshnevîshâ gêushcâ urvânem » (IT) « Le Mani protese in atto di adorazione verso di te, o Mazdā, io ti prego anche per intercessione di Vohū Manah. il tuo Spirito d'amore, e verso di te o Aša, ordine e rettitudine, [ti prego] di poter godere la luce della saggezza e la coscienza pura, e di poter recare così consolazione all'Anima della Vacca[13] » (Avestā, Yasna. XXVIII.1. Traduzione Arnaldo Alberti, in Avestā. Torino, UTET, 2008, pag.150) La scrittura qui usata è una forma di scrittura pahlavi detta

Avestā, apertura del Gāthā Ahunavaitī, Yasna XXVIII,1, testo attribuibile allo stesso Zarathuštra (dalla Biblioteca Bodleiana MS J2) (AE) « ahyâ ýâsâ nemanghâ ustânazastô rafedhrahyâ manyêush mazdâ pourvîm speñtahyâ ashâ vîspêñg shyaothanâ vanghêush xratûm mananghô ýâ xshnevîshâ gêushcâ urvânem » (IT) « Le Mani protese in atto di adorazione verso di te, o Mazdā, io ti prego anche per intercessione di Vohū Manah. il tuo Spirito d'amore, e verso di te o Aša, ordine e rettitudine, [ti prego] di poter godere la luce della saggezza e la coscienza pura, e di poter recare così consolazione all'Anima della Vacca[13] » (Avestā, Yasna. XXVIII.1. Traduzione Arnaldo Alberti, in Avestā. Torino, UTET, 2008, pag.150) La scrittura qui usata è una forma di scrittura pahlavi detta "scrittura avestica". Con la distruzione dell'impero achemenide da parte dei Macedoni guidati da Alessandro Magno si osserva la scomparsa di quella scrittura cuneiforme, precedentemente adottata per rendere l'antico persiano, e il varo di scritture derivate da quella aramaica che furono poi adoperate per riportare quei dialetti, come il pahlavik e il parsik, che furono le lingue medio iraniche utilizzate, la prima dagli Arsacidi e quindi detta partica, originaria del nord-ovest, la seconda dai Sasanidi, originaria del sud-ovest. L'adozione di un alfabeto semitico, come quello aramaico, per lingue di origine indoeuropea, come le lingue iraniche, rese necessario alcune modifiche come, ad esempio, l'uso di segni precedentemente utilizzati per le consonanti per rendere suoni vocalici. L'insieme di queste scritture vengono indicate con il nome di pahlavi (anche pehlevi). La "scrittura avestica" fu predisposta per la trasmissione scritta del relativo testo religioso e origina dall'impero sasanide quando il mazdeismo divenne religione di stato. La scrittura pahlavi, nella sua versione "avestica", occorre quindi per rendere maggiormente comprensibile il testo religioso. Essa consta, come la pahlavica, di 51 segni e corre da destra verso sinistra. La distinzione delle lettere è ben marcata e, con il metodo della matres lectionis, vengono distinte le vocali brevi da quelle lunghe. L'origine dell'antica lingua qui riportata, l'avestico, è incerta. Il mazdeismo fu combattuto dall'islām e questo fu all'origine di emigrazioni forzate di zoroastriani verso l'India dove formarono la comunità dei "Parsi". I manoscritti in "avestico" oggi a nostra disposizione consistono quindi in due categorie: quelli di origine indiana (dei Parsi), i più antichi dei quali risalgono al XIII secolo (il più antico in assoluto, il K7a, data al 1288), e quelli di origine persiana che risalgono a non prima del XVII secolo.

Sefer Torah (ספר תורה,

Sefer Torah (ספר תורה, "rotolo della Torah"), in papiro e legno, risalente al XIX secolo, dal Marocco, conservata presso il Museu d'Història dels Jueus di Girona (Spagna).

L'immagine illustra l'ultima pagina del Sanhedrin, appartenente al corpus del Talmud Babilonese, del Codex Reuchlin, questo risalente al XIII secolo. Il Talmud è la raccolta e la rielaborazione di numerosi trattati della Mishnāh di Yĕhūdāh ha-Nāśī (III sec.). A questa Mishnāh, infatti, col tempo si aggiunsero i commentari legali non mishnici (Baraitot) che a loro volta vennero commentati con paralleli mishnici (Tosefta) seguendo lo stesso ordine della Mishnāh, a ciò si aggiunsero gli insegnamenti rabbinici posteriori sempre legati alla Mishnāh e ulteriori commentari a questi. Probabilmente ogni centro rabbinico possedeva la sua raccolta di tutto questo materiale esegetico, ma alla fine furono due i centri dove furono raccolte l'insieme delle opere: quello palestinese e quello babilonese. Il termine ebraico talmud significa

L'immagine illustra l'ultima pagina del Sanhedrin, appartenente al corpus del Talmud Babilonese, del Codex Reuchlin, questo risalente al XIII secolo. Il Talmud è la raccolta e la rielaborazione di numerosi trattati della Mishnāh di Yĕhūdāh ha-Nāśī (III sec.). A questa Mishnāh, infatti, col tempo si aggiunsero i commentari legali non mishnici (Baraitot) che a loro volta vennero commentati con paralleli mishnici (Tosefta) seguendo lo stesso ordine della Mishnāh, a ciò si aggiunsero gli insegnamenti rabbinici posteriori sempre legati alla Mishnāh e ulteriori commentari a questi. Probabilmente ogni centro rabbinico possedeva la sua raccolta di tutto questo materiale esegetico, ma alla fine furono due i centri dove furono raccolte l'insieme delle opere: quello palestinese e quello babilonese. Il termine ebraico talmud significa "studio", come d'altronde il termine aramaico gĕmārā, ma con il tempo questo secondo termine finì per indicare solo i commentari, mentre con il termine Talmud si indica l'insieme dei commentari (la Gĕmārā) e della Mishnāh.

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  Audrey non si sarebbe mai tatuata! Io dico no ai tatuaggi.Dillo anche tu!

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   I sogni non si avverano usando la prudenza ma sfidando il pericolo.B. Cornwell

PARADISO E' CASA MIA - Nereo Villa

PARADISO E' CASA MIA N. Villa - N. Nicosia ritroverai ora il cielo che tu vuoi vento ti porterà ripenserai ma ti prego non a me orizzonte non c'è me l'hai detto tu voli verso il mare e dentro te cuore grande batterà se guardi dentro te sentimento nascerà ora sei fra due pianure chiare ogni colore è un'armonia quel sentiero non finisce mai ogni parola è poesia e un'armonia viene fuori dal mare ogni grande onda ti porta via certo sempre giovane il tuo cuore [...]

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Una meta turistica ancora sconosciuta

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  Vieni vieni Gesù Bambino, a posare il tuo capino sul guangiale del mio letto.Vieni vieni che ti aspetto..vieni vieni non tardare, senza te non posso stare. dal web

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  Che belle, le persone che ci sono sempre, senza riserve. Con un pensiero gentile. Anime che profumano bontà dei loro cuori. Persone Speciali.Roberto Rigoni

Post di Accanto al paradiso

  La vita è magnetismo.Non devi né spingere né tirare ma attrarre.Inizia a pensarti come un campo magnetico ღ- P. Paoletti -

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Mezzo milione di pensionati italiani si sono trasferiti all’estero per passare una vecchiaia migliore.

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