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Parco nazionale della Sila

La scheda: Parco nazionale della Sila

Coordinate: 39°22?33.6?N 16°35?31.2?E? / ?39.376°N 16.592°E39.376, 16.592
Il Parco nazionale della Sila è un parco nazionale, il terzo per ordine cronologico ad essere stato fondato in Calabria dopo il Parco nazionale del Pollino ed il Parco nazionale dell'Aspromonte. Sito nel cuore della Sila si estende per 73.695 ha assumendo una forma allungata nord-sud. La sede del parco si trova a Lorica, mentre il perimetro coinvolge territorialmente tre delle cinque province calabresi, la Provincia di Catanzaro, la Provincia di Cosenza e la Provincia di Crotone.
Il Parco è stato istituito nel 1997 con legge n. 344, mentre l'istituzione definitiva è avvenuta per D.P.R. del 14 novembre del 2002, dopo un iter politico iniziato nel 1923, quando in Italia si cominciò seriamente a parlare di Aree naturali protette, istituendo i primi parchi nazionali. Al suo interno il Parco nazionale della Sila custodisce uno dei più significativi sistemi di biodiversità. Il simbolo del Parco è il lupo, specie depredata per secoli e fortunatamente sopravvissuta fino al 1970, anno in cui venne istituita una legge a favore della sua salvaguardia.
Il Consiglio Internazionale di Coordinamento del Programma MAB (Man and the Biosphere Programme), nel corso della sua 26ª sessione a Jönköping in Svezia, ha approvato l’iscrizione della Sila come 10° Riserva della Biosfera italiana nella Rete Mondiale dei siti di eccellenza dell’UNESCO.
All'interno del Parco vi si trovano 3 dei 6 bacini artificiali presenti sull'altopiano silano e la sua superficie boschiva è molto ampia, tant'è che fra i Parchi nazionali italiani è quello con la maggior percentuale di superficie boscata, circa l'80% del totale, costituita principalmente da faggete e pinete del tipico pino silano, il Laricio. Ampie sono le vallate che si aprono lungo le dorsali del Parco ove è praticata la pastorizia, con forme di transumanza ed alpeggio che resistono tutt'oggi, e l'agricoltura legata soprattutto alla coltivazione della patata della Sila I.G.P..



Parco nazionale della Sila:
Tipo di area: Parco nazionale
Codifica EUAP: EUAP0550
Class. internaz.: IUCN category II - SIC-ZPS
Stati:  Italia
Regioni:  Calabria
Province:  Catanzaro  Cosenza  Crotone
Comuni: vedi lista nella voce
Superficie a terra: 73.695 ha
Provvedimenti istitutivi: L 344 8/10/1997, D.P.R. 14.11.2002
Gestore: Ente Parco Nazionale della Sila
Presidente: Sonia Ferrari
Se fino al Medioevo le popolazioni non riuscirono a creare centri urbani stabili, nel 1189 l'abate Gioacchino da Fiore risalì le pendici occidentali dell'altipiano e sulla cresta orientale dell'acrocoro vi fondò una grande abbazia. Dal monastero si generò nel 1500 la cittadina di San Giovanni in Fiore primo centro urbano stabile sorto sulla Sila oltre i 1000 m Il luogo scelto da Gioacchino, secondo recenti studi era già stato abitato in maniera stabile da qualche secolo prima, da parte dei Longobardi, tant'è che oggi tale luogo viene indicato con il nome di Faradomus. Dalla venuta in Sila dei monaci florensi, l'area del Parco, così come tutta la Sila, venne suddivisa in Sila Badiale e Sila Regia: la prima comprendente le terre concesse in donazione da Enrico VI, la seconda comprendente le terre del demanio regio. Tale divisione fu mantenuta per molti secoli. C'è da annotare come prima dell'arrivo di Gioacchino da Fiore, la Sila era terra di conquista da parte dei monaci basiliani che qui realizzarono alcuni insediamenti rupestri. In questo periodo fioriscono alcuni centri culturali, alcuni legati alla figura dell'abate Gioacchino come l'abbazia di Corazzo nella Sila Piccola, altri autonomi come il centro francescano di Pedace.
Dal 1500 in poi le aree del Parco subirono violenti attacchi e devastazioni da parte dei contadini e degli agricoltori di San Giovanni in Fiore ma anche dei comuni presilani quali Aprigliano, Albi, Magisano e Spezzano Grande, che necessitavano di aree da poter coltivare. Le proteste sfociarono spesso in rappresaglie contro il bosco stesso costretto a subire numerosi incendi e tagli indiscriminati. La situazione divenne così drammatica da far spingere il governo ad inviare funzionari che constatassero l'accaduto. Si ritrovarono dinanzi a scenari "tetri ed infernali" sia Giuseppe Maria Galanti, che giunse in Sila nel 1792, che Giuseppe Zurlo nel 1852. Entrambi i funzionari constatarono i segni tangibili degli incendi che distrussero molti ettari di boschi. Le aree del Parco maggiormente colpite furono quelle della Sila Grande e soprattutto le aree della Sila Piccola.
In quest'epoca i centri della fascia presilana cosentina iniziano a sviluppare un certo interesse per le aree più interne, soprattutto nel campo agricolo oltre che nello sfruttamento legato al pascolo. All'inizio del 1800 inizia ad affermarsi la coltivazione della Patata che diverrà ben presto una peculiarità delle aree della Sila e del Parco nazionale in particolare, tanto da ottenere in futuro, il prestigioso riconoscimento IGP con il marchio "Patata della Sila".

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FOTO: Parco nazionale della Sila

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Lago Ampollino

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Inaugurazione della sede dell'Ente Parco Nazionale della Sila nel 2006, con Alfonso Pecoraro Scanio (allora Ministro dell'Ambiente), Mario Oliverio (Presidente della Provincia di Cosenza), Diego Tommasi (allora Assessore regionale all'ambiente) e l'arcivescovo di Cosenza-Bisignano Salvatore Nunnari

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Radura silana

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