Rifiuti radioattivi

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Radioattività

La scheda: Radioattività

La radioattività, o decadimento radioattivo, è un insieme di processi fisico-nucleari attraverso i quali alcuni nuclei atomici instabili o radioattivi (radionuclidi) decadono (trasmutano), in un certo lasso di tempo detto tempo di decadimento, in nuclei di energia inferiore raggiungendo uno stato di maggiore stabilità con emissione di radiazioni ionizzanti in accordo ai principi di conservazione della massa/energia e della quantità di moto. Il processo continua più o meno velocemente nel tempo finché gli elementi via via prodotti, eventualmente a loro volta radioattivi, non raggiungono una condizione di stabilità attraverso la cosiddetta catena di decadimento.


Dal Regno Unito un'idea geniale: le scorie nucleari? Nascondiamole nei Parchi Nazionali...!

Dal Regno Unito un'idea geniale: le scorie nucleari? Nascondiamole nei Parchi Nazionali...!

. seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping . . Dal Regno Unito un'idea geniale: le scorie nucleari? Nascondiamole nei Parchi Nazionali...!   UK: le scorie nucleari potrebbero finire nei parchi nazionali Nella lettera aperta al ministro per l’energia nucleare, 19 associazioni ambientaliste britanniche esortano i ministri a non considerare i parchi nazionali come possibili siti dove seppellire e stoccare rifiuti nucleari.   Lake District National Park [...]

Da 50 anni la Basilicata custodisce le scorie nucleari americane che nessuno vuole - Ma nessuno deve parlarne!

Da 50 anni la Basilicata custodisce le scorie nucleari americane che nessuno vuole - Ma nessuno deve parlarne!

    . seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping .   Da 50 anni la Basilicata custodisce le scorie nucleari americane che nessuno vuole - Ma nessuno deve parlarne! 8246 chilometri separano Elk River, in Minnesota, e Rotondella, in Basilicata. Tra le due città esiste però un legame quasi impossibile da sciogliere, sancito da un 'tesoro' maledetto: 84 barre da 1.672 chili di combustibile radioattivo che da quasi cinquant'anni sono al centro di una contesa [...]

EVENTI: Radioattività

Nel 2002 è stato presentato alle autorità nazionali il piano di fattibilità per la costruzione del deposito in quell'area, senza indicazioni precise sul sito, piano poi approvato nel corso del 2006 dal Consiglio federale.

Nel 2002 è stato presentato alle autorità nazionali il piano di fattibilità per la costruzione del deposito in quell'area, senza indicazioni precise sul sito, piano poi approvato nel corso del 2006 dal Consiglio federale.

Nel 2002 è stato presentato alle autorità nazionali il piano di fattibilità per la costruzione del deposito in quell'area, senza indicazioni precise sul sito, piano poi approvato nel corso del 2006 dal Consiglio federale.

Nel 2002 è stato presentato alle autorità nazionali il piano di fattibilità per la costruzione del deposito in quell'area, senza indicazioni precise sul sito, piano poi approvato nel corso del 2006 dal Consiglio federale.

Nel 2002 è stato presentato alle autorità nazionali il piano di fattibilità per la costruzione del deposito in quell'area, senza indicazioni precise sul sito, piano poi approvato nel corso del 2006 dal Consiglio federale.

Nel 2002 è stato presentato alle autorità nazionali il piano di fattibilità per la costruzione del deposito in quell'area, senza indicazioni precise sul sito, piano poi approvato nel corso del 2006 dal Consiglio federale.

Nel 1896 Antoine Henri Becquerel, durante uno studio sulle relazioni intercorrenti tra fosforescenza e Raggi X, scoprì la radioattività naturale dell'uranio.

Nel 2008 in Francia sono avvenuti alcuni incidenti riguardanti proprio impianti di ritrattamento (come quello di Tricastin gestito dalla Areva).

Nel marzo del 2008 è stato definitivamente abbandonato il progettato e mai ultimato deposito geologico reversibile posto a 300 metri di profondità sotto la Yucca Mountain (una montagna di tufo alta500 metri) in Nevada, costruito dopo un percorso di ben oltre 20 anni e costato al governo federale 7,7 miliardi di dollari, che avrebbe dovuto accogliere a partire già dal 1998 77.

Nel 2008 in Francia sono avvenuti alcuni incidenti riguardanti proprio impianti di ritrattamento (come quello di Tricastin gestito dalla Areva).

Nel marzo del 2008 è stato definitivamente abbandonato il progettato e mai ultimato deposito geologico reversibile posto a 300 metri di profondità sotto la Yucca Mountain (una montagna di tufo alta500 metri) in Nevada, costruito dopo un percorso di ben oltre 20 anni e costato al governo federale 7,7 miliardi di dollari, che avrebbe dovuto accogliere a partire già dal 1998 77.

Nel 2008 in Francia sono avvenuti alcuni incidenti riguardanti proprio impianti di ritrattamento (come quello di Tricastin gestito dalla Areva).

Nel marzo del 2008 è stato definitivamente abbandonato il progettato e mai ultimato deposito geologico reversibile posto a 300 metri di profondità sotto la Yucca Mountain (una montagna di tufo alta500 metri) in Nevada, costruito dopo un percorso di ben oltre 20 anni e costato al governo federale 7,7 miliardi di dollari, che avrebbe dovuto accogliere a partire già dal 1998 77.

Nel 2008 in Francia sono avvenuti alcuni incidenti riguardanti proprio impianti di ritrattamento (come quello di Tricastin gestito dalla Areva).

Nel marzo del 2008 è stato definitivamente abbandonato il progettato e mai ultimato deposito geologico reversibile posto a 300 metri di profondità sotto la Yucca Mountain (una montagna di tufo alta500 metri) in Nevada, costruito dopo un percorso di ben oltre 20 anni e costato al governo federale 7,7 miliardi di dollari, che avrebbe dovuto accogliere a partire già dal 1998 77.

Nel 2008 in Francia sono avvenuti alcuni incidenti riguardanti proprio impianti di ritrattamento (come quello di Tricastin gestito dalla Areva).

Nel marzo del 2008 è stato definitivamente abbandonato il progettato e mai ultimato deposito geologico reversibile posto a 300 metri di profondità sotto la Yucca Mountain (una montagna di tufo alta500 metri) in Nevada, costruito dopo un percorso di ben oltre 20 anni e costato al governo federale 7,7 miliardi di dollari, che avrebbe dovuto accogliere a partire già dal 1998 77.

Nel 2008 in Francia sono avvenuti alcuni incidenti riguardanti proprio impianti di ritrattamento (come quello di Tricastin gestito dalla Areva).

Nel marzo del 2008 è stato definitivamente abbandonato il progettato e mai ultimato deposito geologico reversibile posto a 300 metri di profondità sotto la Yucca Mountain (una montagna di tufo alta500 metri) in Nevada, costruito dopo un percorso di ben oltre 20 anni e costato al governo federale 7,7 miliardi di dollari, che avrebbe dovuto accogliere a partire già dal 1998 77.

Nel 1898 Maria Skłodowska (più nota come Marie Curie) e Pierre Curie scoprirono la radioattività del polonio e del radio.

Rifiuti radioattivi - Il sismologo Enzo Boschi lancia l'allarme: "Italia, altissimo il rischio di un grave  incidente nucleare"

Rifiuti radioattivi - Il sismologo Enzo Boschi lancia l'allarme: "Italia, altissimo il rischio di un grave incidente nucleare"

  . seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping . Rifiuti radioattivi - Il sismologo Enzo Boschi lancia l'allarme: "Italia, altissimo il rischio di un grave  incidente nucleare" Il sismologo Enzo Boschi: "Italia, il rischio di un incidente nucleare" È una questione aperta dalla fine degli anni Ottanta e ancora oggi è irrisolta: il problema della sistemazione dei rifiuti radioattivi in un unico deposito nazionale. Le scorie da decenni si trovano in luoghi [...]

Rifiuti radioattivi in vetreria a Vinci

Rifiuti radioattivi in vetreria a Vinci

(ANSA) - VINCI (FIRENZE), 24 MAG - C'è anche un contenitore con materiale radioattivo tra i rifiuti accumulati nei locali dismessi dell'ex Vetreria in Toscana, nel comune di Vinci (Firenze). Per questo l'Amministrazione comunale ha emesso un'ordinanza per la rimozione dei rifiuti, anche pericolosi, e la conseguente messa in sicurezza dell'area. La presenza del contenitore con la scritta 'uranite' è stata confermata da una relazione dei tecnici di Arpat. [...]

Bari, master gestione rifiuti radioattivi

Bari, master gestione rifiuti radioattivi

(ANSA) - BARI, 18 GEN - E' stata sottoscritta lunedì a Bari una convenzione tra la Sogin, la società di Stato responsabile dello smantellamento (in termine tecnico 'decommissioning') degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, e l'università Aldo Moro di Bari. Si darà così vita da marzo ad un master di secondo livello in 'Gestione rifiuti radioattivi e industriali pericolosi e tecniche di intervento per la salvaguardia [...]

Rifiuti radioattivi, gestirli in modo più razionale

Rifiuti radioattivi, gestirli in modo più razionale

Rifiuti radioattivi, gestirli in modo più razionale di Mario Agostinelli | 10 settembre 2014 Commenti (61) Più informazioni su: Combustibile, Francia, Italia, No Tav, Nucleare, Saluggia, Scorie Radioattive, Sogin. Email La Francia, riferisce La Stampa del 9 settembre, ha deciso di bloccare il trasferimento dall’Italia delcombustibile nucleare da riprocessare. I trasporti nucleari da Saluggia via Val Susa a La Hague vengono, al momento, [...]

14 sacchi rifiuti radioattivi in strada

14 sacchi rifiuti radioattivi in strada

(ANSA) - NAPOLI, 3 MAG - Rifiuti radioattivi abbandonati in strada, a Napoli: è quanto ha scoperto la polizia municipale nella zona di Capodimonte dove sono stati trovati 14 sacchi contenenti i rifiuti sanitari radioattivi di un centro di analisi di via San Rocco. É nell'ambito delle operazioni di controllo del territorio predisposte dal colonnello Ciro Esposito, che gli agenti dell'Unità Operativa Ambientale hanno individuato i sacchi. I responsabili del centro [...]

Liberalizzate le scorie nucleari? Centrali nucleari: causano cancro e leucemia? Sono sicure per la salute pubblica?

Dal testo sulle liberalizzazioni continuano a spuntare sorprese poco gradite: ora salta fuori che verranno rafforzati i poteri di Sogin (Società gestione impianti nucleari). Come?   "Sedata dopo il referendum, la bagarre sul nucleare sta per riaprirsi per un articolo contenuto nel decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni. Nascosto tra articoli che hanno avuto finora più eco, c’è infatti spazio anche per l’atomo. Anzi, per i suoi scarti, le scorie. [...]

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Quanti tipi di rifiuti radioattivi ci sono?

Quanti tipi di rifiuti radioattivi ci sono? "I rifiuti radioattivi sono di tre categorie, quelli 1° categoria, il cui tempo di decadimento radioattivo è dell'ordine di qualche mese fino ad un anno circa, la 2° categoria, definisce rifiuti di alta attività, che si smaltiscono in un tempo tra qualche decina di anni e qualche centinaia. E poi vi è la 3° categoria che classifica i rifiuti che generalmente vengono prodotti dalla fissione e dai reattori, che [...]

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Le isole più pericolose del mondo

FOTO: Radioattività

Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. È altresì indicato l'andamento dei prodotti di fissione (approssimativamente simile per tutti i cicli) e la radiotossicità dell'uranio naturale e del torio 232 di partenza. Entrambe queste categorie, accumulandosi, tendono ad impedire il corretto svolgersi della reazione a catena e pertanto periodicamente il

Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. È altresì indicato l'andamento dei prodotti di fissione (approssimativamente simile per tutti i cicli) e la radiotossicità dell'uranio naturale e del torio 232 di partenza. Entrambe queste categorie, accumulandosi, tendono ad impedire il corretto svolgersi della reazione a catena e pertanto periodicamente il "combustibile" deve essere estratto dai reattori ed eventualmente riprocessato cioè "ripulito". Complessivamente questo "combustibile esausto" (o "spento") costituisce le scorie radioattive. Si noti che i cicli all'uranio determinano scarichi nettamente più radiotossici e di lunga vita rispetto ai cicli al torio, e che gli attuali reattori (2ª e 3ª gen. ad uranio) determinano i risultati di gran lunga peggiori con ben un milione di anni per ridurre la radiotossicità al valore dell'uranio di partenza. Per dare un'idea del valore di un sievert, si tenga presente che la dose che in media un uomo assorbe in Italia in un anno per esposizione alla radioattività naturale è in media di 0,0024 Sv, con sensibili variazioni regionali e locali

Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. È altresì indicato l'andamento dei prodotti di fissione (approssimativamente simile per tutti i cicli) e la radiotossicità dell'uranio naturale e del torio 232 di partenza. Entrambe queste categorie, accumulandosi, tendono ad impedire il corretto svolgersi della reazione a catena e pertanto periodicamente il

Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. È altresì indicato l'andamento dei prodotti di fissione (approssimativamente simile per tutti i cicli) e la radiotossicità dell'uranio naturale e del torio 232 di partenza. Entrambe queste categorie, accumulandosi, tendono ad impedire il corretto svolgersi della reazione a catena e pertanto periodicamente il "combustibile" deve essere estratto dai reattori ed eventualmente riprocessato cioè "ripulito". Complessivamente questo "combustibile esausto" (o "spento") costituisce le scorie radioattive. Si noti che i cicli all'uranio determinano scarichi nettamente più radiotossici e di lunga vita rispetto ai cicli al torio, e che gli attuali reattori (2ª e 3ª gen. ad uranio) determinano i risultati di gran lunga peggiori con ben un milione di anni per ridurre la radiotossicità al valore dell'uranio di partenza. Per dare un'idea del valore di un sievert, si tenga presente che la dose che in media un uomo assorbe in Italia in un anno per esposizione alla radioattività naturale è in media di 0,0024 Sv, con sensibili variazioni regionali e locali

Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. È altresì indicato l'andamento dei prodotti di fissione (approssimativamente simile per tutti i cicli) e la radiotossicità dell'uranio naturale e del torio 232 di partenza. Entrambe queste categorie, accumulandosi, tendono ad impedire il corretto svolgersi della reazione a catena e pertanto periodicamente il

Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. È altresì indicato l'andamento dei prodotti di fissione (approssimativamente simile per tutti i cicli) e la radiotossicità dell'uranio naturale e del torio 232 di partenza. Entrambe queste categorie, accumulandosi, tendono ad impedire il corretto svolgersi della reazione a catena e pertanto periodicamente il "combustibile" deve essere estratto dai reattori ed eventualmente riprocessato cioè "ripulito". Complessivamente questo "combustibile esausto" (o "spento") costituisce le scorie radioattive. Si noti che i cicli all'uranio determinano scarichi nettamente più radiotossici e di lunga vita rispetto ai cicli al torio, e che gli attuali reattori (2ª e 3ª gen. ad uranio) determinano i risultati di gran lunga peggiori con ben un milione di anni per ridurre la radiotossicità al valore dell'uranio di partenza. Per dare un'idea del valore di un sievert, si tenga presente che la dose che in media un uomo assorbe in Italia in un anno per esposizione alla radioattività naturale è in media di 0,0024 Sv, con sensibili variazioni regionali e locali

Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. È altresì indicato l'andamento dei prodotti di fissione (approssimativamente simile per tutti i cicli) e la radiotossicità dell'uranio naturale e del torio 232 di partenza. Entrambe queste categorie, accumulandosi, tendono ad impedire il corretto svolgersi della reazione a catena e pertanto periodicamente il

Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. È altresì indicato l'andamento dei prodotti di fissione (approssimativamente simile per tutti i cicli) e la radiotossicità dell'uranio naturale e del torio 232 di partenza. Entrambe queste categorie, accumulandosi, tendono ad impedire il corretto svolgersi della reazione a catena e pertanto periodicamente il "combustibile" deve essere estratto dai reattori ed eventualmente riprocessato cioè "ripulito". Complessivamente questo "combustibile esausto" (o "spento") costituisce le scorie radioattive. Si noti che i cicli all'uranio determinano scarichi nettamente più radiotossici e di lunga vita rispetto ai cicli al torio, e che gli attuali reattori (2ª e 3ª gen. ad uranio) determinano i risultati di gran lunga peggiori con ben un milione di anni per ridurre la radiotossicità al valore dell'uranio di partenza. Per dare un'idea del valore di un sievert, si tenga presente che la dose che in media un uomo assorbe in Italia in un anno per esposizione alla radioattività naturale è in media di 0,0024 Sv, con sensibili variazioni regionali e locali

Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. È altresì indicato l'andamento dei prodotti di fissione (approssimativamente simile per tutti i cicli) e la radiotossicità dell'uranio naturale e del torio 232 di partenza. Entrambe queste categorie, accumulandosi, tendono ad impedire il corretto svolgersi della reazione a catena e pertanto periodicamente il

Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. È altresì indicato l'andamento dei prodotti di fissione (approssimativamente simile per tutti i cicli) e la radiotossicità dell'uranio naturale e del torio 232 di partenza. Entrambe queste categorie, accumulandosi, tendono ad impedire il corretto svolgersi della reazione a catena e pertanto periodicamente il "combustibile" deve essere estratto dai reattori ed eventualmente riprocessato cioè "ripulito". Complessivamente questo "combustibile esausto" (o "spento") costituisce le scorie radioattive. Si noti che i cicli all'uranio determinano scarichi nettamente più radiotossici e di lunga vita rispetto ai cicli al torio, e che gli attuali reattori (2ª e 3ª gen. ad uranio) determinano i risultati di gran lunga peggiori con ben un milione di anni per ridurre la radiotossicità al valore dell'uranio di partenza. Per dare un'idea del valore di un sievert, si tenga presente che la dose che in media un uomo assorbe in Italia in un anno per esposizione alla radioattività naturale è in media di 0,0024 Sv, con sensibili variazioni regionali e locali

Simbolo che indica la presenza di radioazioni.[1]

Simbolo che indica la presenza di radioazioni.[1]

Navi veleno, contengono anche vite umane? Che nesso c'è con Ilaria Alpi?

Dopo le rivelazioni dei pentiti della Ndrangheta che hanno rivelato l'affondamento di navi con scorie radioattive nei nostri mari, sono davvero inquietata. Ma dove è iniziata questa storia? E' vero che sono coinvolti i servizi segreti italiani? Cosa c'entra il caso Ilaria Alpi? "Il giornalista Gianni Lanes, sotto scorta e fondatore del giornale Italia terra nostra ha preparato un dossier sulle navi veleno e le ecomafie che sta per essere divulgato. 500 navi erano [...]

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Dove si trovano le scorie radioattive in Italia?

Dove si trovano le scorie radioattive in Italia?

Come e dove vengono conservate le scorie ed i residui che risultano radioattivi? "Ciao! La soluzione più frequente è quella dei bidoni antiradiazioni (garantiti per durare almeno trent’anni), riempiti di scorie e immagazzinati in luoghi appositi o in centrali inattive. In Italia, il deposito principale si trova a Casaccia (Roma), gestito dalla società Nucleco: vi sono immagazzinati 6.000 metri cubi di bidoni. In tutto, in varie aree d’Italia, si trovano [...]

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Come vengono smaltiti i rifiuti radioattivi?

Qualcuno può spiegarmi quali sono le tecniche di smaltimento per i rifiuti radioattivi?   "Ciao! Lo smaltimento dei rifiuti radioattivi (o rifiuti nucleari) è un' attività che richiede ingenti finanziamenti economici e un alta abilità tecnica degli addetti ai lavori. I problemi più gravi dello smaltimento dei rifiuti radioattivi (o rifiuti nucleari) sono legati ai prodotti con vita media più lunga e più facilmente metabolizzabili, come137Cs (33 anni) e90Sr [...]

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Come sono conservate le scorie radioattive?

Buongiorno! Le scorie radioattive, visto che non possono essere smaltite, come vengono conservate? In che modo ve3ngono mantenute in uno stato che non possa compromettere la salute pubblica? grazie :) "Esistono vari modi per la loro conservazione. Quella maggiormente utilizzata è di riporli in bidoni antiradiazioni (garantiti per durare almeno trent’anni) immagazzinati in appositi depositi. Oggi il maggior deposito italiana si trova nei pressi di Roma e vi sono [...]

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che tipo di rifiuti radioattivi?

Ci sono diversi tipi di rifiuti radioattivi? "Ci sono tre categorie di rifiuti: di bassa, media e alta attività. La differenza sta nel tempo di decadimento radioattivo."

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Maggio 2011: scontri per treno scorie nucleari Avigliana

Maggio 2011: scontri per treno scorie nucleari Avigliana

Gli scontri ad Avigliana dove transita un treno carico di scorie nucleari. E' accaduto a inizio maggio, come documenta Infoaut. Ancora una volta la prova dei problemi che crea il nucleare e uno dei suoi peggiori prodotti: le scorie.

TERZIGNO. RIFIUTI RADIOATTIVI NELLA DISCARICA. I VERDI DENUNCIANO

TERZIGNO. RIFIUTI RADIOATTIVI NELLA DISCARICA. I VERDI DENUNCIANO

«Un autocompattatore, adibito al trasporto di rifiuti urbani indifferenziati, è stato posto in fermo cautelativo presso la discarica “Cava Sari” a Terzigno – denuncia il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – per la presenza a bordo di rifiuti radioattivi. Ci risulta che questo non sia l’unico caso e chiediamo con urgenza l’immediata verifica della tenuta stagna della discarica e il controllo da parte dell’Arpac del livello [...]

Rifiuti radioattivi dalla Francia al Mezzogiorno d’Italia.

Rifiuti radioattivi dalla Francia al Mezzogiorno d’Italia.

Rifiuti radioattivi dalla Francia al Mezzogiorno d’Italia. Nella ferriera di Potenza sarebbero stati già fusi. Registrata radioattività nel quartiere Bucaletto Ecomafie in Campania? Traffici pericolosi? Affari sulla pelle dei meridionali? Tranquilli: è tutto a posto. Così il giornalista Gianni Lannes sul sito dell’Associazione Italia Terra Nostra che si occupa anche della fabbrica Ferriere Nord di Potenza di cui la OLA da tempo ne chiede [...]

Navi dei veleni, ora si cerca anche a terra Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva

Navi dei veleni, ora si cerca anche a terra Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva

  Lunedì l'Arpacal di Catanzaro, l'agenzia per la tutela ambientale della regione calabrese, darà inizio alle analisi del terreno nei luoghi dove sarebbero stati seppelliti i rifiuti tossici     // // --> //--> CATANZARO - Mentre a Cetraro il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia, è assediato dai pescatori che protestano per l'assenza del governo rispetto ai problemi legati al fatto che nessuno compra più pesce per paura, L'Arpacal (l'agenzia regionale [...]

Non era leggenda: trovato il mercantile affondato in cui i Casalesi stoccavano i rifiuti radioattivi

Non era leggenda: trovato il mercantile affondato in cui i Casalesi stoccavano i rifiuti radioattivi

REGGIO CALABRIA - "Si tratta di un grosso successo per tutti, perché si comincia a squarciare un velo". Lo ha detto Bruno Giordano, procuratore della Repubblica di Paola, commentando la notizia del ritrovamento della nave mercantile sul fondale al largo di Cetraro, sul Tirreno cosentino. Il relitto della nave individuato ieri sul fondo marino al largo delle coste di Cetraro presenta un profondo squarcio sulla prua dal quale sono visibili alcuni fusti schiacciati. [...]