"La terapia della sospensione del giudizio"

L’ultimo libro dello scrittore e sceneggiatore marchigiano Claudio Piersanti, di stanza a Roma, “I giorni nudi (pagg.
217, euro 17; Feltrinelli)” ci conferma nell’idea che oggi quest’autore sia uno dei pochi che riesca a darci un’immagine autentica degli interni borghesi romani ricordando antiche “fedeltà coniugali”.
Ma non c’è solo la luce “pariolina” figlia degli avvocati Metz di turno.
Ora Piersanti prova con la vita di Alberto uno sceneggiatore cinematografico che nel suo deserto di solitudine fatto di un matrimonio fallito e di una società con l’ex migliore amico diventato il nuovo coniuge di sua  moglie Marta, un giorno si  sveglia ed il suo istinto – quello creativo lo ha sotterrato da tempo nella sua mente clandestina – gli dice che è alle viste un cambiamento.
Infatti dopo una festa romana cade dalla motocicletta e finisce in ospedale con la tibia rotta, ma nel frattempo nel nosocomio nota una giovane ragazza che ha avuto un incidente simile al suo e costretto nel letto non vede l’ora di rivederla perché aveva notato in lei “simpatia, curiosità verso la sua persona”.
Da questo episodio – dopo averla rivista – si dipana il suo cambiamento che lo porta a fare l’amore, convivere con Lucia, ricercatrice farmaceutica a pochi euro al mese, ma che si rivela ostinata nell’amore per lui.
Dopo poco lascia la società con l’ex socio e l’ex moglie e si lancia in una storia  - a tempo? - con questa ragazza determinata e colta che ha più di vent’anni meno di lui.
Riuscirà Alberto ad imparare a respirare meglio ed a capire che c’è sempre possibilità di cambiare? Lo scopriranno i lettori di Piersanti che gli auguriamo numerosi perché questo testo non è il solito libro-novità di un autore già affermato, ma può insegnarci qualcosa sulla realtà sempre più giallesca dei sentimenti che sono fiumi carsici che una volta portati alla luce dal rabdomante fortunato di turno non, devono ritrasformarsi in fiumi del disamore, letti paralleli e contrari.
Vincenzo Aiello

Leggi tutto l'articolo