''Chiudere Guantanamo? Solo una promessa''

Asim Qureshi, dirigente esecutivo di Cageprisoners, organizzazione per la salvaguardia dei diritti umani, racconta a PeaceReporter cosa è cambiato dopo l'11 settembre e perchè Obama non ha ancora chiuso Guantanamo Scritto per noi da Lorena De Vita "Le regole del gioco adesso sono cambiate" aveva dichiarato Tony Blair nel 2005, dopo gli attentati terroristici di Londra.
A quel tempo però, a non tutti era stato chiaro che questo 'cambio' delle regole avrebbe avuto come diretta conseguenza la violazione dei diritti fondamentali di molte persone appartenenti alla comunità musulmana.
Lo aveva invece capito un gruppo di professionisti londinesi, anche loro musulmani, che dal 2003 avevano messo in piedi Cageprisoners (www.cageprisoners.com), una ONG che tutt'oggi si occupa di dare sostegno ai detenuti ed ex detenuti di Guantanamo e alle loro famiglie.
Asim Qureshi è il dirigente esecutivo di Cageprisoners e svolge attività di ricerca sulla violazione dei diritti umani a Guantanamo e non solo.
Lo scorso anno ha pubblicato un libro nel quale racconta la 'guerra al terrorismo' vista dagli occhi dei detenuti di Guantanamo e delle loro famiglie.
"Rules of the game" (www.rulesofthegame.info), appunto.
Perchè lavora per Cageprisoners?L'attacco dell'11 settembre è avvenuto quando ero uno studente di Diritto Internazionale.
Durante gli ultimi anni all'Università ho iniziato a studiare da un punto di vista legale le motivazioni date per giustificare la guerra in Afghanistan e più tardi quella in Iraq.
Le contraddizioni mi erano sempre più evidenti.
Ho deciso che per come stavano andando le cose, era importante cercare di essere coinvolti, magari per fare la differenza.
A guardare le immagini dei prigioniei di Guantanamo, le immagini provenienti dall'Afghanistan e dall'Iraq, ho capito che c'era una parte della storia che doveva essere raccontata.
Ho deciso di scrivere la tesi sugli abusi subìti dai prigioneri di Guantanamo, e in questo modo sono entrato in contatto con Cageprisoners.
Molte persone dicono che la 'guerra al terrorismo' lanciata da George W.
Bush dopo l'attentato alle torri gemelle mi ha 'radicalizzato'.
E credo che la cosa si possa vedere anche così.
Cosa intende per 'radicalizzato'? Per come la vedo io, 'essere radicale' può voler dire tutto.
In questo senso è un termine neutro, che assume connotati positivi o negativi a seconda della situazione in cui viene utilizzato, e dal modo.
Le parole giocano un ruolo fondamentale.
A Cageprisoners cerchiamo di evitare alcune parole, come per esempio 'jihad': perchè in [...]

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