'Ndrangheta, latitante viveva nel lusso

  Latitante sì, ma indossando abiti firmati e pasteggiando a champagne.
Era lo stile, pur nelle ristrettezze della clandestinità, di Saverio Trimboli, di 36 anni, arrestato a Platì dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria dopo 16 anni di latitanza.
Trimboli, tra i cento latitanti più pericolosi del Ministero dell'Interno, era ricercato sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare emessa nel 1994 dal Gip di Torino per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga.
Il latitante è stato scovato in una casa del centro di Platì di proprietà di una persona emigrata da alcuni decenni in Australia.
Nell'abitazione Trimboli, indicato dai carabinieri, come il capo dell'omonima cosca, aveva ricavato due bunker, uno di trenta e l'altro di 25 metri quadri.
Locali volutamente ampi perché, secondo gli investigatori, il latitante li utilizzava quando doveva riunirsi con gli affiliati alla sua cosca.
Sono state molte le "sorprese" che i carabinieri hanno trovato facendo irruzione nel nascondiglio di Trimboli.
L'uomo, infatti, aveva trenta scanner che utilizzava per intercettare le comunicazioni tra le forze dell'ordine e sottrarsi così alle ricerche nei suoi confronti.
Nella casa, inoltre, erano custodite sofisticate apparecchiature per la ricerca di microspie.
Non solo: il presunto trafficante di droga aveva diecimila euro in contanti.
Ma la "curiosità" più interessante riguarda le numerose bottiglie di champagne che Trimboli custodiva nel covo.
Bottiglie che stappava quando si trovava con gli affiliati alla sua cosca per brindare al buon esito degli affari criminali.
E c'é di più: Trimboli, quando è stato bloccato dai carabinieri, indossava abiti di note griffe perché gli è sempre piaciuto vestire con eleganza.
E numerosi capi di vestiario firmati sono stati trovati in alcuni armadi che erano nella casa.
L'arresto di Trimboli è stato commentato positivamente da esponenti istituzionali e di Governo, con in testa i ministri della Difesa, dell'Interno e della Giustizia, La Russa, Maroni ed Alfano.
Le congratulazioni ai carabinieri sono state rivolte anche dai presidenti del Senato e della Camera, Schifani e Fini, oltre che dal capogruppo del Pdl a Montecitorio, Gasparri.

Leggi tutto l'articolo