'Ndrangheta, preso De Stefano, BOSS LATITANTE DA 16 anni

REGGIO CALABRIA - Un altro colpo al cuore della 'ndrangheta.
Dopo l'arresto, quattro giorni fa, di Giuseppe Morabito, secondo gli investigatori il numero uno dell'organizzazione di stampo mafioso, oggi un altro boss è finito in manette: si tratta di Orazio De Stefano, 52 anni, latitante dal 1988 e capo dell'omonima cosca, egemone nel controllo delle attività illecite a Reggio Calabria.
De Stefano è stato sorpreso in un "lussuoso appartamento" (secondo la definizione degli investigatori) del Parco Caserta, un complesso residenziale del capoluogo reggino.
"Sono onorato di fare la vostra conoscenza" ha detto agli agenti.
Solo in casa, non aveva armi e non ha opposto resistenza.
Era considerato uno dei 5 latitanti della criminalità organizzata più pericolosi d'Italia.
"Il suo arresto - ha detto il questore di Reggio Calabria, Vincenzo Speranza - giunge a completamento di una lunga e complessa attività di indagine".
Due anni di ricerche, per l'esattezza, condotte dalla squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Salvatore Arena.
Determinanti le intercettazioni, telefoniche ed ambientali, delle conversazioni tra i membri della rete di protezione che De Stefano era riuscito a creare.
"E' un vero boss - ha detto Arena - ed ha gestito la propria latitanza da capo, senza mai perdere il controllo dell'attività del suo gruppo".
Il latitante non parlava mai con i suoi "protettori".
Nella casa in cui si nascondeva non c'erano né telefono né cellulari.
Per comunicare, seguendo un'antica consuetudine delle organizzazioni criminali, utilizzava i cosiddetti "pizzini", biglietti lasciati in posti concordati con cui impartiva le disposizioni.
Non stava sempre nascosto.
Spesso si spostava in auto verso il Nord Italia ed il Centro, per tenere i contatti con gli affiliati che gli garantivano la gestione dei traffici fuori dalla Calabria.
- Pubblicità - De Stefano era stato arrestato nel febbraio del 1987, accusato di appartenere ad una associazione per delinquere di tipo mafioso che speculava sull'acquisto di terreni per la costruzione di complessi residenziali a Reggio Calabria.
Nel marzo del 1988, grazie ad una ordinanza del giudice istruttore di Reggio Calabria, emessa in coincidenza con la scadenza dei termini di carcerazione preventiva, il boss aveva riacquistato la libertà, pagando una cauzione di 150 milioni di lire, poi ridotti a cento, fissata dal magistrato.
Il giudice aveva disposto l'obbligo di soggiorno a Cairo Montenotte, in provincia di Savona.
Nel giugno successivo, lo stesso giudice aveva emesso un provvedimento [...]

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