(010) – Geo la natura intorno a noi: Anellini, Molluschi e Artropodi (Parte 1) – In allegato: Le foto del capitolo e il video, immersione allo scoglio del Vervece

GEO LA NATURA INTORNO A NOI – CAPITOLO 10 – ANELLIDI, MOLLUSCHI E ARTROPODI (Parte 1)   Anellidi – Foto 01 Si è discusso a lungo, e ancora invero si discute, se sia più utile, nel descrivere l’evoluzione del regno animale, riferirsi al concetto di struttura o a quello di funzione.
Il fatto è che in molti casi i due concetti sono strettamente collegati e una loro troppo rigida distinzione risulterebbe artificiosa e arbitraria.
Ne vedremo ora un esempio tipico.
Abbiamo lasciato l’evoluzione degli invertebrati marini al livello degli echinodermi, appena più complessi e dotati delle spugne dei celenterati.
Dopo questo primo tratto la natura, per così dire, si riposò a lungo: forse centinaia e centinaia di milioni d’anni.
Ciò che in qualche modo la legava, e la costringeva a ripetersi senza sostanziali novità, era proprio un fatto di struttura: quella struttura radiolare che certo favoriva in diversi modi la vita della stella marina, ma che insieme la condizionava, non consentendole un ulteriore sviluppo di nuove funzioni.
Poi un giorno (dove la parola «giorno» sta a rappresentare milioni e milioni d’anni) la natura ebbe un colpo di genio: inventò il cilindro.
Informazione sul videoclip: Immersione allo scoglio del Vervece , distante meno di un chilometro dal porticciolo di Marina della Lobra, il Vervece è uno scoglio contornato da pareti a picco che scendono fin oltre i 50 m, tutte piene di vita, ma nettamente differenziate in varietà a seconda dell'esposizione delle sue pareti sommerse alle correnti e alla luce solare, oltre che, naturalmente della profondità.
La distanza dalla costa favorisce una buona limpidezza dell'acqua, anche con mare mosso rendendolo un punto sicuro d'immersione con qualunque condizione di mare.
A dodici metri di profondità, su un piano roccioso rivolto a levante, c'e la Madonnina del Vervece, una bella statua di bronzo che fu posta qui alcuni anni fa, e che ogni anno a settembre è meta di un commovente pellegrinaggio subacqueo per la celebrazione della cosidetta festa della Madonnina, in ricordo di chi in mare perse la vita.
Già dai primi metri si ci rende conto dell' estrema bellezza di questa immersione.
Infatti, quasi a pelo d'acqua, ondeggiano nella risacca grossi cespugli fioriti di bianchi idroidi, mentre le pareti tutt'intorno sono colorate di un giallo–arancio offerto dalla miriade di Parazoantos axinellae con polipi aperti alla corrente.
Alghe, spugne, anellidi e briozoi si contendono il substrato offrendo l'ambiente ideale ad altri innumerevoli piccoli [...]

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