(Dis-)Abitudine alla lettura part. #2

Può darsi ci sia del vero in ognuna di queste ragioni.
Ma ciascuna di esse presta anche il fianco a critiche; ad esempio, il bel clima non impedisce ad altri popoli situati alle stesse latitudini di leggere più degli italiani: si pensi alla popolazione della Crimea, agli spagnoli, ai francesi del "Midi", etc.; la "joie de vivre" (gioia di vivere) sembra piuttosto un fenomeno collaterale indipendente più che una causa della idiosincrasia al leggere, e poi si trovano popoli altrettanto amanti della vita e dei piaceri e non così alieni dai libri come gli italiani, ad esempio i sudamericani; e, del resto, a quali interventi correttivi si prestano il bel clima e la bella vita? Forse che possiamo creare delle piogge artificiali per spingere i nostri a rinchiudersi a casa a leggere? E perché non si potrebbe/dovrebbe amare la lettura insieme al vestirsi e mangiare bene? Ancora, gli italiani non sembra leggessero di più - e meglio - prima dell'avvento della TV; quanto poi alla accusa al Cattolicesimo - che francamente odora un po' di routine - essa trascura un importante dato storico: è stato proprio nell'Italia medioevale, rinascimentale ed anche contro-riformistica che si sono conservate, tramandate e poi scoperte e stampate le più importanti opere di cultura, che si è dato un incommensurabile impulso alle arti ed alle scienze: cose, queste, che presuppongono che più di qualcuno legga tanto e bene (forse, si dirà, ciò riguarda solo certe élites, ma meglio comunque di niente...).
Insomma, l'incriminazione della religione (della stragrande maggioranza) degli italiani riguardo a questo particolare capo d'accusa sembra un po' tirata per i capelli.
E personalmente sospetto risenta di un clima generale di servile venerazione di tutto ciò che cattolico non è: dal quale clima, fortunatamente, sembra stiamo lentamente uscendo negli ultimi tempi.
Ma questa è un'altra storia.
Infine, a chi si scalmana a dire che non ci sono abbastanza biblioteche rammenterei una notizia di recente apparsa su un numero dello "Specchio della settimana" pesarese; il quale ha rivelato che la pubblicazione di gran lunga più richiesta dagli utenti della nuova ed avveniristica Biblioteca pubblica di Via Passeri - ove il pubblico può circolare fra gli scaffali e scegliersi direttamente i volumi - è ..."Topolino".
No comment.
No, mi sono detto, ci deve essere qualcos'altro.
....(continua) ©Claudio Turco

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