RICORDI DI SCUOLA : tttrrraggedia !!

Ieri parlavo di profe , mi sono riaffiorati alla mente ricordi di scuola .
Nonostante tutto la scuola mi è sempre piaciuta .
No mi correggo , non sempre .
tuttavia gli anni migliori sono stati quelli .
calcolando che ho passato a scuola sedici anni della mia vita dichiaro che in media ho avuto un’infanzia e un’adolescenza felici .
Autocertifico inoltre che la maggior parte delle persone di merda che ho conosciuto è stato in quegli anni e che togliendo una serie di sgradevoli eventi tutto sommato le mie spalle hanno attutito il colpo abbastanza bene .
Non dicesi altrettanto per le mie palle , quelle non  ne sono uscite altrettanto bene ma appurando che a superficie non stiamo alla pari dichiaro che alla fine va bene anche così .
  Approdai alla scuola materna un tiepido giorno di Settembre , avevo tre anni ed ero felice di vedere tanti bambini che avrebbero giocato con me .
Mi bastarono tre orette per capire che l’antifona li girava un po’ diversamente .
Ricevetti un mattone lego di due metri quadrati in testa picchiato con la forza di venti braccia da un bambino ciccione di nome Bruno , venni rapinata dei miei pennarelli da una banda di bambini mafiosi di due anni più grandi che gestivano il racket dei pennarelli dei nuovi arrivati e mi presi una sgridata dalla maestra perché trovò il mio tubetto di dentifricio vuoto e stritolato nel lavandino del bagno.
Come se non bastasse per pranzo fui costretta a mangiare non uno , ma ben due mandarini con i semi, la cosa più disgustosa che per me poteva accadere sulla faccia della terra .
Il secondo giorno uno dei miei compagni, Federico con la scusa di farmi l’orologio , mi diede un morso così forte sul polso che il livido mi rimase due settimane e la maestra mi sgridò perché non si urlava durante il pisolino pomeridiano.
Per pranzo ebbi altri due disgustosi mandarini.
Decisi che era necessario che la Svizzera ( cioè io ) , da stato neutrale quale era sempre stato ora doveva entrare in guerra .
Il terzo giorno entrai a scuola , mi sedetti vicino a Bruno e gli picchiai in testa a tradimento il mattone lego più grosso che trovai  , Bruno mi guardò allibito e dopo un singulto lanciò un grido così forte che lo sentirono anche in Africa .
Io ero già lontana , la maestra mise in castigo Giuseppe e io strizzai un tubetto di dentifricio nel lavandino estratto a caso dai numerosi tubetti presenti nel sacchetto colorato del bagno.
Venne punita dalla maestra una delle bambine del racket dei pennarelli per aver strizzato un intero tubetto di dentifricio nel lavandino del [...]

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