menzogne

«Per quale ragione, archetypon, è tanto semplice dire parole d’affetto e, altrettanto semplicemente, ritirarle e dimenticarle?»  «È, anche ma non solo Mitamit, questione di verticalità.
E la verticalità è figlia del tempo in cui vive.»  «Consumiamo tutto, anche le parole?»  «Con poche eccezioni, consumiamo tanto voracemente le parole che non riflettiamo su quanto queste siano aderenti al nostro intimo che, anzi, nascondiamo con pervicacia.
Così, consumiamo il desiderio scambiandolo per sentimento; consumiamo il tempo scambiandola per la vita; il rumore come musica; l’arte come cibo; le parole come pensiero.
L’orizzontalità come verticalità.
E quando ci viene presentato il conto — che arriva sempre — sorge l'angoscia e la paura di scoprire che abbiamo giocato al gioco della menzogna con noi stessi, scambiando la (nostra) profondità con la superficie.»

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