CENA TRA AMICHE

  FANNO SEMPRE QUELLE CHE SONO BUONE BUONE, MA...  Prendete 7 amiche e mettetele a casa di una donna in una serata normale in mezzo alla settimana.
Davanti a queste amiche c'è una bella tavola, in wenge spesso ed anticato, piena di antipasti di pesce e col vino che la fa da padrone e che già basta ad "illuminare" i primi presupposti di una serata a chi di loro ha voglia di fare una cosa diversa...ovviamente e rigorosamente tra donne! Le sette amiche sono cosi composte: 4 amiche amiche, la mamma di una delle 4 amiche (cioè la padrona di casa), 2 colleghe di lavoro magari non troppo simpatiche ed un pò pallose ma alla fine - per non rinunciare alla serata - va bene lo stesso.
Quindi, "la squadra della serata" è già ben composta e senza una musica che non sia per forza mielosa e sdolcinata come nei film che le ragazze dai 10 ai 15 anni guardano sempre.
In questo piccolo "Paradiso senza rotture ed orari" (le donne odiano arrivare in orario...non fa proprio parte della loro testa il fattore "Rispetto degli orari") prende subito quota la cosa che ogni donna fa da quando a poco più di 7-8 mesi.
Si parla.
Di qualsiasi cosa? No di certo.
Gli argomenti sono sempre pressappoco quelli.
E mentre la prima sale le scale di fretta perchè già "sfora" di 20 minuti (un record!), una manda un sms mentre cerca parcheggio nel viale ortogonale alla casa, ecco che s'arriva tutte nel luogo del tanto agognato ritrovo femminile.  Mentre si maledice il tempo che fa "svanire" la piega dei capelli (fateci caso: tra sette donne - ma anche tra 2 -una che si lamenta dei suoi capelli c'è sempre) parte quella che aspetta con l'ultima novità.
Ogni donna ha sempre una novità..pure se col vivavoce ha chiamato 15 minuti prima.
Ci si avvicina al calice, si pronuncia male o benino una etichetta di un vino che si e no era in offerta al minimarket all'angolo dove va la nonna (le nonne sanno sempre dove andare a fare la spesa ed i loro prodotti sembrano sempre cose venute da un'altra regione visto che spesso noi non le notiamo nemmeno tra gli scaffali), e si inizia a trincare piccoli sorsi di felicità senza le bollicine.
Ed il vino, pian piano, prende possesso dei voleri retorici e sociali delle donne, meno avvezze ad avere un calice in mano ma più abili nel lasciarsi andare mentre si parla (e non solo).
Ora poniamoci un quesito di misera difficoltà:  di cosa mai potrebbero parlare tutte ste donne messe insieme? Si parte dal loro "Kapo" - detto duramente alla tedesca - che come un ufficiale delle SS le rimprovera ad alta voce (alcune si [...]

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