...tra me e me 

Ristagnare...come la vita la cui costruzione sabbiosa frana e si ricompatta ogni giorno, come la vita di tutti che non si può dire definitiva fino alla fine.
Ci sono i picchi di felicità e quelli di dolore e sofferenza.
In quei momenti lì stai come in uno specchio d'acqua limpida e cristallina, in cui sei assolutamento in grado di scorgere financo il più piccolo microrganismo, faville di luce o grumi melmosi di esistenza.
Ma la maggior parte della vita, almeno lunghi periodi di essa, sono paraganabili ad uno stagno, al suo ecosistema che provvede, al di sotto delle sue acque melmose, ad alimentare larve, vermi, piantine, capace di trasformare foglie secche e ormai marcie, carcasse di insetti, anfibi, pesci, scarpe vecchie, relitti di vita.
Non dici, vado a fare una passeggiata in riva ad uno stagno, perchè l'aroma che emana non è piacevole, insetti volano basso, le zanzare vi dimorano con allegria, e rospi e rane si riproducono in modo non proprio romantico, c'è umidità e la vegetazione, fitta e scomposta, ha in sè un aspetto selvaggio quando non addirittura sinistro.
Quando la nostra vita ristagna, non stiamo perdendo tempo, stiamo macerando nell'umore del nostro vissuto, i profumi dei figli ancora lattanti,il sapore di amori volati via e di quelli sempre presenti.
Godiamo e peniamo per la nostra condizione di figli di madri eterne mentre temiamo quella di padri e madri di figli sedicenni, di una nuova passione, forse, un nuovo lavoro e pure una nuova canzone.......

Leggi tutto l'articolo