FLASH-BACK

La strana sensazione di déjà-vu l'afferrò e la soffocò; non riusciva più a respirare, le mancava l'aria, l'aria le mancava, l'aria...
Forse non era così, non era l'aria a mancarle, provava una sensazione di vuoto profondo che non riusciva a riempire, nonostante tutto, perché l’aveva invasa completamente dalla testa ai piedi.
Ma all'improvviso quel vuoto sembrò diminuire, ridursi per lasciare il posto a qualcosa che lei non conosceva, o meglio, non riusciva a riconoscere perché un giorno l'aveva già sperimentato.
Cos'era? Non riusciva a dargli un nome, non poteva! Quell'incontro imprevisto l'aveva sconvolta, anche se era stata brava a mascherare ogni reazione; sorridente, gli aveva teso la mano e si erano presentati.
Lui non aveva detto il cognome, come lei si era aspettata, ma solo il nome “Piacere, Marco”.
Lei aveva semplicemente risposto “Ciao, Veronica”.
Si chiese se le persone intorno a loro avessero colto quella leggera e impercettibile esitazione nella sua voce.
No, sembrava tutto normale, almeno per gli altri.
Per lei niente fu più come prima perché, tutto ad un tratto, aveva capito che LUI era l’uomo della sua vita! Pazzesco, lo conosceva da meno di un’ora e non sapeva niente di lui se non che lei lo aveva aspettato per tanto tempo e ora lui era arrivato.
Sentiva dentro di sé che si erano già incontrati altrove, in altri tempi, e che un legame forte li aveva uniti, tanto forte da superare le barriere del tempo e dello spazio.
Ma un dubbio l'assalì: LEI era la donna della sua vita?

Leggi tutto l'articolo