AVERE LA FACCIA COME IL CULO: TEORIA E PRATICA! CARO BERTINOTTI, QUESTA SE LA POTEVA PROPRIO RISPARMIARE…   Riporto il contenuto di una lettera inviata dal presidente della Camera a Fidel Castro con il commento di un conoscitore della realtà cubana come Gordiano Lupi Caro Presidente, un anniversario importante è l’occasione per gli auguri da parte di chi ha vissuto i lunghi anni della Sua importante presenza nel mondo, presenza congiunta al cammino della rivoluzione cubana.
Nessuno dei dissensi che abbiamo lealmente espresso può cancellare le speranze e le emozioni che hanno suscitato nella mia generazione e nel mio paese le donne e gli uomini della Sierra Maestra.
Poi Cuba ha camminato con le sue gambe e ha interpretato, insieme a Lei, l’orgoglio di un popolo e di un’isola che vuole vivere la sua indipendenza e decidere autonomamente del suo futuro e del suo destino in un mondo di pace.
Buona fortuna a Lei e al Suo Popolo, Presidente.
Lunga vita, caro Comandante, un abbraccio e auguri per la Sua salute.
Queste le sconcertanti parole di Bertinotti, un Presidente di una Camera dei Deputati legalmente eletta dal popolo che scrive a un dittatore che dal 1959 governa Cuba facendo il bello e il cattivo tempo, senza curarsi di indire nuove elezioni, ma restando al potere senza alcuna legittimazione.
Ma lo sa Bertinotti che Cuba è il paese al mondo che produce il maggior numero di esuli per motivi politici? Ma lo sa Bertinotti che neppure dal Cile di Pinochet scappava tanta gente? Pare proprio di no, perché gli auguri del Presidente della Camera dei Deputati non si limitano alla festa di compleanno e alla speranza di buona salute, ma vanno ben oltre.
Si parla di importante presenza nel mondo congiunta al cammino della Rivoluzione Cubana.
Ma lo sa Bertinotti che un po’ di tempo fa, se fosse stato per Castro, sarebbe scoppiata la Terza Guerra Mondiale? Nessuno nega che gli uomini della Sierra Maestra abbiano suscitato emozioni e speranze in tutti noi, ma analizziamo la storia e rendiamoci conto di quanti ex rivoluzionari hanno dovuto subire un ingiusto esilio.
Huber Matos fu uno dei primi.
Carlos Franqui è ancora uno di loro, scrive articoli e libri nei quali condanna il castrismo come una delle tante forme di caudillismo latinoamericano.
Haidé Santamaria si è suicidata per la disillusione rivoluzionaria e perché non condivideva la svolta autoritaria del castrismo.
Per tutta risposta il regime l’ha condannata alla scomparsa da tutti i libri di storia cubana, come si sono dissolti nel nulla Franqui, Matos e molti [...]

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