GREEN PUBLIC PROCUREMENT

Green Public Procurement (per dirla come mangiamo acquisti verdi della pubblica amministrazione) è l’integrazione di considerazioni di carattere ambientale nelle procedure di acquisto della Pubblica Amministrazione, cioè è il mezzo per poter scegliere "quei prodotti e servizi che hanno un minore, ovvero un ridotto, effetto sulla salute umana e sull'ambiente rispetto ad altri prodotti e servizi utilizzati allo stesso scopo" Acquistare verde significa quindi acquistare un bene o un servizio tenendo conto degli impatti ambientali che questo può avere nel corso del suo ciclo di vita, dall’estrazione della materia prima, allo smaltimento del rifiuto.
La pratica del GPP consiste nella possibilità di porre in atto criteri di qualificazione ambientale in sede di acquisto di beni e servizi finalizzata da un lato a diminuire il loro impatto ambientale, dall'altro possono esercitare un “effetto traino” sul mercato dei prodotti ecologici.
Gli acquisti pubblici, infatti, rappresentano in Italia circa il 17% del Prodotto Interno Lordo e nei Paesi dell’Unione Europea circa il 14%.
Il concetto del Green Procurement, su scala internazionale, è stato originariamente promosso e confermato dall'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
In Italia il Green Public Procurement non è obbligatorio, però esistono alcune norme che ne sollecitano l’introduzione stabilendo dei requisiti specifici o degli obiettivi per l’acquisto e/o utilizzo di determinati prodotti o servizi.
Dal Decreto Ronchi (D.
lgs.
22/97 art.
19), modificato da L.448/01, che stabilisce l’acquisto di almeno il 40% del fabbisogno di carta riciclata, al DM del 27/3/98 in cui una quota del parco autoveicolare deve essere costituito da veicoli elettrici, ibridi o ad alimentazione naturale dotati di dispositivi di abbattimento delle emissioni, la Finanziaria del 2002 (L.
448/01, art.52) sancisce l’obbligo di riservare almeno il 20% del totale all’acquisto di pneumatici ricostruiti.
Il DM 203 del 8/5/2003 invita le regioni a definire norme affinché gli enti locali coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30%.
Il decreto prevede inoltre che i destinatari adottino in sede di formulazione di gare per la fornitura e l’installazione di manufatti e beni, e nella formulazione di capitolati di opere pubbliche, criteri tali da ottemperare al rispetto delle quote previste dal decreto.
Nell’aprile 2006 in attuazione delle direttive europee è stato pubblicato [...]

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