Interpretare un sogno

"I sogni sono la via regia verso l'inconscio", diceva Freud.
Un invito a prenderli in considerazione come messaggi dal profondo, o dalle altezze, come una traduzione in immagini e simboli di ciò che già sappiamo intuitivamente.
"Per tutti noi che viviamo nel mondo ordinario, la mente che sogna può aggiungere un intera dimensione di saggezza alla vita, che equivale alla scoperta di un maestro interiore esistente in ciascuno di noi".
Ann Faraday psicoterapeuta statunitense Non è necessario "saper interpretare" i sogni per arricchirsi del messaggio che essi spesso ci inviano col loro linguaggio simbolico.
Come scrive Jung, "nessun simbolo onirico può essere separato dall'individuo che lo ha sognato, e non esiste una interpretazione certa o diretta di nessun sogno".
L'importante è partire dal presupposto che sono sempre pertinenti alla vita del sognatore; che siano semplicemente prodotto di fantasia, espressione di desideri o suggerimenti evolutivi.
Basta dar loro un po' del nostro tempo, della nostra attenzione e anche della nostra intuizione e potranno facilmente essere letti a diversi livelli di significato e diventare spunto di crescita.
Un sogno può anche essere esplorato e approfonditi in stato di veglia attraverso la parola e l'immaginazione.
Frances Vaughan, psicoterapeuta americana, esponente della psicologia transpersonale, racconta di una sua paziente che porta in seduta un sogno angosciante, in cui si trova in una caverna buia e viene catturata e presa prigioniera da un ragno immenso e orribile che la avvolge in un bozzolo appiccicoso.
Invitata a immedesimarsi nel ragno, emerge un punto di vista completamente diverso: la storia di un animale che vuole compagnia e che intrappola tutte le persone che arrivano affinché non se ne vadano più via.
Quando le sue vittime muoiono, ne ha bisogno di altre, perché portino luce e vita nella sua caverna.
La terapeuta invita la donna a continuare il sogno sotto forma di fantasia, invitandola a uscire alla luce, in quanto ragno, e a raccontare come si sente.
L'esperienza risulta difficile e dolorosa, ma quando il ragno vince le sue paure di venire schiacciato e distrutto e finalmente esce all'esterno, scopre con sorpresa che il tepore del sole scioglie la pesante corazza del suo corpo, facendone uscire un piccolo ragnetto bianco, felice e giocoso, anche se ancora timoroso e spaventato.
La disponibilità della donna a "entrare nel gioco" e identificarsi con l'immagine minacciosa e a continuare il sogno le ha permesso un'esperienza liberatoria e le ha fornito nuove [...]

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