>>> 6 PER LA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: ISTITUZIONI E ORGANIZZAZIONI DELLA SOCIETÀ PIÙ FORTI ED APERTE

Dopo la sconfitta referendaria, la rimozione della riforma istituzionale

In Italia, la sconfitta subita dai riformisti nel referendum costituzionale del dicembre 2016 ha vanificato lo sforzo di riforma messo in atto nel corso della 17a legislatura, ma non ha mitigato la crisi delle istituzioni repubblicane. Una crisi che tende (se possibile) ad aggravarsi, sia per la loro intrinseca debolezza ed incoerenza, sia per i colpi che vengono loro inferti da forze politiche che intendono cambiarle profondamente attraverso “non una revisione della Costituzione, ma piuttosto una azione politica anticostituzionale” (Frosini). Molti, a sinistra, sembrano accettare - o addirittura preferire - che il tema della crisi dello Stato e della debolezza delle istituzioni venga tolto dall’ordine del giorno: troppi tentativi frustrati, troppo forti le resistenze conservatrici. Troppa la distanza tra le preoccupazioni e le aspettative dei cittadini e l’apparente astrattezza della riforma. Sarebbe un errore...

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