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“ASCOLTARE IL DISSENSO” ALLA LOVAT Con Ester Tanasso ed Alessandro Tessari.
A Trieste mercoledì 5 dicembre e a Villorba giovedì 6 dicembre.
La scheda bianca come voto di protesta.
Lo propongono Ester Tanasso ed Alessandro Tessari nel loro libro “Ascoltare il dissenso” recentemente pubblicato per Mimesis, che gli stessi autori presenteranno: alla Lovat di Trieste mercoledì 5 dicembre - ore 18,00 alla Lovat di Villorba giovedì 6 dicembre – ore 18,30 Tanasso e Tessari suggeriscono l’idea di dare efficacia democratica al voto di protesta attraverso le schede bianche: una proposta che vuole invertire la tendenza al non voto, per recuperare una parte sempre più rilevante del Paese al coinvolgimento politico, per dare corpo alla stessa democrazia.
In una democrazia estenuata, Tanasso e Tessari non vogliono concedere nulla al gioco oggi facilissimo dell’antiparlamentarismo.
Punta invece ad invertire la tendenza al non voto e a recuperare una parte sempre più rilevante del Paese al coinvolgimento politico, per dare corpo alla stessa democrazia.
Se i cittadini non si riconoscono più in questo sistema, devono ricominciare a dettare le regole del gioco: ad iniziare dal numero dei parlamentari.
Se la scheda bianca è un voto di protesta, deve avere efficacia nei risultati elettorali.
Individuando, infatti, in questo tipo di voto l’indicazione di un dissenso esplicito da parte degli elettori nei confronti dei candidati, propongono di dargli efficacia nei risultati elettorali, riducendo il numero degli eletti in proporzione al numero di schede bianche.
Dopo aver chiarito, nella prima parte del saggio, il significato essenziale del voto come mezzo di convalida di una democrazia rappresentativa, ma anche giudizio ineludibile degli elettori sui candidati, gli autori sottolineano l’importanza dell’inclusione di tutti nel gioco democratico e ritengono, quindi, che il nostro ordinamento debba farsi carico di rappresentare anche il dissenso.
Infatti, a fronte degli scandali di questi anni, il forte astensionismo che viene oggi registrato parla di una disaffezione dei cittadini che non trova altra via di manifestarsi se non nel rifiuto del voto.
In questo modo, però, fasce sempre più ampie di popolazione, spesso una cittadinanza critica che alza il tiro del confronto politico e una marginalità sociale che in maniera sempre più impellente necessita di risposte, vengono estromesse dal gioco democratico, avviando in tal modo un meccanismo di grave degenerazione della democrazia.
Il senso di questa proposta, allora, sta nel [...]

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