«CASTRAZIONE CHIMICA»: FOLLA AI GAZEBO

BONATE SOPRA (Bergamo) - Lì c'è la chiesa parrocchiale e lì accanto, a pochi metri, c'è il gazebo della Lega Nord.
La gente esce dalla messa domenicale e dopo aver ascoltato il Vangelo sottoscrive la proposta di legge del Carroccio per la castrazione chimica di chi commette uno stupro.
Non tutti, comunque tanti: a Bonate, a Suisio e negli altri comuni dell'Isola bergamasca, dove la Lega ieri ha avviato la campagna per la nuova legge, alla fine della giornata saranno 1.200 le firme raccolte.
Anche a Milano, a Brescia, nel Varesotto è partita la nuova campagna bossiana; è solo l' assaggio, però: col prossimo weekend i punti di raccolta delle firme saranno molti di più e lo sforzo maggiore verrà profuso l' 8 marzo, giorno della festa della donna.
Ma come stanno assieme i doveri del cristiano e le aspirazioni del leghista che vorrebbe rendere inoffensivo con uno «zac» i violentatori delle donne? Raffaella Villa non è un'elettrice del Carroccio, eppure dopo la messa ha fatto la fila come altri al gazebo di Bonate.
«Cristianamente dico che dimostrare severità nei confronti degli stupratori è un modo per difendere i più deboli.
Non penso solo a noi donne, ma anche ai bambini, sempre più spesso vittime di abusi sessuali».
Né Bonate né l'intera provincia di Bergamo sono state di recente teatro di episodi cruenti, ma è chiaro che l'eco dei fatti avvenuti a Roma o a Bologna è giunta fin qua.
Ed è chiaro che la castrazione chimica è solo l' ultima forma in cui si materializzano la paura e la diffidenza verso l'immigrato.
Giancarlo Colleoni è un commerciante di Terno d'Isola che gira i mercati della Bergamasca per tutta la settimana: «Sono a contatto con la gente e percepisco quanto il senso di menefreghismo, di disprezzo delle regole sia ormai diffuso.
Raccogliere le firme per la castrazione è un modo soprattutto per attirare l' attenzione su questo tema.
Dobbiamo pensarci noi padri e nonni, perché se a passare all' azione sono i giovani che sono più focosi non so come possa andare a finire».
Colleoni racconta poi di un episodio emblematico avvenuto al suo paese: «Alcuni ragazzi si sono organizzati, vanno a cercare i balordi extracomunitari e danno loro una lezione; i carabinieri li hanno già fermati.
Il clima è tesissimo».
La campagna per la castrazione chimica, dunque, promette di mettere nuovamente il partito di Bossi al centro della scena politica e soprattutto di farlo penetrare ancora più a fondo nella «pancia» della società.
«Ma non è detto che si arrivi necessariamente all'obiettivo - [...]

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