«Che cosa dobbiamo fare?»

+ Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?».
Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?».
Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?».
Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali.
Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Riflessione:Salve a tutti fratelli carissimi e buona III domenica d'Avvento.
In questo passo del Vangelo di oggi incontriamo Giovanni il Battista che viene interrogato dalle folle, dai pubblicani e dai soldati per sapere cosa dovessero fare per convertirsi e per vivere in maniera retta agli occhi di Dio.
Come possiamo ben vedere dalle risposte di Giovanni, egli non usa mezzi termini, non adopera frasi che potrebbero far sorgere ambiguità: alle folle dice che chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha, chi ha da mangiare faccia altrettanto, ai pubblicani esorta di non esigere più di quanto è stato fissato, e invita i soldati a non maltrattare e non estorcere soldi a nessuno, accontendandosi piuttosto della propria paga.
Queste differenti esortazioni non vanno visto come un modo di differenziare la vita di fede in Dio, ma più che altro un discorso mirato a quelle categorie di persone che potrebbero avere vizi e tentazioni in comune.
Appare evidente che questo stesso discorso è valido anche al giorno d'oggi e potrebbe essere attualizzato nel contesto odierno, in cui magari non ci sono solo soldati che potrebbero commettere abusi di potere (da considerare in questa macro-categoria anche le varie forze dell'ordine, la classe politica e tutte le persone che gestiscono ed amministrano la "cosa pubblica") e le folle non vanno più in giro in tunica, ma con abiti e "gadget" molto più costosi e talvolta effimeri (come automobili, smartphone [...]

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