«Leonardo si congedò dal Milan giurando: mai più farò l'allenatore»

Per fortuna, qualcuno a Milanello, è stato colto da improvvisa lucidità e ha ricordato un passaggio importante del congedo di Leonardo dal Milan, il 15 maggio dello scorso anno.
Tutto lo stadio lo applaudì dopo il 3 a 0 sulla Juve e molti dei suoi allievi, anche quelli che non erano stati gratificati dalla sua fiducia, si unirono all'abbraccio simbolico della curva rossonera.
Tra questi vi fu Christian Abbiati che oggi sostiene di non aver coltivato alcun rancore nei confronti del brasiliano che pure gli preferì Dida, secondo taluni a causa della cattiva salute del portiere brianzolo.
«L'unica sorpresa, per tutto lo spogliatoio- ha confessato in queste ore Abbiati- è stata la contraddizione tra ciò che ci aveva detto e quello che poi ha fatto.
A noi disse che non avrebbe continuato la carriera di allenatore e che anzi di sicuro sarebbe tornato al mestiere del dirigente.
Non solo.
Ma aggiunse che di sicuro non avrebbe allenato subito.
Perciò a Milanello abbiamo appreso con stupore il suo passaggio all'Inter».
Ecco: Leonardo non ha mai spiegato come mai cambiò idea, legittimamente.
Come mai invece di mettere in un cassetto il diploma di allenatore conseguito a Coverciano, grazie a una deroga speciale intervenuta per via della sua partecipazione a un mondiale ('94 in Usa col Brasile), ha dapprima "sparato a zero" sul presidente del Milan a settembre e poi prima di Natale accettato l'invito di Moratti? C'è qualche milanista risentito che continua a sostenere che la prima fosse propedeutica alla successiva scelta.
Chissà, forse un giorno leggeremo la verità sulla storiella.

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