«Ora rapiniamo Palazzo Grassi» L’idea della banda del portavalori

Cronaca 14 marzo 2016 «Ora rapiniamo Palazzo Grassi» L’idea della banda del portavalori La conversazione intercettata durante le indagini sul maxi colpo al furgone della Civis di Preganziol Provocazione o piano concreto? Le manette per il basista della banda sono scattate due mesi dopo Ignari di essere intercettati, e sicuri di essere riusciti a mettere a segno il colpaccio facendo sparire 800 mila euro dal furgone portavalori della Civis pochi mesi prima, i membri della banda al telefono pianificavano un’altra grande impresa: rapinare Palazzo Grassi.
È quanto emerge dall’ordinanza del giudice per le indagini preliminari che nel gennaio scorso ha mandato in carcere Gianluca Schisano, 37 anni, la guardia giurata accusata di aver tradito la società per cui lavorava facendo da aggancio e cardine ai banditi partenopei, inventando la farsa della rapina al portavalori sul quale stava lavorando il 15 luglio 2015 a Preganziol.
Secondo quanto ricostruito dall’indagine, che ha portato alla denuncia di altre due persone e alla realizzazione di 14 perquisizioni tra il Trevigiano e la Campania alla caccia del denaro rubato alla Civis, Schisano e i suoi sodali, lo scorso novembre, sarebbero stati ascoltati mentre parlavano di un colpo nel notissimo palazzo mostre di Venezia.
Possibile che ad aver dato loro l’idea fosse stata notizia - in quei giorni - del clamoroso colpo al museo civico veronese di Castelvecchio? Uno della banda in passato aveva lavorato all’interno di Palazzo Grassi e l’ipotesi era che potesse agevolare l’irruzione all’interno del palazzo stesso.
Un’ipotesi concreta? O si è trattato di un dialogo tra spacconi, sicuri di farla franca, anche puntando al “colpo grosso”, ed aver gabbato gli investigatori che invece gli stavano alle costole? Il procuratore di Treviso Michele Dalla Costa non si è sbottonato, limitandosi a confermare la presenza di elementi di indagine che allargavano lo spettro degli accertamenti anche alla nota sala espositiva.
Cosa contavano di fare? E quando? Domande senza risposta perchè le manette sono scattate prima che Schisano e i suoi sodali mettessero “nero su bianco” un piano d’azione concreto.
All’epoca dei fatti e delle intercettazioni nella sala era in corso una personale dell’artista francese Martial Raysse, ma non è detto che i tre pensassero di portare via i quadri.
Possibile che immaginassero di puntare alla cassa ed eventualmente ad altre opere in esposizione prossima, o che magari stessero ancora studiando il da farsi in vista del piano perfetto [...]

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