«Oscura» i cellulari in classe: arrestato preside canadese

  Esasperato, ha acquistato un dispositivo illegale capace di schermare il «campo», «non sapevo fosse uno strumento fuorilegge»   L’uso del cellulare a scuola è uno dei problemi più comuni e delicati che gli insegnanti e i dirigenti scolastici devono affrontare ogni giorno.
Spesso vietarne l’uso durante le lezioni o per tutta la giornata di studio è insufficiente; per questo il preside di una scuola di Vancouver ha deciso di usare un sistema drastico e alternativo, schermando il campo dei telefonini con un «jammer», dispositivo in grado di oscurare le radiofrequenze.
IN CARCERE PER L’ISTRUZIONE - Peccato però che il congegno sia illegale (in Canada come negli Stati Uniti e nella maggior parte dei Paesi europei), e che il dirigente scolastico sia stato arrestato dopo pochi giorni dal primo utilizzo del jammer.
Gli studenti infatti si sono accorti subito che qualcosa non andava nella ricezione dei loro cellulari e, dopo una rapida ricerca online (suggerita dal preside stesso), hanno identificato il metodo usato.
Ma non solo: hanno scoperto che utilizzare un dispositivo per schermare le onde elettromagnetiche è illegale.
Una sorpresa anche per il dirigente Steve Gray, che ignorando l’Atto sulle comunicazioni radio vigente in Canada, aveva acquistato online il dispositivo da un rivenditore cinese, utilizzando i fondi scolastici (115 dollari).
// //--> VIETARE O NON VIETARE - Gray, intervistato in merito alla vicenda, ha dichiarato: «C’era un continuo problema di gestione delle classi.
C’era sempre qualche cellulare confiscato agli studenti perchè lo usavano in aula contro le regole della scuola».
«(Il dispositivo) ha immediatamente bloccato le prestazioni dei cellulari.
Era solo un piccolo progetto per vedere cosa sarebbe accaduto, sono rimasto sorpreso per come funzionasse bene.
Ma una volta scoperto che era illegale l’ho subito spento».
Robert Holmes, presidente del Consiglio consultivo dei genitori, non sostiene la scelta del preside: «Posso capire quali fossero i suoi livelli di frustrazione, ma non avrebbe dovuto farlo.
I bambini avrebbero dovuto seguire le regole».
D’altra parte però a volte sono gli stessi genitori a non rispettare il regolamento della scuola, telefonando ai figli negli orari di lezione, controbatte Mary-Lou Donnelly, presidente della Federazione canadese degli insegnanti.
Questa vicenda ha comunque un risvolto positivo, avendo portato nuovamente in primo piano il problema di una concreta regolamentazione sull’utilizzo dei telefonini nelle scuole.
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